martedì, 27 Febbraio 2024

Binance sempre più in affanno: salgono a sei i manager in uscita

Nel frattempo anche Visa e Mastercard hanno annullato gli accordi con l’exchange

Si allunga la lista degli addii che hanno costellato l’estate di Binance.

Salgono a sei i dirigenti di alto profilo che negli ultimi mesi hanno lasciato la loro posizione. L’aria che tira dalle parti dell’exchange si sarebbe fatta pesante con l’avvicinarsi della fase più complessa della battaglia per la permanenza negli USA.

L’ultima uscita in ordine di tempo è quella di Mayur Kamat, global head of product: si tratta della sesta defezione di dirigenti di alto profilo da Binance nel 2023, ma alla base, secondo la versione ufficiale, vi sarebbero motivazioni personali.

Nel complesso, però, l’estate ha visto l’exchange in affanno anche per altri motivi: secondo quanto riportato da Bloomberg sia Mastercard sia Visa hanno  deciso di scaricare Binance, ponendo fine alla partnership in essere con la borsa di criptovalute, a causa del fare della Sec.

Visa ha smesso di emettere carte co-brandizzate con Binance in Europa a partire da luglio, mentre Mastercard ha deciso di terminare la sua partnership a settembre.

Secondo le ricostruzioni di Bloomberg, Mastercard e Visa potrebbero essersi allarmate nel momento in cui Binance e il suo amministratore delegato, Changpeng “CZ” Zhao, sono stati citati in giudizio dalla US Securities and Exchange Commission per presunta violazione delle norme sui titoli e dalla Commodity Futures Trading Commission per aver eluso le regole per consentire agli utenti americani l’accesso agli scambi.

Mentre la situazione negli Usa appare complessa, in Italia (controllata dalla irlandese Binance Holding e non dalla Binance americana), la società sta invece continuando a crescere.

I  numeri di Binance Italy attestano infatti un interesse elevato da parte degli italiani.

La filiale italiana della più grande borsa di criptovalute al mondo, guidata da Gianluigi Guida (ex consigliere di Paolo Savona quando era ministro degli Affari Europei), come ha riportato a fine agosto Milano Finanza, ha archiviato il 2022 superando i 3 milioni di euro di ricavi: una traguardo di tutto rispetto se si considera che ha ottenuto la registrazione all’Organismo Agenti e Mediatori (Oam) a fine maggio.

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