Bond, è tornata l’era delle cedole: oltre l’80% del mercato globale rende più del 4%

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui per trovare rendimento nel mercato obbligazionario bisognava spingersi verso le aree più rischiose. Oggi la situazione si è quasi capovolta. Secondo un’analisi del BlackRock Investment Institute, basata su dati LSEG Datastream al 31 luglio 2026, oltre l’80% dell’universo obbligazionario globale offre rendimenti superiori al 4%. Cinque anni di inflazione, rialzi dei tassi e riprezzamento del rischio hanno così restituito alle obbligazioni una funzione che sembrava essersi perduta nell’era del denaro quasi gratuito: produrre reddito. Ma rendimenti più generosi non significano automaticamente mercati più sicuri, e la nuova stagione del fixed income richiede molta più selettività. 

Dai tassi sottozero al ritorno delle cedole

La trasformazione è stata rapidissima. Nel portafoglio strategico preso a riferimento da BlackRock, il rendimento medio è salito dal 2,3% di cinque anni fa al 5,6% attuale, mentre i rendimenti dei governativi dei Paesi sviluppati si sono stabilizzati su livelli strutturalmente più elevati rispetto ai minimi toccati durante la pandemia. Dietro questo cambio di regime ci sono il ritorno dell’inflazione, la stretta delle banche centrali e una maggiore remunerazione richiesta dagli investitori per detenere titoli a lunga scadenza. Il risultato è che il reddito fisso torna a offrire cedole capaci di incidere davvero sul rendimento complessivo di un portafoglio. 

Il grande reset del mercato obbligazionario

Il prezzo da pagare per arrivare fin qui è stato però elevato. Il brusco rialzo dei tassi ha provocato una profonda correzione dei prezzi delle obbligazioni già in circolazione, soprattutto sulle scadenze più lunghe, rendendo il 2022 uno degli anni più difficili per il comparto. La Bce osservava allora che, nonostante correzioni molto ampie, gli aggiustamenti erano stati generalmente ordinati, pur in presenza di volatilità elevata e di una crescente correlazione tra diverse classi di attività. Oggi il punto di partenza è diverso: prezzi più bassi e rendimenti più alti hanno ricostruito quel cuscinetto di reddito che nell’epoca dei tassi zero era quasi scomparso. 

Più rendimento, ma anche nuovi rischi

Il ritorno delle cedole non equivale però al ritorno del vecchio mondo obbligazionario. BlackRock avverte che i titoli governativi a lunga scadenza hanno perso parte della tradizionale capacità di fare da ammortizzatore nelle fasi di ribasso degli asset rischiosi. Anche il Fondo monetario internazionale segnala che dal 2020 azioni e obbligazioni tendono più spesso a muoversi nella stessa direzione durante le fasi di forte tensione, riducendo l’efficacia della classica diversificazione tra le due asset class. A rendere il quadro più complesso contribuiscono debito pubblico, inflazione, geopolitica e maggiori esigenze di capitale, fattori che possono mantenere elevati i rendimenti ma anche alimentarne le oscillazioni. 

La nuova sfida è scegliere dove prendere rendimento

Per gli investitori cambia quindi la domanda. Per anni il problema è stato capire dove trovare rendimento; adesso diventa capire quale rendimento valga davvero il rischio assunto. Duration, qualità del credito, scadenze e differenze tra emittenti tornano centrali nella costruzione dei portafogli. BlackRock sottolinea proprio la necessità di maggiore selettività, perché uno yield to maturity elevato non rappresenta necessariamente la stessa remunerazione del rischio in ogni segmento. Il reddito fisso torna dunque competitivo, ma in un mercato nel quale la gestione attiva delle esposizioni può contare molto più di quanto accadesse negli anni dei tassi compressi.

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