TikTok mette a segno una svolta nei conti europei e riaccende le attese su una possibile quotazione. La holding che raccoglie le attività in Europa, Africa e America centro-meridionale ha chiuso il 2025 con il primo utile operativo dalla nascita, segnando un netto cambio di passo rispetto alle perdite degli anni precedenti. Un risultato che rafforza il profilo finanziario del gruppo proprio mentre sul mercato tornano a circolare valutazioni fino a 600 miliardi di dollari e indiscrezioni su una futura Ipo.
Primo utile operativo e ricavi in forte crescita
Secondo i documenti contabili depositati a Londra e riportati dal Corriere della Sera, TikTok Information Technology ha registrato nel 2025 un utile operativo di 451,9 milioni di dollari, contro una perdita di 484 milioni nel 2024. I ricavi sono saliti del 46% a 9,2 miliardi, mentre l’utile netto ha raggiunto 702 milioni, sostenuto anche da un beneficio fiscale straordinario da 422 milioni.
Più leva operativa, meno dipendenza da ByteDance
Il miglioramento dei conti riflette, secondo la società, una maggiore leva operativa e la capacità di distribuire i costi fissi dell’infrastruttura, inclusi i data center, su una base di ricavi più ampia. Il 2025 viene definito dal management un vero punto di svolta, perché la holding appare ora in grado di sostenersi con maggiore autonomia rispetto alla capogruppo ByteDance, riducendo la necessità di coperture esterne.
Restano i rischi legali e il nodo trasparenza
Il quadro resta però complesso. La società ha accantonato oltre 1 miliardo di euro per rischi legali e continua a essere osservata da governi e autorità sul fronte della gestione dei dati, in particolare quelli dei minori. TikTok non fornisce inoltre una ripartizione dettagliata dei ricavi tra pubblicità, livestreaming ed ecommerce, una scelta che alimenta le critiche sulla trasparenza del modello di business.
L’Ipo torna al centro del dossier
Sul fronte finanziario, l’eventuale quotazione resta uno dei temi più sensibili per ByteDance. Secondo indiscrezioni rilanciate dalla stampa cinese, alcuni investitori spingerebbero per accelerare, mentre il fondatore Zhang Yiming resterebbe più prudente. Sul mercato secondario la valutazione del gruppo avrebbe superato i 600 miliardi di dollari e, in prospettiva, circolano ipotesi di un’Ipo fino a 1.000 miliardi, cifre che restano però speculative. Il miglioramento della redditività europea rafforza dunque la narrativa di un gruppo più maturo e finanziariamente solido, ma il percorso verso la Borsa resta legato a variabili ancora aperte: governance, trasparenza, regolamentazione e capacità di mantenere margini sostenibili. Il primo utile operativo rappresenta un passaggio importante, non ancora una garanzia di quotazione.

