Fed, la stretta non è finita: dopo il rialzo dei tassi i mercati guardano già alla riunione di ottobre

La Federal Reserve potrebbe non aver concluso il nuovo ciclo di restrizione monetaria. Dopo aver alzato la scorsa settimana i tassi di 25 punti base, portando il costo del denaro nella fascia 3,75%-4%, a Wall Street si rafforza l’attenzione sulla riunione di ottobre. L’inflazione americana resta infatti sopra l’obiettivo del 2% e all’interno della banca centrale aumenta la cautela sull’ipotesi che le pressioni sui prezzi possano rientrare senza ulteriori interventi. Il risultato è un mercato che deve tornare a fare i conti con uno scenario di tassi elevati più a lungo. 

Il primo rialzo in tre anni cambia lo scenario

La decisione del 16 settembre ha segnato il primo aumento dei tassi in tre anni ed è stata presa all’unanimità dal Fomc. La Fed ha motivato la stretta con un’economia che continua a espandersi a un ritmo solido, consumi resistenti, investimenti robusti e un’inflazione ancora troppo elevata. Sedici dei 18 policymaker che hanno fornito una previsione sui tassi indicavano inoltre almeno un altro rialzo entro la fine del 2026. Il messaggio è quindi quello di una banca centrale ancora concentrata sulla stabilità dei prezzi, nonostante l’incertezza geopolitica. 

Musalem: potrebbe servire un’ulteriore stretta

A rafforzare questa prospettiva sono arrivate le dichiarazioni di Alberto Musalem, presidente della Fed di St. Louis, che a Reuters ha spiegato come possano essere necessari altri aumenti dei tassi per riportare l’inflazione verso il 2%. A luglio l’indice Pce, la misura dei prezzi maggiormente osservata dalla banca centrale, risultava al 3,7% annuo. Secondo Musalem, alle pressioni provenienti dalle materie prime si aggiunge una domanda interna ancora forte; il banchiere centrale considera inoltre l’attuale livello dei tassi ancora sul lato accomodante. 

Dai Treasury a Wall Street, perché ottobre diventa decisivo

Il prossimo passaggio sarà quindi capire quanto velocemente la Fed intenda procedere. Reuters rileva che gli investitori stanno incorporando aspettative per ulteriori strette monetarie nei prossimi mesi, mentre la proiezione mediana dei funzionari Fed indica un altro aumento entro fine anno. Una politica più restrittiva tende ad avere conseguenze sul costo dei finanziamenti, sui rendimenti obbligazionari e sulle valutazioni azionarie, mentre può offrire sostegno al dollaro. Il nodo per i mercati sarà capire se l’inflazione rallenterà abbastanza da permettere alla Fed di interrompere nuovamente la stretta.

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