lunedì, 4 Marzo 2024

Fondi, l’Esma aggiorna le linee guida per l’etichettatura Esg  

L’ European Securities and Markets Authority (Esma), l’autorità di regolamentazione dei mercati dell’UE, ha divulgato un aggiornamento della sua proposta di linee guida per l’uso dei termini Esg e dell’etichetta “sostenibile” all’interno dei nomi dei fondi di investimento.

Tra le novità previste da questo aggiornamento vi è anche  l’introduzione di una nuova categoria “transizione”: in sintesi sarà consentito di etichette per identificare i fondi che includono investimenti non attualmente classificati come verdi, ma focalizzati su strategie di transizione.

L’aggiornamento fa seguito al lancio di una consultazione sulle linee guida nel novembre 2022, che secondo l’autorità di regolamentazione mirava a proteggere gli investitori dal rischio di greenwashing.

In un recente studio pubblicato dall’Esma, l’autorità di regolamentazione ha rilevato che negli ultimi anni in Europa si è verificato un forte aumento nell’uso di termini legati alla sostenibilità nei nomi dei fondi: la percentuale di prodotti che utilizza termini Esg è aumentata di oltre 4 volte negli ultimi 10 anni.

Una delle proposte incluse nella consultazione iniziale prevedeva l’introduzione di una soglia pari alla percentuale minima di investimenti richiesti per supportare il nome di un fondo correlato ai criteri Esg, compresa una soglia dell’80% per l’uso di termini correlati ai criteri Esg e una soglia del 50% per il ricorso alla parola “sostenibile” o a qualsiasi altro termine correlato alla sostenibilità.

L’inclusione di soglie diverse per i termini Esg e per i termini legati alla sostenibilità è stata accolta con critiche da parte di gruppi di investitori, secondo cui il nuovo sistema avrebbe potuto creare confusione per gli investitori che spesso non fanno distinzione tra i termini. A seguito della consultazione, l’Esma ha rimosso la soglia del 50% relativa alla sostenibilità sostituendola, nelle nuove linee guida, con il requisito di una percentuale minima dell’80% di investimenti utilizzati per soddisfare le caratteristiche di sostenibilità, con l’applicazione delle esclusioni dei PAB (Paris-aligned Benchmark), benchmark allineati a Parigi e con l’inclusione di società che investono “significativamente” in investimenti sostenibili in linea con la definizione Sfdr.

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