martedì, 27 Febbraio 2024

Divertirà meno in formato Etf questo Bitcoin “normalizzato”?

L’età adulta del Bitcoin parte dal riconoscimento da parte della Sec (Security Exchange Commission), l’Authority incaricata di sorvegliare l’attività delle Borse Valori Usa, che in quattro anni dalla prima richiesta ha valutato i dati indispensabili per dare semaforo verde a un asset virtuale, impropriamente noto come criptovaluta.

Decisione non facile che non a caso parte da un Etf spot, cioè sul valore corrente non quello di attese future.

Con gli Etf (Exchange traded fund) ci si può avvicinare a una tipologia di investimento, diversificando, senza possederla direttamente. Panieri settoriali di azioni o indici di Borsa, obbligazioni, tassi di cambio e tanto altro. Con i cugini Etc (Exchange traded commodity) si può investire sul petrolio o metalli senza la fatica e l’impegno di comprarli uno a uno. Gli Etf sono una buona opportunità per il risparmiatore individuale, sono quotati e sono anche, almeno quelli passivi cioè a semplice replica, poco costosi. I problemi possono derivare da una scarsa liquidità (poco scambiati quindi con prezzi poco rappresentativi, nel bene e nel male) e dal sottostante. Cioè un’azione, un indice, una merce. Se la formazione del prezzo nel sottostante non è trasparente e corretta, se pochi possono muovere quel prezzo, anche l’Etf replicante sarà in balìa di quei giochi. Per fare un esempio, una merce o un metallo prezioso dove agiscono fortissimi operatori speculativi potrà portare in alto o in basso i prezzi trascinando tutte le derivazioni collegate. Le cripto, soprattutto le meno diffuse, sono un buon sottostante?  Per ora la “promozione da Etf” riguarda solo la regina Bitcoin che ha ripreso quota a 46mila dollari (dati ai primi di gennaio) con un gran balzo del 153% annuo, ancora lontano dai 61mila dell’autunno 2021 e a meno della metà dai 100mila del target indicato da tempo dagli iperottimisti. C’è chi si spinge più in là e prevede i 200mila entro il 2025 per un asset a produzione limitata visto che nel 2040 si prevede raggiungerà il totale di creazione previsto. Un effetto scarsità.

Con uno o più Etf collegati, emessi da grandi gruppi internazionali attivi nella gestione del denaro, indubbiamente l’acquisto e la  movimentazione dell’asset ne guadagnerebbe e probabilmente si ridurrebbe la volatilità. La normalizzazione del Bitcoin, a ricaduta, sdoganerà prima o poi tutto un mondo dove non sono mancate truffe grandi e piccole, false comunicazioni, conversioni di denaro sporco, Stati in difficoltà che hanno introdotto cripto come moneta parallela o addirittura ufficiale per richiamare investimenti da chi aveva necessità di concretizzare il patrimonio accumulato. La stessa credibilità delle piattaforme di criptotrading è stata sotto esame delle autorità.

È utile ricordare che le valute tradizionali sono sostenute dalle rispettive banche centrali, si muovono risorse, regole e comunicazioni per garantire la stabilità. Associazioni dei risparmiatori, economisti, gruppi ambientalisti contrari allo spreco di energia e parte dei mezzi di informazione hanno avvertito sui rischi di un investimento tanto volatile. La scommessa anti-banche e antisistema del misterioso Satoshi Nakamoto ha premiato i primissimi produttori di asset coinvolgendo via-via soggetti rilevanti della finanza e circa 400-500 milioni di piccoli criptoinvestitori in tutto il mondo

In Europa lo sanno bene tanti genitori preoccupati forse, più che dalle perdite, per quell’effetto “bolla di vita” in cui sono entrati i loro figli nativi digitali. L’invito alla prudenza ha ottenuto poco seguito. La stessa presidente della Bce (Banca centrale europea), Christine Lagarde, ha ammesso che uno dei suoi figli ha perso denaro: «Mi ha beatamente ignorato e questo è un suo privilegio» salvo poi riconoscere che il 60% della sua piccola somma era andata persa. In Italia i possessori a giugno erano 900mila per un investimento medio di quasi 1400 euro. Una scommessa, un gioco. Un atteggiamento minispeculativo che è il contrario di quello che suggeriscono i gestori professionali del risparmio quando propongono le loro offerte di medioperiodo alle famiglie. L’Etf ridurrà o amplierà il piacere ludico?

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