martedì, 27 Febbraio 2024

La Germania non è più la locomotiva d’Europa. Nuova recessione più vicina

“Indipendentemente da quello che accadrà il prossimo anno, le prospettive economiche della Germania continuano a essere negative, poiché la crescita affronta ostacoli persistenti. Il Paese ha bisogno di riforme strutturali per quanto riguarda i prezzi dell’energia, le infrastrutture, l’immigrazione e così via”. L’approfondimento a cura di Violeta Todorova, senior research analyst di Leverage Shares

Attualmente, la Germania, tra le principali economie sviluppate, è una di quelle che stanno registrando le performance peggiori al mondo, con il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea che prevedono quest’anno una contrazione della sua economia. L’analisi a cura di Violeta Todorova, senior research analyst di Leverage Shares.

“Per gran parte di questo secolo, la Germania ha continuato a registrare successi economici dominando i mercati globali dei beni di prima qualità, tra cui automobili di lusso e macchinari industriali. La robusta attività di esportazione del Paese ha alimentato quasi la metà della sua produzione economica, contribuendo a creare un fiorente mercato del lavoro e rafforzando le riserve fiscali del governo, mentre altri Paesi europei erano alle prese con un crescente debito pubblico. I risultati ottenuti dalla Germania l’hanno resa un modello da emulare.
Tuttavia, questo paradigma è cambiato. Attualmente, la Germania, tra le principali economie sviluppate, è una di quelle che stanno registrando le performance peggiori al mondo, con il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea che prevedono quest’anno una contrazione della sua economia. I principali catalizzatori di questo cambiamento sono stati l’invasione russa dell’Ucraina e la conseguente interruzione della fornitura di gas naturale russo a prezzi accessibili, che storicamente ha alimentato i settori industriali ad alta intensità energetica della Germania, consolidando la sua posizione di potenza manifatturiera europea. 
La Germania si trova ad affrontare l’imminente rischio di “deindustrializzazione” a causa della confluenza di costi energetici elevati e dell’inazione del governo su questioni che potrebbero incoraggiare la delocalizzazione in altri Paesi di nuovi impianti produttivi e di opportunità di lavoro altamente remunerative. La mancanza del gas naturale russo a basso costo, necessario per le attività industriali, ha inflitto danni sostanziali al modello economico della Germania.
Dopo la decisione della Russia di ridurre le forniture di gas naturale all’Unione Europea, una crisi energetica ha colpito il blocco, che finora si riforniva per il 40% da Mosca. Il costo del gas naturale è circa raddoppiato rispetto al 2021, con ripercussioni negative sulle aziende che lo utilizzano.
Sembra che la Germania non riuscirà a sfuggire a una seconda recessione quest’anno, dato che l’economia sta attraversando una debolezza industriale persistente. La produzione industriale tedesca è scesa di nuovo ad agosto per il quarto mese consecutivo ed è ora più del 7% al di sotto del livello pre-pandemico. 
L’economia tedesca non è stata stimolata da grandi spese in deficit da parte del governo come negli Stati Uniti, quindi il Paese sta ora andando incontro a un altro trimestre di Più in calo. L’economia si ridurrà quest’anno, mentre crescerà modestamente negli anni successivi.

Il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% nel terzo trimestre e probabilmente calerà di un ulteriore 0,1% prima della fine dell’anno. Le previsioni indicano che il Pil tedesco scenderà dello 0,4% nel 2023 e rimbalzerà solamente dello 0,5% l’anno prossimo. Questo rimbalzo è significativamente inferiore rispetto alle previsioni del Fondo Monetario Internazionale, che prevedevano rispettivamente lo 0,9% e l’1,3%. 
Indipendentemente da quello che accadrà il prossimo anno, le prospettive economiche della Germania continuano a essere negative, poiché la crescita affronta ostacoli persistenti. Il Paese ha bisogno di riforme strutturali per quanto riguarda i prezzi dell’energia, le infrastrutture, l’immigrazione e così via.
La prossima decisione di politica monetaria della Bce è prevista per il 26 ottobre e, sebbene i mercati si aspettino una pausa dei rialzi dei tassi d’interesse questo mese, rimane la possibilità di un ultimo rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. Secondo un nuovo sondaggio economico, la Banca Centrale Europea non abbasserà i tassi di interesse fino a settembre 2024.
Nonostante le sfide economiche che il Paese si trova ad affrontare, l’indice tedesco di riferimento Dax 40 è scambiato vicino ai massimi storici. Tuttavia, abbiamo notato alcuni segnali preoccupanti negli ultimi due mesi, che fanno dubitare che l’attuale mercato rialzista sia sostenibile. Un’ampia divergenza ribassista si è formata per tutto il 2023, mostrando che le condizioni di slancio interno sono deboli. La linea di tendenza rialzista a lungo termine e il supporto chiave a 15.456 punti sono stati entrambi superati di recente, il che suggerisce che livelli più bassi potrebbero manifestarsi nei prossimi mesi”.

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