martedì, 27 Febbraio 2024

Riforma fiscale, successo di Anasf sulle nuove misure per il risparmio

Via libera all’attuazione della revisione dell’Irpef e all’armonizzazione dei redditi di capitale diversi, fortemente sostenuta dall’associazione dei consulenti finanziari. Al lavoro per i decreti legislativi

L’Anasf ha espresso soddisfazione per l’attuazione della revisione dell’Irpef e l’armonizzazione dei redditi di capitale e diversi. L’attuazione della delega fiscale in questa direzione non solo rappresenta una svolta per gli investitori, che beneficeranno di una semplificazione, ma apre anche di fatto nuove opportunità al mondo del risparmio gestito e in particolare al sistema dei fondi.

A darne notizia è la stessa associazione nazionale dei consulenti finanziari che si è spesa per l’attuazione di questa riforma portando avanti, da oltre 10 anni, un dialogo costante con il Governo. 

La legge delega per la riforma fiscale (L. 9 agosto 2023, n. 111), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 agosto, è entrata ufficialmente in vigore il 29 agosto 2023. Ora il Governo avrà 24 mesi di tempo per l’emanazione di uno o più decreti legislativi.

I consulenti fiscali Anasf Leo De Rosa e Alberto Russo, titolari dell’omonimo Studio legale e tributario in un intervento sulla newsletter associativa hanno evidenziato sia l’importanza della legge che il ruolo decisivo svolto dall’Anasf di Luigi Conte per la sua attuazione.

“Nel mese di agosto è stata pubblicata la legge delega che detta i principi generali della riforma che verrà messa in atto dal Governo entro i prossimi due anni attraverso l’adozione dei decreti legislativi recanti la revisione del sistema tributario” spiegano in Cf News i due consulenti fiscali dell’Anasf.

“Per quanto riguarda le misure di maggior interesse per i cf contenute nella delega queste sono relative alla tassazione dei redditi di natura finanziaria e ad alcuni aspetti generali della tassazione delle persone fisiche oltre che della disciplina del reddito di impresa.

Con orgoglio si può affermare che le proposte avanzate da Anasf durante gli incontri svolti tra le associazioni di categoria e le commissioni parlamentari coinvolte nella stesura della legge delega hanno trovato accoglimento e che, quindi, parte del merito per le novità che verranno introdotte è da attribuire al lavoro svolto dall’Associazione. 

I principi dettati dalla legge delega e contenuti nell’articolo 5, comma 1, lett. d) si propongono di porre rimedio a criticità che Anasf ha denunciato per anni.

Innanzitutto viene previsto il superamento della distinzione tra redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria e, di conseguenza, la correlata differenza nella determinazione della base imponibile.

Riguardo la determinazione dei redditi finanziari e il momento di tassazione la delega prevede che si applichi il regime di cassa e la possibilità di compensazione tra tutti i redditi positivi e negativi percepiti o realizzati nel periodo di imposta andando a tassare il rendimento effettivo del patrimonio indipendentemente dalle modalità di investimento.

Il nuovo regime impositivo inoltre dovrà caratterizzarsi per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sul risultato complessivo netto dei redditi di natura finanziaria realizzati nell’anno solare e prevedere la possibilità di riportare in avanti l’eccedenza negativa.

Per quanto riguarda, invece, il regime Irpef dei cf la legge delega prevede delle novità sia di portata generale, quindi che interessano tutti i contribuenti, sia specifiche legate al reddito d’impresa.

La delega prevede la revisione e la riduzione dell’Irpef con l’idea di giungere ad una aliquota impositiva unica attraverso il riordino delle deduzioni, degli scaglioni di reddito, delle aliquote di imposta, delle detrazioni e dei crediti d’imposta.

Per quanto riguarda più specificamente il reddito d’impresa, la delega fiscale si propone di introdurre un regime opzionale di tassazione per le imprese in contabilità ordinaria che preveda l’assoggettamento a un’imposta ad aliquota proporzionale uniformata a quella dell’Ires, restando ferma la partecipazione alla formazione del reddito complessivo degli utili prelevati dall’imprenditore e di quelli distribuiti ai soci, fino a concorrenza delle somme assoggettate alla predetta imposta”.

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