Via libera della Consob all’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria con cui Webuild punta a Trevi-Finanziaria Industriale. Il gruppo delle grandi infrastrutture mette sul tavolo 4,50 euro per azione, interamente in contanti, per una valorizzazione complessiva di circa 295 milioni di euro. L’operazione, annunciata a fine luglio, entra così nella fase operativa dopo l’approvazione del documento d’offerta da parte dell’autorità di vigilanza.
L’Opa di Webuild e i 295 milioni sul tavolo
L’offerta riguarda la totalità delle azioni ordinarie di Trevi, gruppo cesenate specializzato nelle fondazioni e nell’ingegneria del sottosuolo. Webuild riconosce 4,50 euro in contanti per ogni titolo portato in adesione, cifra che incorpora un premio del 29,8% rispetto ai 3,467 euro segnati da Trevi il 26 giugno, ultima seduta precedente all’annuncio dell’operazione concorrente di Icop. L’esborso potenziale complessivo è di circa 295 milioni. Secondo quanto comunicato da Webuild, l’obiettivo industriale è integrare le competenze di Trevi nelle fondazioni speciali e nell’ingegneria del sottosuolo con la piattaforma internazionale del gruppo guidato da Pietro Salini. L’operazione punta inoltre a rafforzare il controllo su alcune fasi particolarmente complesse dei grandi progetti infrastrutturali, facendo leva sul know-how di Trevi. Webuild indica una soglia di efficacia dell’offerta pari al 66,7% dei diritti di voto.
La sfida con Icop per il controllo di Trevi
L’Opa si inserisce in una vera partita a due. Icop aveva annunciato il 28 giugno un’offerta pubblica di scambio su Trevi, scegliendo però una struttura diversa: azioni Icop in cambio dei titoli della società cesenate. Webuild ha risposto un mese più tardi con un’offerta interamente cash, sostenendo che la propria proposta attribuisca a Trevi una valorizzazione superiore a quella implicita nell’operazione concorrente. La differenza non è soltanto nella natura del corrispettivo. L’offerta Webuild prevede una soglia del 66,7% dei diritti di voto, mentre quella Icop era stata impostata su una soglia del 90%. Se, al termine dell’operazione, Webuild arrivasse a possedere almeno il 90% del capitale di Trevi, il gruppo ha dichiarato l’intenzione di esercitare, ricorrendone i presupposti, il diritto di acquisto sulle azioni residue, con l’obiettivo del delisting della società.
Il via libera della Consob
Il passaggio decisivo è arrivato il 15 settembre, quando la Consob, con la delibera n. 24131, ha approvato il documento relativo all’Opa. L’iter era iniziato il 18 agosto con il deposito del documento presso l’autorità; il procedimento era stato successivamente sospeso il 24 agosto e riavviato l’8 settembre. L’approvazione consente ora la pubblicazione della documentazione definitiva e l’avvio della fase di adesione.

