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Scenari/Gam Investments

Quale futuro per l’obbligazionario? A decretarlo saranno le banche centrali. Ecco perché

“Una politica fiscale espansiva a fronte della crisi energetica, dell'aumento dell'inflazione e dell'elevato carico del debito aumenta l'incertezza per i titoli di Stato di tutto il mondo e per gli asset di rischio ad essi associati”, commenta David Dowsett, global head of investments

Buone previsioni per i mercati azionari esposti a fattori ciclici

David Dowsett, global head of investments di Gam, ci fornisce un breve riepilogo di quanto già avvenuto e alcune indicazioni circa le prospettive future del reddito fisso sulla base delle scelte di politica monetaria delle banche centrali.

“Nel corso della stagione estiva sono successe molte cose. Il modo migliore per riassumerlo è osservare il percorso dei tassi e dei titoli di Stato a breve termine. Concentrandoci sui titoli di Stato a due anni nella maggior parte dei principali mercati, abbiamo assistito a un picco iniziale dei rendimenti a metà giugno e poi a un rally dei tassi a breve di 100 punti base fino alla fine di luglio. Nel corso del mese di agosto e all'inizio di settembre, abbiamo assistito a un'inversione di tendenza e i rendimenti a breve sono ora quasi esattamente al punto in cui si trovavano al momento del minimo dei mercati azionari a metà giugno. La prima ragione di questo sell-off può essere attribuita all'attuale situazione energetica, in particolare nell’area euro.

La seconda ragione riguarda la riunione di Jackson Hole di fine agosto, che ha suscitato un dibattito tra i banchieri centrali di tutto il mondo sulla necessità di dare priorità alla lotta all'inflazione anche a costo di una flessione della crescita, se necessario. Un ultimo fattore che, a nostro avviso, continuerà a caratterizzare l'autunno è l'incertezza sulla risposta della politica fiscale alla flessione della crescita e in particolare alla crisi energetica. Nel breve termine, è probabile che l'attenzione si concentri su ciò che accadrà nel Regno Unito in virtù delle scelte politiche del nuovo Primo Ministro, Liz Truss.

Una politica fiscale espansiva a fronte della crisi energetica, dell'aumento dell'inflazione e dell'elevato carico del debito aumenta l'incertezza per i titoli di Stato di tutto il mondo e per gli asset di rischio ad essi associati. Prevediamo che questo aspetto continuerà ad essere al centro dell'attenzione man mano che il mese di settembre avanza. La Banca Centrale Europea ha optato per un rialzo di 75 punti base dei tassi di interesse. Gli asset del Regno Unito, in particolare i titoli di Stato e la sterlina, sono stati sotto pressione nelle ultime settimane. Con la valuta che scende e i rendimenti che salgono praticamente ogni giorno, anche se non c'è ancora motivo di panico, c'è sicuramente disagio. Gli ostacoli che dovrà affrontare il nuovo team per l’economia del Regno Unito sono molto elevati e il mercato al momento non crede che Liz Truss e Kwasi Kwarteng possano presentare una risposta coerente”.

 

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