martedì, 27 Febbraio 2024

Diamanti, è crisi per le pietre preziose

Secondo il Global Rough Diamond Price Index prezzi giù del 18% rispetto ai massimi di febbraio 2022

Durante la pandemia da Covid19 erano saliti sul podio dei beni rifugio. Oggi invece vedono scendere il loro valore di mercato in modo inesorabile  per l’effetto congiunto di una serie di fattori tra cui l’agguerrita concorrenza di quelli “sintetici”.

I diamanti naturali, simbolo per antonomasia di “promessa eterna”, devono infatti sottostare all’inevitabile legge della domanda e dell’offerta, in questo momento assai penalizzante.

Per capire quanto sta avvenendo occorre fare un passo indietro. Come riporta il Sole24Ore, durante la pandemia, secondo un’analisi della società di consulenza Bain & Company, “quando le persone non potevano viaggiare o andare al ristorante, tutto il surplus di liquidità veniva investito in beni di lusso e gioielli. E quando l’economia è ripartita, i prezzi dei diamanti hanno iniziato a calare e sono scivolati in un forte declino”. Secondo gli esperti del settore, la continua concorrenza dei diamanti artificiali, il rallentamento della ripresa economica cinese e l’incertezza del contesto macroeconomico avrebbero contribuito a determinare un mercato poco brillante.

Negli ultimi mesi i prezzi sono scesi del 18% rispetto ai massimi storici del febbraio 2022 e del 6,5% da un anno all’altro, secondo il Global Rough Diamond Price Index. Gli osservatori del mercato prevedono che il loro valore sia destinato a scendere ulteriormente. “Un diamante naturale da 1 carato di qualità leggermente superiore alla media costava 6.700 dollari un anno fa, oggi questo stesso diamante viene venduto a 5.300 dollari», ha dichiarato alla Cnbc Paul Zimnisky, ceo di Paul Zimnisky Diamond Analytics.

A pesare sulla domanda e sui prezzi dei diamanti – scesi di circa un quinto dai massimi di febbraio 2022 – c’è sempre di più anche la concorrenza delle gemme sintetiche sia per un fattore “prezzo”, sia per valutazioni relative alla maggiore sostenibilità della produzione rispetto all’estrazione. Di fronte a questi elementi strutturali persino il gigante De Beers si sarebbe arreso.

La controllata di Anglo American, marchio legato ai diamanti estratti in miniera, è entrata fin dal 2018 nel settore (relativamente) low cost delle pietre preziose da laboratorio, costituendo la società Lightbox per presidiare quella che veniva considerato fino a pochi anni fa un segmento di nicchia.

La quota di mercato dei diamanti sintetici era del 2,3% nel 2020 mentre oggi è già salita al 9,3% secondo Edahn Golan Diamond Research & Data, società di ricerca indipendente specializzata nel settore. Il loro prezzo nel frattempo è sceso del 59% nello stesso periodo. Se poi si guarda alle unità vendute, anziché al valore, “a gennaio del 2020 erano sintetici l’11,2% dei diamanti venduti sciolti (ossia non montati su gioielli) mentre lo scorso febbraio la quota aveva raggiunto il 46,6%.

 

Condividi articolo:

Iscriviti

Popolari

Gli articoli giorno per giorno

Giugno 2023
LMMGVSD
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930 

Altri articoli
Correlati

Neuberger Berman: L’esposizione delle banche europee al settore immobiliare commerciale è gestibile

“Il mercato degli immobili commerciali è un ecosistema che...

Borsa Italiana: Societe Generale quota bond a tasso fisso, cumulative callable

Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa...

Allianz Bank: la rete nel 2023 è cresciuta con 136 consulenti in più

Allianz Bank Financial Advisors, nel corso del 2023, ha...