Dall’analisi a cura di Martin Coucke, credit portfolio manager di Schroders, emerge che: “L’AI sta creando nuove dispersioni nel credito, dove la vera opportunità non è inseguire il tema, ma selezionare emittenti, scadenze e valutazioni”.

“L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando l’economia globale e generando nuova dispersione nei mercati del credito. In questo contesto, è essenziale individuare i punti in cui il cambiamento guidato dall’IA viene prezzato in modo errato, posizionando i portafogli di conseguenza.
Perché i rischi legati all’IA si presentano diversamente nel credito
La narrazione di mercato sugli hyperscaler si è spostata dall’entusiasmo per la crescita guidata dall’AI all’analisi approfondita della spesa in conto capitale (capex) legata all’IA stessa. Se è vero che gli aspetti economici dell’IA generativa rimangono incerti, riteniamo che tale incertezza sia più acuta per gli investitori azionari, i quali devono valutare se la portata degli investimenti genererà rendimenti adeguati, proteggerà i margini e giustificherà valutazioni elevate.
Per chi investe in obbligazioni, l’opportunità legata all’IA è fondamentalmente diversa rispetto all’azionario. Gli investitori azionari necessitano che gli investimenti nell’AI si traducano in crescita, margini e valutazioni più forti. Gli investitori nel credito affrontano un ostacolo di natura più difensiva: valutare se gli emittenti siano in grado di sostenere i flussi di cassa, gestire la leva finanziaria e continuare a servire il debito. Su queste basi, molte di queste società rimangono tra i debitori di più alta qualità sul mercato e possono offrire un canale maggiormente incentrato sul reddito per accedere alla naturale evoluzione del tema AI.
Le valutazioni sono essenziali
Essere in grado di rivalutare l’esposizione di un portafoglio e di adattarsi man mano che il tema dell’IA si sviluppa è fondamentale per cogliere tali opportunità. Fino a poco tempo fa, gli hyperscaler offrivano un appeal limitato per gli investitori obbligazionari. Come mostra il grafico sottostante, costituivano in genere una fonte di reddito relativamente modesta, con spread contenuti rispetto all’insieme del mercato obbligazionario investment grade statunitense, un aspetto che risulta ancora più evidente se si esclude l’effetto idiosincrasico rilevante e gli spread nettamente più ampi di Oracle.
Spread creditizi degli hyperscaler Usa vs. il mercato IG Usa

Fonte: Schroders, Bloomberg ICE, 30 giugno 2026 (hyperscaler: Amazon, Google, Meta, Microsoft, Oracle). Ogni riferimento a regioni, paesi, settori, azioni o titoli è da intendersi a soli fini illustrativi e non costituisce una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari, né all’adozione di una specifica strategia d’investimento. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri e potrebbero non ripetersi.
Lo scenario è cambiato di recente. L’impennata dei capex legati all’AI ha guidato un marcato incremento delle emissioni obbligazionarie e ha contribuito a una sensibile sottoperformance del credito degli hyperscaler. Sebbene l’attività rimanga in prevalenza guidata dal mercato statunitense, gli emittenti stanno ricorrendo sempre più a diverse valute per finanziare i propri ambiziosi piani di spesa in conto capitale, con le emissioni del 2026 che si avviano verso i 250 miliardi di dollari. L’opportunità risiede nella capacità di rispondere a tali variazioni delle valutazioni attraverso un posizionamento attivo.
Volumi di emissione annui a livello globale, mld di dollari

