Più tutela e trasparenza, ma senza trasformare le regole in un ostacolo alla quotazione. È questo l’equilibrio che, secondo il presidente della Consob Guido Stazi, deve guidare l’evoluzione della corporate governance delle società quotate italiane. L’obiettivo è rafforzare la protezione degli investitori mantenendo però il mercato dei capitali competitivo e attrattivo per le imprese.
Intervenendo all’incontro sulla corporate governance organizzato da Assonime, Comitato Italiano per la Corporate Governance e Consob, Stazi ha sottolineato la necessità di evitare che gli obblighi regolamentari generino costi e complessità tali da scoraggiare le aziende dal quotarsi o dal rimanere sul mercato.
Consob, equilibrio tra regole e competitività
Secondo Stazi, le norme sulla corporate governance devono trovare un punto di equilibrio tra due esigenze: da una parte trasparenza, tutela degli investitori e corretto funzionamento delle società, dall’altra la necessità di contenere oneri e adempimenti non indispensabili.
In questa direzione si inserisce la recente riforma del Testo Unico della Finanza, che punta a rendere il mercato italiano più attrattivo e competitivo. Il provvedimento si colloca nel solco tracciato dalla Legge Capitali, introducendo maggiore flessibilità negli assetti societari e nei processi decisionali delle società quotate.
Il tema è particolarmente rilevante in un contesto in cui la capacità di attrarre nuove imprese sul mercato azionario rappresenta uno degli elementi chiave per rafforzare il ruolo della finanza nel sostegno alla crescita.
Stazi: “Serve misurare gli effetti delle riforme”
La prossima fase coinvolgerà direttamente la Consob, chiamata nei prossimi mesi a intervenire sui propri regolamenti per completare il quadro normativo definito dal legislatore.
Per Stazi, l’efficacia delle nuove regole dipenderà anche dalla capacità di valutarne concretamente gli effetti. Le scelte regolamentari, ha sottolineato il presidente della Commissione, risultano tanto più efficaci quanto più sono basate sull’osservazione dei fenomeni reali e sulla misurazione degli effetti delle riforme.
Il confronto sulla corporate governance si inserisce quindi in un percorso più ampio di revisione delle regole del mercato italiano, con l’obiettivo di conciliare la tutela degli investitori con la necessità di ridurre gli ostacoli che possono incidere sulle decisioni delle imprese di quotarsi e restare sul mercato.

