martedì, 27 Febbraio 2024

Il cfo Perona racconta le quattro mosse che cambieranno volto alla banca

contenuti innovativi nel piano industriale al 2025 dell’istituto lombardo, che punta a crescere in ambito assicurativo e nel risparmio gestito con partnership d’eccellenza. Focus sui servizi digitali. in vista anche l’ESPANSIONE in Veneto e l’inserimento di giovani talenti

I nuovi prodotti dedicati alla salute, frutto della partnership industriale con Unipol. I prodotti di risparmio gestito di J.P. Morgan Asset Management e Pictet Asset Management che affiancano quelli di Arca. E soprattutto, la vicinanza alla clientela di famiglie e imprese di una banca popolare, anche in una fase difficile come quella attuale. In questa intervista a Investire, Massimo Perona, Chief financial officer della Banca Popolare di Sondrio, racconta la strategia della banca, con gli investimenti sul digitale e il reclutamento di giovani talenti universitari.

Che tipo di contributo alla vostra offerta viene dagli accordi e dalle partnership in essere con Unipol e Arca Sgr?

Il tema delle partnership industriali è importante e strategico per la banca, come abbiamo avuto modo di evidenziare in occasione della presentazione del nostro piano strategico poco più un anno fa. In quella circostanza già avevamo sottolineato come l’intenzione della banca nell’orizzonte di piano 2022-2025 fosse quella di mettere ancora maggior enfasi sul contributo che le partnership dovessero dare ai risultati del gruppo. In questo senso constatiamo con piacere che il contributo delle fabbriche destinate ai prodotti di risparmio gestito, quindi il mondo di Arca Sgr e Arca Vita, nonostante le difficoltà di contesto sta progredendo positivamente in linea con le assunzioni del piano. Allo stesso tempo registriamo un’evoluzione positiva della partnership con Unipol su prodotti più specificamente dedicati alla salute, che rappresentano per noi una novità che abbiamo accolto con piacere nel contesto della partnership recentemente rinnovata con Unipol. C’è la convinzione che il filone della salute possa rappresentare un’importante opportunità per entrambi per aumentare la gamma di prodotti e di servizi che forniamo alla clientela del gruppo Banca Popolare di Sondrio. In questo contesto mi preme sottolineare che anche l’evoluzione dell’attività sta andando in linea con le aspettative rispetto al piano strategico e, limitatamente a quest’anno, di budget.

Sul piano dei servizi offerti, quali sono le novità che i vostri clienti possono aspettarsi?

Una l’ho già accennata: l’enfasi sui prodotti rivolti al mondo della salute. Un’altra novità che non era esplicita quando abbiamo presentato il piano strategico ma che nel frattempo si è concretizzata è l’affiancamento di prodotti sul risparmio gestito di primarie case internazionali. In passato abbiamo sempre focalizzato l’attenzione sui prodotti di Arca, ora stiamo introducendo sulla rete la possibilità di collocare prodotti di due primarie case internazionali, J.P. Morgan e Pictet, andando ad arricchire l’offerta con iniziative complementari rispetto ad Arca e di assoluta qualità in linea con la best practice di settore.

 

Si sta assistendo a un ritorno ai conti correnti remunerati e conti deposito? Anche nel vostro caso?

La banca per la sua natura di banca popolare pone particolare attenzione alla relazione di lungo termine con la propria clientela. Abbiamo tenuto ampiamente sotto controllo la remunerazione dei conti correnti, anche se abbiamo concesso marginalmente qualcosa in più rispetto ai principali competitor italiani. Resta sicuramente ferma l’attenzione sul contenimento dei costi ma anche l’impegno da un punto di vista di education della nostra clientela, proponendo un’offerta di prodotto con vincoli temporali anche brevi, quindi conti deposito a 3, 6, 12 mesi, che consentono di beneficiare dell’incremento dei tassi. Sono prodotti vincolati che hanno condizioni di tasso che sono direttamente correlati ai tassi monetari di riferimento. In questo senso, accanto all’usuale offerta di obbligazioni destinate alla clientela retail che abbiamo continuato ad emettere sia nel 2022 che quest’anno, abbiamo abbinato prodotti a più breve termine che consentono alla clientela che decide di accettare questo vincolo di difendere il proprio risparmio. Per quanto riguarda il conto corrente, anche noi, in linea con l’indicazione di Abi, sottolineiamo che non deve essere visto come uno strumento di risparmio ma come un conto di servizio per la clientela, e che in quanto tale non possa offrire delle remunerazioni allineate a quelle degli investimenti finanziari.

