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Politica monetaria

Nuova stretta Fed, tassi di interesse su di 75 punti base

Si tratta del quinto rialzo dei tassi consecutivo e il terzo di fila di questa entità. A marzo, la Banca centrale statunitense aveva annunciato il primo rialzo da dicembre 2018

Fed: il suo piano per combattere l’inflazione posa su due ipotesi traballanti

Come da attese, la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di tre quarti di punto, portando l'intervallo indicativo sui Fed Funds al 3-3,25%, un livello che non veniva raggiunto dal 2008. Si tratta del quinto rialzo dei tassi consecutivo, il terzo di fila da 75 punti base. A marzo, la Banca centrale statunitense aveva annunciato il primo rialzo dei tassi d’interesse (di 25 punti base) dal dicembre 2018.

La decisione della Federal Open Market Committee arriva al termine della due giorni di politica monetaria, nel tentativo di frenare l'inflazione e raggiungere il target del 2% nel lungo periodo.

Il rialzo era ampiamente previsto, e la diagnosi dello stato dell’economia emersa nel comunicato della Fed, resta sostanzialmente stabile: si confermano infatti inflazione alta, bassa disoccupazione, anche se la spesa e la produzione, che a luglio erano considerate solo in indebolimento, appaiono ora in modesta crescita.

Come riportato da Teleborsa, la decisione di alzare ancora i tassi è stata assunta all'unanimità dai dodici membri del Fomc, inclusi il Presidente Jerome Powell ed il vicepresidente John Williams.

Nello stesso tempo, il board ha assicurato che continuerà a ridurre gli asset in portafoglio in linea con il piano di riduzione del bilancio annunciato a maggio scorso.

La Fed ha pubblicato ieri sera anche le nuove proiezioni di crescita ed inflazione, rivedendo al ribasso la crescita del PIL 2022 allo 0,2% (dall'1,7% precedente) ed indicando una crescita dell'1,2% nel 2023 e dell'1,7% nel 2024. Il tasso di disoccupazione è atteso al 3,8% quest'anno ed al 4,4% nei due anni successivi. L'inflazione è stata rivista al rialzo al 5,4% dal 5,2% nel 2022 al 2,8% nel 2023 ed al 2,3% nel 2024. Sulla base di queste previsioni, i tassi di interesse sono attesi al 4,4% nel 2022 al 4,6% nel 2023 ed al 3,9% nel 2024.

La reazione dei mercati alla decisione della Fed non si è fatta però attendere.

"Powell è consapevole dei rischi che un rialzo più aggressivo potrebbe avere sulla crescita economica, che rimane resiliente, ma le cui attese sono state ancora una volta riviste al ribasso proprio durante il meeting", sottolinea Giorgio Broggi, quantitative analyst di Moneyfarm. "Tutto sommato, la decisione ha comunque, in qualche modo, spaventato i mercati, con l’azionario al ribasso e il Dollaro in rafforzamento contro l’Euro, mentre la curva 2-10 anni si è invertita ancor di più, catturando aspettative ancor più restrittive per il prossimo anno e segnalando i sempre maggiori rischi di attuare un soft-landing".

Al contrario invece, per Michael Metcalfe, head of macro strategy di State Street Global Markets occorre chiedersi se sia stato alimentato troppo allarmismo.  "E' significativo il fatto che le prospettive di un rialzo dei tassi di 75 punti base siano velocemente diventate parte del "consensus". Quest'anno i mercati hanno ripetutamente tentato, senza riuscirci, di anticipare il picco dei tassi statunitensi. Tuttavia, con la Fed che ora si orienta verso un picco ben al di sopra del 4% e una politica monetaria restrittiva fino al 2025, i falchi hanno raggiunto quello che dovrebbe essere il punto più alto e ci vorrà un altro shock significativo dell'inflazione prima che i tassi salgano ulteriormente.  Per il momento l'andamento dell'inflazione registrato da PriceStats sembra essere più favorevole, dal momento che i primi 17 giorni del mese indicano che per il secondo mese consecutivo i prezzi sono rimasti invariati e il tasso d'inflazione nominale è più basso. Supponendo che questo andamento continui e si estenda all’inflazione core, è probabile che a novembre e dicembre si verifichino rialzi dei tassi più contenuti, il che darà finalmente ai mercati una maggiore fiducia nel fatto che il picco dei tassi sia stato raggiunto".

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