Alphabet apre il 2026 con un trimestre che parla il linguaggio preferito dai mercati: ricavi sopra le stime, utili in forte crescita e una conferma sempre più netta del ruolo dell’intelligenza artificiale come motore industriale, non più soltanto narrativo. La casa madre di Google ha chiuso il primo trimestre con ricavi per 109,9 miliardi di dollari, in aumento del 22% annuo, mentre l’utile per azione è salito a 5,11 dollari, oltre le attese degli analisti.
Il cloud diventa il vero acceleratore
Il dato che ha acceso Wall Street è arrivato da Google Cloud, cresciuto del 63% a 20,03 miliardi di dollari. La domanda di infrastrutture AI, soluzioni enterprise e servizi cloud avanzati sta trasformando una divisione un tempo secondaria in uno dei principali pilastri della crescita del gruppo. Reuters segnala anche un forte aumento del backlog, vicino ai 460 miliardi di dollari, indicatore della domanda futura già contrattualizzata.
Search resta la macchina da cassa
Accanto al cloud, il cuore storico di Google continua a correre. I ricavi di Search & Other sono saliti del 19% a 60,4 miliardi di dollari, confermando la tenuta del business pubblicitario anche in una fase di forte competizione sull’AI generativa. Le entrate dei servizi Google hanno raggiunto 89,6 miliardi, con la pubblicità ancora al centro dell’equilibrio economico del gruppo.
YouTube sotto osservazione, ma non frena il quadro
Il quadro non è privo di sfumature. YouTube advertising ha generato 9,88 miliardi di dollari: il dato risulta sotto alcune attese di mercato, pur restando in crescita su base annua secondo le ricostruzioni finanziarie disponibili. È una nota meno brillante, ma non sufficiente a incrinare una trimestrale sostenuta da cloud, ricerca e margini operativi in espansione.
La Borsa premia il messaggio sull’AI
La reazione del mercato è stata immediata: il titolo Alphabet è salito di oltre il 6% nell’after-hours, segnale che gli investitori hanno letto i numeri come una conferma della strategia sull’AI industriale. Il reddito operativo è aumentato del 30% a 39,7 miliardi di dollari, con margine operativo intorno al 36%, mentre il gruppo continua ad alzare gli investimenti in data center e capacità computazionale.

