martedì, 27 Febbraio 2024

Le occasioni nel credito per Jupiter Tlc e finanziari possono offrire valore nel reddito fisso

Nel contesto di tassi d’interesse “più alti più a lungo” che non facilita le cose alle aziende europee, ci sono però opportunità interessanti nelle telecomunicazioni e nel finanziario

Una finestra sul mercato del reddito fisso con due esperti del calibro di Matthew Morgan (nella foto a sinistra) e Valerio Angioni, rispettivamente head of fixed income e investment director-fixed income di Jupiter Asset Management. Per capire cosa ci attende nei prossimi mesi.

Che cosa sta accadendo tra incertezza e tassi in aumento?

Morgan. Gli ultimi due anni sono stati una corsa sfrenata per i mercati del reddito fisso. Di fronte a un’inflazione persistente, le banche centrali di tutto il mondo si sono imbarcate in uno dei cicli di inasprimento più rapidi e intensi mai visti nella storia. Ciò ha determinato per gli investitori perdite significative nel corso del 2022 sugli asset obbligazionari, soprattutto nel segmento a lunga scadenza. Il 2023 è iniziato con maggiore ottimismo anche se, a dire il vero, già all’inizio dell’anno molti dei nostri gestori vedevano un contesto macroeconomico più debole. Ciò si è rivelato particolarmente vero dopo gli eventi che hanno colpito il settore bancario nel primo trimestre. Arrivando ai giorni nostri, è giusto dire che la crescita economica è stata più resiliente del previsto. Ciò ha portato a una nuova narrazione di tassi d’interesse “più alti più a lungo”, dove “più alto” non significa realmente “inflazione più elevata” ma “crescita reale più elevata”. Ci sono diversi elementi che potrebbero aver favorito questa resilienza, non ultimo il fatto che anni di finanziamenti a basso costo hanno consentito alle famiglie e alle imprese di estendere il proprio debito. Ciò ha rallentato l’impatto degli aumenti dei tassi d’interesse e il risparmio extra accumulato durante il periodo del Covid ha sostenuto la domanda di beni e servizi.

Quali sono i rischi e le opportunità sul mercato del credito?

Morgan. In Jupiter, i gestori sono indipendenti nella formulazione delle proprie view e tesi sul contesto di mercato. Tuttavia, molti dei nostri gestori obbligazionari affermano che in realtà potremmo essere prossimi alla fine di questa crescita resiliente, e che sia necessario entrare nell’ottica che l’inasprimento della politica monetaria prima o poi si farà sentire. D’altro canto, i mercati non sembrano “pronti” per una recessione. I rendimenti dei titoli di stato appaiono piuttosto alti in numerosi mercati e presuppongono un lungo periodo di elevati tassi d’interesse. Ciò offre opportunità interessanti in molte obbligazioni sovrane dei mercati sviluppati. I mercati del credito sembrano invece piuttosto fuorvianti. Gli spread del credito societario nei mercati investment grade e high yield probabilmente non scontano ancora una prospettiva macro più negativa e ciò potrebbe creare una certa volatilità in futuro. Un contesto di tassi d’interesse “più alti più a lungo” potrebbe anche creare stress di rifinanziamento più significativi in futuro.

Qual è il modo migliore per esporsi all’obbligazione in questo momento?

Angioni. Al momento i nostri gestori sono abbastanza concordi sul fatto che i titoli di stato possano fornire un valore molto dignitoso e che potremmo trovarci ora in un territorio di ipervenduto.

Alcuni dei nostri gestori hanno optato per il beneficio di diversificazione e il potenziale di rendimento totale dei titoli di Stato in caso di uno scenario di hard landing, estendendo la sensibilità ai tassi di interesse dei loro portafogli a diversi segmenti della curva. Altri gestori hanno invece guardato al valore relativo su diverse scadenze, assumendo posizioni corte su scadenze più lunghe e posizioni lunghe su scadenze più brevi. La tesi di investimento chiave è che alla fine dovremmo ritrovarci con curve più ripide – vale a dire, rendimenti a lungo termine superiori di quelli a breve termine, mentre oggi abbiamo ancora una curva invertita – indipendentemente dalla narrativa di un atterraggio duro o morbido.

Parliamo del mercato fixed income europeo, sia financial che corporate…

Angioni. Secondo molti dei nostri gestori, il credito societario nel suo complesso potrebbe non essere estremamente interessante, ma esistono sicuramente alcune opportunità che possono essere colte.

Il credito paneuropeo ne è un buon esempio: in un contesto di mercato generalmente più pessimistico nei confronti dell’Europa, molte aziende nella regione possono offrire spread interessanti. Le telecomunicazioni sono, per esempio, un settore attraente. L’elevato grado di leva finanziaria ha creato un certo pessimismo attorno a molti nomi, ma in realtà il profilo dei ricavi rimane piuttosto difensivo e spesso alcune di queste obbligazioni possono essere acquistate su base garantita.

Anche i finanziari possono essere un buon spazio in cui investire. Il capitale bancario offre agli investitori ancora un certo premio al rischio in eccesso rispetto ad altre aree dei mercati del credito se pensiamo ai fondamentali dei principali player in Europa.

Anche i titoli convertibili si trovano in una congiuntura interessante, con un profilo molto più equilibrato e diversificato per le recenti emissioni apparse sul mercato.

Come valutate le altre aree geografiche?

Angioni. Gli Stati Uniti ci appaiono un’area relativamente più cara rispetto all’Europa. Anche i mercati emergenti possono offrire un certo valore in questa fase. I titoli societari di paesi solidi come il Messico o il Brasile e di alcuni Paesi dell’Europa orientale sono attualmente inclusi in vari portafogli gestiti dai nostri team.

Come sta crescendo l’area del reddito fisso sostenibile?

Morgan. Nell’ultimo decennio il nostro settore ha assistito a una profonda trasformazione e l’intervento normativo ha creato una cornice completamente nuova che ha dovuto essere integrata nell’ideazione e nello sviluppo del prodotto. La SFDR ha quindi chiaramente cambiato il contesto per le società di gestione patrimoniale, ma ora stiamo probabilmente entrando in una nuova fase. Ogni giorno riceviamo domande e richieste sempre più dettagliate da parte dei nostri clienti o potenziali clienti quando si tratta di mostrare come le considerazioni sulla sostenibilità vengano integrate nel processo di investimento. In Jupiter, fin dall’inizio abbiamo adottato un approccio molto prudente nell’etichettatura e nel lancio sul mercato di fondi Esg. Oggi siamo orgogliosi di mostrare e raccontare ai clienti i nostri sforzi che, soprattutto nelle strategie che promuovono attivamente le caratteristiche Esg, vanno ben oltre i semplici parametri quantitativi o le esclusioni dal portafoglio. I clienti vogliono vedere come dialoghiamo con le singole aziende e come riusciamo a collaborare effettivamente per affrontare le questioni chiave. Ciò significa iniziare un percorso di miglioramento con numerosi emittenti che oggi sono presenti nei nostri portafogli. Più nello specifico, pensiamo che il nostro ruolo non debba essere solo quello di porre domande alle aziende, ma anche cercare di aiutarle a trovare le risposte giuste per il loro modello di business.

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