martedì, 27 Febbraio 2024

Osservatorio Moneyfarm: pensione più lontana e “povera” per milioni di italiani

L’indagine periodica, a cura dell’osservatorio Moneyfarm, sullo stato di salute della previdenza italiana conferma un quadro di emergenza sul tema pensioni. Qui di seguito l’analisi dei punti salienti emersi dall’indagine. Anzitutto nel 2024, in Italia, il rapporto spesa pensionistica/PIL salirà al 16,2% dal 15,8% del 2023. L’aumento è dovuto anche alla rivalutazione delle pensioni per effetto dell’inflazione. Tel effetto inciderà, in modo significativo, sul futuro del sistema pensionistico e dei cittadini.

Per la prima volta dalla legge Fornero del 2011, la riforma pensionistica 2024 ha modificato le regole. L’impatto riguarda non solo per chi è vicino all’età pensionabile (quota 103 e opzione donna), ma anche pcoloro che hanno iniziato a lavorare a partire dal 1996 e che rientrano nel sistema di calcolo contributivo. Per questi lavoratori “giovani” si allontana la possibilità di pensione anticipata 3 anni prima del requisito di vecchiaia (oggi 67 anni). Il valore della pensione dovrà infatti essere di almeno 1.320 euro netti al mese (3 volte l’assegno sociale, prima era 2,8). Tale soglia scende leggermente per le lavoratrici con un figlio (2,8 volte) e con due o più figli (2,6 volte).

Inoltre, negli anni dell’anticipo (fino al compimento dei 67 anni), la pensione non potrà essere più elevata di circa 2.230 euro netti al mese (38.910 euro lordi all’anno, pari a 5 volte il trattamento minimo). Buone notizie solo per chi avrà pensioni basse. Si restringe infatti la platea di chi rischia di andare in pensione a 71 anni e oltre con la pensione di vecchiaia contributiva (prima la soglia minima di pensione era di 672 euro netti al mese, mentre oggi è scesa a 534).

Ancora poco diffusa, infine, la previdenza integrativa. Ad oggi solo 26 italiani su 100 stanno attivamente mettendo da parte dei risparmi in strumenti di previdenza complementare. Nel periodo 2007-2022 solo il 22% del Tfr è stato destinato a questo tipo di strumenti. Tra l’altro, a fine 2022, si registrano quasi 2,5 milioni di “silenti”, ossia persone che possiedono un fondo pensione ma che hanno smesso di versare, dei quali circa la metà da oltre 5 anni.

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