La Fed torna a stringere, tassi fino al 4%: voto unanime e nuova stretta possibile entro fine anno

La Fed cambia nuovamente marcia e riporta i tassi verso l’alto. Il Fomc, il comitato della Federal Reserve che decide la politica monetaria statunitense, ha varato un rialzo di un quarto di punto, spingendo la forchetta dei Fed Funds al 3,75%-4%. Una scelta che riporta al centro la lotta all’inflazione e inaugura una fase più severa per il costo del denaro negli Stati Uniti. “Il nostro obiettivo principale è la stabilità dei prezzi, che rientra nel nostro mandato. La realtà dei fatti è che l’inflazione è troppo alta e lo è da troppo tempo”. Così il presidente della Fed Kevin Warsh in conferenza stampa al termine della riunione del Fomc che ha alzato i tassi di interesse. Nel nostro mandato c’è la “piena occupazione e la stabilità dei prezzi” insiste, sottolineando la volontà di assicurare che i rialzi dell’inflazione “non abbiano effetti secondari”

Dodici sì e nessun voto contrario

La decisione è arrivata senza fratture all’interno del Comitato: 12 membri su 12 hanno sostenuto il rialzo. La Fed ha scelto così di rafforzare la propria azione sul fronte della stabilità dei prezzi, mantenendo al tempo stesso abbondanti le riserve presenti nel sistema bancario. L’unanimità del voto rafforza il segnale inviato ai mercati sulla direzione intrapresa dalla banca centrale.

L’economia continua a correre

Il rialzo arriva in un contesto in cui l’economia americana continua a mostrare segnali di forza. La spesa interna resta resiliente, la produttività mantiene un ritmo sostenuto e gli investimenti di capitale sono robusti. Anche il mercato del lavoro appare in equilibrio: la crescita dell’occupazione procede insieme all’aumento della forza lavoro, mentre il tasso di disoccupazione registra variazioni limitate.

Warsh: priorità alla stabilità dei prezzi

A preoccupare la banca centrale è soprattutto la persistenza dell’inflazione, ancora superiore ai livelli considerati compatibili con la stabilità dei prezzi. Il rialzo dei tassi punta a riportarla più rapidamente verso il 2%. Kevin Warsh ha sintetizzato la linea della Fed con parole nette: «Impegno inequivocabile per la stabilità dei prezzi», una dichiarazione che fotografa la fermezza della nuova fase monetaria.

I mercati guardano già alla prossima mossa

La stretta di settembre potrebbe essere soltanto un passaggio di un percorso ancora aperto. Per il resto del 2026 resta infatti sul tavolo la possibilità di un ulteriore rialzo, mentre gli operatori osservano con attenzione ogni nuovo dato macroeconomico. Prezzi, occupazione e crescita saranno ancora una volta gli indicatori decisivi per capire fino a dove la Fed sarà disposta a spingersi.

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