Per i possessori del Btp Italia ottobre 2027 si avvicina un pagamento particolarmente ricco. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato a 1,02749 il coefficiente di indicizzazione utilizzato per calcolare la quattordicesima cedola del titolo, in pagamento il prossimo 28 ottobre. Il risultato è un rendimento semestrale lordo del 3,083%, nettamente superiore allo 0,846% riconosciuto appena sei mesi prima.
Cedola al 3,083%: come si arriva al rendimento
Il Btp Italia con ISIN IT0005388167, emesso nell’ottobre 2019 e in scadenza il 28 ottobre 2027, riconosce un tasso cedolare reale annuo dello 0,65%. Per il semestre in corso, al rendimento legato alla cedola reale indicizzata, pari allo 0,334%, si aggiunge una rivalutazione del capitale del 2,749%. La somma delle due componenti porta così il pagamento lordo complessivo al 3,083% del capitale nominale.
Quanto incassa chi possiede mille euro
Sul taglio minimo da 1.000 euro, il pagamento del 28 ottobre ammonta quindi a circa 30,83 euro lordi. Applicando la tassazione agevolata del 12,5% prevista per i titoli di Stato, l’importo scende a circa 26,98 euro netti. È un salto considerevole rispetto alla cedola dello scorso 28 aprile, quando il rendimento semestrale complessivo era stato dello 0,846%, pari a circa 8,46 euro lordi ogni mille euro nominali.
Oltre 217 euro con le prime tredici cedole
Il bilancio dall’emissione mostra l’effetto cumulato della protezione dall’inflazione: le prime tredici cedole avrebbero prodotto complessivamente circa 217,18 euro lordi per ogni 1.000 euro nominali, equivalenti a circa 190,03 euro al netto dell’imposta. Aggiungendo il pagamento di ottobre, il totale salirebbe quindi a circa 248 euro lordi per lotto minimo, senza considerare eventuali ulteriori componenti spettanti alla scadenza.
Il meccanismo che protegge dall’inflazione
A differenza dei Btp tradizionali, il Btp Italia lega capitale e rendimento all’andamento dell’inflazione italiana, misurata attraverso l’indice FOI al netto dei tabacchi. Per il semestre aprile-ottobre il MEF indica come riferimento iniziale un indice pari a 100,85, mentre quello relativo al 28 ottobre è pari a 103,62258. È proprio l’aumento dei prezzi registrato nel periodo a spiegare il consistente incremento della componente di rivalutazione e, di conseguenza, l’importo della cedola di ottobre.

