Bff, Bper mette sul piatto 400 milioni per depositaria e pagamenti: il nodo del partner e la pista Amco

La partita su Bff entra nel vivo e attorno al gruppo si muovono banche, investitori e potenziali partner. Al centro c’è l’interesse di Bper per due attività strategiche, i servizi di pagamento e quelli di banca depositaria, ma soprattutto una distanza significativa tra quanto messo sul tavolo e le aspettative di alcuni soci. Una differenza di valutazione che potrebbe diventare il principale terreno di confronto nei prossimi giorni, mentre sullo sfondo prende forma anche una possibile soluzione per il factoring.

Bper offre 400 milioni, ma i soci ne chiedono circa un miliardo

Secondo quanto riportato da Milano Finanza martedì, Bper ha presentato un’offerta non vincolante da circa 400 milioni di euro per i servizi di pagamento e le attività di banca depositaria di Bff. Una cifra sensibilmente inferiore alla valutazione di circa un miliardo indicata da alcuni azionisti di minoranza: sul tavolo resta dunque una distanza nell’ordine dei 600 milioni, destinata a pesare nel confronto tra soci e consiglio di amministrazione previsto nei prossimi giorni. Non si tratta, peraltro, di un’offerta definitiva. La proposta di Bper è subordinata a una due diligence completa, a garanzie sull’adeguatezza patrimoniale di Bff e alla presenza di un partner disposto a occuparsi del factoring. Proprio quest’ultimo rappresenta uno dei nodi dell’operazione, trattandosi di un’attività caratterizzata da un elevato assorbimento di capitale e quindi determinante per definire la struttura complessiva di un eventuale accordo.

Amco entra nel dossier, Cerberus punta al 30%

Tra i nomi che potrebbero affiancare Bper compare Amco, possibile partner sul fronte del factoring. Ma la partita è più affollata. Cerberus avrebbe infatti avanzato una proposta differente, basata su un aumento di capitale da 180 milioni di euro per arrivare a detenere il 30% di Bff. Due strade diverse, dunque: da una parte la cessione di specifiche attività, dall’altra l’ingresso diretto nel capitale della società. L’interesse non si limita a Bper e Cerberus. Anche CF+ e Sella avrebbero presentato offerte non vincolanti, circoscritte però ai soli servizi di pagamento. La presenza di più proposte aumenta le alternative a disposizione di Bff, ma rende allo stesso tempo più complesso il confronto: perimetro degli asset, valutazioni, capitale necessario e futuro del factoring diventano infatti elementi strettamente collegati nella ricerca di una soluzione.

Il nodo dei 600 milioni e il confronto con gli azionisti

È soprattutto la distanza tra i 400 milioni offerti da Bper e il miliardo indicato da alcuni soci di minoranza a rendere delicata la trattativa. Il divario, pari a circa 600 milioni, sarà uno dei temi centrali dell’incontro tra gli azionisti e il board di Bff atteso nei prossimi giorni. Molto dipenderà anche da quale valore verrà attribuito separatamente alle diverse attività e dalle condizioni che emergeranno dall’eventuale due diligence. La questione patrimoniale resta altrettanto importante. Bper chiede infatti garanzie sull’adeguatezza patrimoniale di Bff prima di procedere, mentre l’individuazione di un partner per il factoring costituisce un’altra condizione dell’offerta. Il dossier si presenta quindi come un’operazione articolata, nella quale il prezzo rappresenta soltanto una delle variabili da risolvere prima di arrivare a un’intesa.

Bper semplifica il gruppo, Bibanca incorpora Bnt Banca

Mentre valuta il dossier Bff, Bper procede anche nella semplificazione societaria del gruppo. Bibanca ha convocato per il 13 ottobre l’assemblea straordinaria chiamata ad approvare la fusione di Bnt Banca. L’operazione dovrebbe diventare efficace il 16 novembre, segnando un ulteriore passaggio nella razionalizzazione della struttura interna.

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