Cosa significa essere una banca popolare oggi? Come si cementa il rapporto con i soci e con il territorio di riferimento?

È indubbiamente un tema cruciale, che appartiene al DNA della banca, un valore che cerchiamo di presidiare costantemente e si traduce nella relazione di lungo termine che ha sempre caratterizzato il rapporto con la clientela, sia essa di famiglie o corporate. Questo significa far sempre prevalere una logica di servizio a lungo termine e non di ritorno immediato nel breve. Devo dire che questi elementi li constatiamo di continuo, ovvero la solidità del rapporto di lungo termine con la base di clientela che c’è, che rimane e continua a manifestare l’apprezzamento per il servizio che la banca offre. Per rispondere alla sua domanda: essere una banca popolare significa rimanere vicini alle famiglie e alle aziende anche quando le condizioni esterne peggiorano. Un esempio concreto è la possibilità concessa di allungare la vita media dei mutui mantenendo invariato l’onere delle rate per fronteggiare una situazione inaspettata e repentina di crescita dei tassi come quella degli ultimi 12 – 18 mesi.

 

Nel settore bancario si assiste diffusamente a una contrazione degli sportelli fisici. E nel vostro caso? Avete in programma piani di espansione per l’apertura di nuove filiali, e in quali zone?

La banca è cresciuta organicamente durante la sua storia, e sebbene a livello di piano strategico non abbiamo posto enfasi su questo tema, restiamo attenti e selettivi nel processo di apertura delle filiali. Quest’anno abbiamo colto l’opportunità di aprire la filiale di San Donà di Piave in un’area del Paese dove vogliamo crescere, presidiare al meglio la presenza della banca e il servizio offerto alla clientela veneta.

Tra le recenti aperture, ci tengo a ricordare anche quella a Vicenza nello storico palazzo Thiene in cui Banca Popolare di Sondrio si è insediata a luglio di quest’anno. L’attenzione della banca è quella di una crescita molto selettiva, coerente con la presenza geografica territoriale che ci caratterizza.

 Quali sono i vostri programmi di sviluppo nel digital banking all’interno del vostro piano strategico 2022-2025?

È un tema al centro della nostra attenzione. Già in sede di piano strategico abbiamo evidenziato la rilevanza anche dal punto di vista degli investimenti che la banca dedica alla digitalizzazione dei processi e al miglioramento dei servizi offerti alla clientela. Siamo impegnati nell’obiettivo di offrire la migliore esperienza digitale, anche in termini di qualità di servizio, rispetto ai benchmark di mercato.

Riscontriamo un apprezzamento, per esempio sulla piattaforma Scrigno attraverso cui la clientela accede ai servizi della banca, costantemente aggiornata, migliorata per stare al passo dei competitor. Un processo continuo, che non è sicuramente concluso, cui dedichiamo risorse crescenti sia in termini economici che di personale.

 

Uno degli aspetti cruciali per la crescita di una banca del territorio come la vostra è in una accurata selezione dei giovani talenti. Quali sono le risorse umane che la Popolare di Sondrio cerca oggi e per l’evoluzione futura della banca?

Mi ricollego a quanto abbiamo previsto a livello di piano strategico: la banca continua sulla direttrice di attrarre risorse giovani, laureati che possano rappresentare il futuro della banca.

Mi piace sottolineare che anche in questo primo semestre dell’anno l’organico della banca è incrementato di quasi cinquanta unità, continuiamo a crescere anno su anno.

Parliamo prevalentemente di risorse neolaureate, quindi con un alto livello di scolarizzazione, che vengono ulteriormente formate mediante percorsi specifici grazie al contributo della banca. Stiamo realizzando 130mila ore di training dedicate al personale su una quindicina di tematiche diverse, dal digital alla cultura dell’imprenditorialità fino alle tematiche Esg (acronimo che sta per Enviromental, social & governance, ndr). Questo fa parte del processo di continua formazione a cui la banca dedica una grandissima attenzione.

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