Fonte: Refinitiv workspace. I totali includono le obbligazioni societarie non denominate in USD. Dati 2026 aggiornati al 10 agosto 2026. Ogni riferimento a regioni, paesi, settori, azioni o titoli è da intendersi a soli fini illustrativi e non costituisce una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari, né all’adozione di una specifica strategia d’investimento.
È sorprendente notare quanto gli spread degli emittenti hyperscaler si siano ampliati rispetto all’indice generale del mercato investment grade statunitense. Ciò risulta particolarmente evidente considerando i loro rating creditizi medi più elevati, pari a circa AA/AA- (escludendo Oracle), a fronte di un mercato creditizio investment grade Usa che vanta una media di A- ed è fortemente sbilanciato su emittenti con rating BBB.
In alcuni casi, gli spread sembrano prezzare molteplici downgrade, nonostante le attività operative sottostanti rimangano resilienti. L’elevato volume di emissioni ha chiaramente appesantito la performance, ma è possibile che il mercato stia scontando in modo eccessivo il rischio legato ai capex per l’IA.
È proprio qui che la gestione attiva fa la differenza, in quanto ci consente di distinguere un reale deterioramento del credito da una debolezza degli spread guidata dall’offerta di titoli, dal sentiment e dalle preoccupazioni del mercato azionario. Tali disallineamenti tra valutazioni e fondamentali possono creare opportunità particolarmente interessanti per generare alpha.
Il vantaggio della gestione attiva: gestire il rischio di concentrazione
In realtà, la gestione attiva del credito si adatta particolarmente bene al tema dell’IA poiché ci consente di scegliere dove, in che misura e su quali scadenze assumere esposizione, anziché affidarci ai pesi dei generici indici di mercato e a un crescente rischio di concentrazione.
Se considerati individualmente, gli hyperscaler rappresentano attualmente circa il 4% del valore di mercato del comparto corporate bond investment grade in USD. Può sembrare una quota ridotta, ma il loro contributo al rischio è decisamente più significativo rispetto a quanto indichi tale cifra. La loro tendenza a emettere titoli a più lunga scadenza genera un rischio maggiore su base DTS (Duration Times Spread) e rende il loro impatto più incisivo. La gestione attiva ci offre la flessibilità necessaria per gestire tali esposizioni in modo deliberato, evitare l’eccessiva concentrazione verso i principali debitori e adeguare il posizionamento al variare delle condizioni dell’offerta.
Opportunità nel credito legato all’IA: non solo hyperscaler
L’insieme delle opportunità non si limita agli hyperscaler. Il finanziamento dei data center, ad esempio, offre un altro modo per accedere al tema dell’IA, dato il suo ruolo cruciale nel supportare l’IA generativa e il cloud computing. Emittenti selezionati possono offrire premi interessanti, contratti di locazione a lungo termine, controparti di alta qualità e solide tutele strutturali, consentendoci di partecipare alla crescita delle infrastrutture per l’IA senza dipendere esclusivamente dal debito dei principali emittenti tecnologici.
La gestione attiva ci permette di scindere il tema strutturale dell’IA dal rischio di credito specifico di ciascun emittente e obbligazione. Anziché mantenere un’esposizione semplicemente perché presente nell’indice, possiamo valutare se gli spread compensino adeguatamente la leva finanziaria, la duration, il rischio di offerta, le pressioni sui flussi di cassa liberi e la credibilità dei futuri ritorni sugli investimenti.
Tale selettività è fondamentale poiché l’esposizione all’AI non è uniforme. Hyperscaler, emittenti legati al settore dei semiconduttori, proprietari di data center e aziende che adottano l’IA su più ampia scala possono condividere le medesime etichette di settore in senso generale, ma i loro fattori trainanti del credito, le esigenze di finanziamento e la sensibilità ai capex per l’AI possono essere molto diversi.
Cosa significa per gli investitori
All’interno del tema dell’IA, l’azionario può offrire un potenziale di rialzo maggiore qualora gli investimenti guidino un salto di qualità nei profitti a lungo termine, ma è anche più esposto alla pressione sui margini e al mutevole cambio di aspettative del mercato. Il credito offre un profilo diverso: un potenziale di apprezzamento più contenuto ma rendimenti interessanti, una maggiore resilienza nei contesti di ribasso e un’esposizione a emittenti con una solida capacità di servire il debito.
Tuttavia, la vera opportunità risiede in un approccio flessibile e selettivo alla gestione del credito globale: incrementare l’esposizione dove le valutazioni sono diventate interessanti, evitare le aree in cui i rischi non sono adeguatamente remunerati e sfruttare il più ampio ecosistema dell’AI (data center, GPU, infrastrutture e aziende che utilizzano l’IA).
L’IA non è l’unica forza a influenzare i mercati del credito, ma è destinata a rimanere una delle più rilevanti, nonché uno dei tanti canali attraverso cui cerchiamo di generare alpha per i clienti”.

