martedì, 27 Febbraio 2024

Prestiti, cosa cambia con la nuova direttiva sul credito al consumo

Il Parlamento Ue ha approvato la norma che obbliga le finanziarie a verificare la posizione anche di chi compra con la formula “Buy now pay later”

Il Parlamento europeo ha alzato la guardia contro il fenomeno del sovraindebitamento: la direttiva sul Credito al consumo (Ccd) approvata a metà settembre  punta infatti a evitare il verificarsi di situazioni di difficoltà anche a seguito della sottoscrizione di finanziamenti di piccoli importo.

In questo modo in Europa verranno applicate una serie di tutele a tutti i prestiti da zero a centomila euro. E tra questi rientra il Buy now pay later (Bnpl), ossia i micro prestiti, anche a tasso zero, che possono essere stipulati in pochi secondi, anche online sui maggiori siti di e-commerce per acquistare  diverse tipologie di beni e servizi.

Il modello adottato, in modo simile a quanto già avviene per la distribuzione dei prodotti finanziari: la Ccd prevede un prospetto unico europeo che riassume, in modo sintetico, il tipo di prodotto che il cliente si appresta a comprare e il costo complessivo.

Gli Stati dovranno porre un limite sia ai tassi d’interesse applicati nel caso di carte revolving che al costo complessivo del prestito, che comprende anche spese di istruttoria o commissioni di uscita.

Un’altra novità è il diritto all’oblio per gli ex malati oncologici, penalizzati al momento di chiedere un prestito: dopo un certo numero di anni dalla guarigione, il consumatore ha diritto a far cancellare ogni riferimento alla malattia dalle banche dati finanziarie.

La novità più importante introdotta dalla direttiva Ccd è che si applicherà anche ai micro-finanziamenti sotto i 200 euro.

In termini pratici viene introdotta la valutazione del merito creditizio anche per questi piccoli finanziamenti.

La direttiva aveva già ricevuto l’ok del Consiglio e dal Parlamento a fine dicembre 2022. Ora il Parlamento ha dato il via libera definitivo al testo. Come tutte le direttive, però, dovrà però essere recepita dagli Stati membri. A quel punto potrebbero esserci ulteriori novità perché ciascun Paese potrà stabilire, ad esempio, un tetto ai costi del finanziamento, nuove regole per assicurare il diritto all’oblio per gli ex malati oncologici.

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