Petrolio, il Brent risale sopra 101 dollari: il mercato guarda ai colloqui Usa-Iran e alle forniture dal Golfo

Il petrolio tenta il rimbalzo dopo quattro sedute consecutive in discesa, mentre il mercato guarda alla diplomazia per capire quale direzione prenderanno le quotazioni. Nelle contrattazioni asiatiche di questa mattina, 22 settembre, il Brent con consegna a novembre è salito dell’1,1% a 101,48 dollari al barile, mentre il WTI ottobre ha guadagnato lo 0,9% portandosi a 96,65 dollari. A riaccendere gli acquisti sono soprattutto le attese per possibili sviluppi nei rapporti fra Washington e Teheran durante la settimana dell’Assemblea generale dell’Onu. 

Hormuz torna al centro del mercato petrolifero

Sul fronte dell’offerta sono arrivati intanto segnali che hanno contribuito ad attenuare parte delle preoccupazioni. Saudi Aramco ha aumentato le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, con circa 14 milioni di barili caricati domenica su sette superpetroliere all’interno del Golfo. Secondo gli analisti di Saxo Bank citati da Reuters, le spedizioni attraverso lo stretto hanno raggiunto i massimi degli ultimi sei mesi. La volatilità implicita del greggio si è ridotta, pur restando su livelli storicamente elevati. 

Dalla Libia arriva un nuovo rischio per l’offerta

A ricordare quanto fragile resti l’equilibrio è però la situazione della Libia. La chiusura di una valvola sull’oleodotto che collega il giacimento di Sharara al porto di Zawiya ha provocato, una diminuzione della produzione di circa 200 mila barili al giorno. Il mercato si trova quindi stretto fra due forze contrapposte: da una parte l’aumento delle esportazioni attraverso Hormuz e le speranze diplomatiche, dall’altra interruzioni produttive e tensioni regionali che mantengono elevato il rischio sulle forniture.

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