EU Inc., l’Ue prova a tagliare il costo della burocrazia: fino a 440 milioni di risparmi per 300 mila imprese

L’Europa prova a trasformare uno dei suoi principali svantaggi competitivi — la frammentazione delle regole societarie — in una leva per rilanciare investimenti e crescita. La proposta EU Inc., il nuovo regime societario opzionale pensato dalla Commissione europea, potrebbe produrre fino a 440 milioni di euro di risparmi amministrativi nell’arco di dieci anni. La stima, ripresa dalla Banca centrale europea in un articolo dell’Economic Bulletin pubblicato il 23 settembre, riguarda circa 300 mila imprese che potrebbero scegliere il nuovo modello.

Una società in 48 ore e con un tetto di 100 euro

L’obiettivo è creare una forma societaria comune che possa affiancarsi ai regimi nazionali e ridurre i costi legati all’apertura e alla gestione di un’impresa oltreconfine. La proposta prevede una procedura digitale unica, basata sull’interconnessione dei registri delle imprese, con costituzione entro 48 ore e un costo amministrativo massimo di 100 euro. Verrebbero inoltre eliminati i requisiti obbligatori di capitale sociale minimo e applicato il principio “once-only”, evitando alle aziende di fornire più volte le stesse informazioni alle amministrazioni.

Fino a 440 milioni di risparmi per le imprese

Secondo la valutazione d’impatto della Commissione citata dalla Bce, circa 300 mila società potrebbero adottare EU Inc. nei primi dieci anni, generando una riduzione complessiva degli oneri amministrativi compresa tra 328 e 440 milioni di euro. A produrre i maggiori benefici dovrebbero essere soprattutto la semplificazione della registrazione, la digitalizzazione delle procedure di chiusura e l’eliminazione di alcuni adempimenti oggi diversi da Paese a Paese. Si tratta comunque di stime: la stessa Bce sottolinea che l’impatto effettivo dipenderà dal grado di adesione delle imprese e dall’applicazione uniforme delle nuove regole.

Meno costi anche per venture capital e finanziamenti

La standardizzazione potrebbe incidere anche sul costo della raccolta di capitale, un nodo particolarmente importante per start-up e scale-up. La valutazione della Commissione stima risparmi nell’ordine di 1.100 euro per ciascun round di finanziamento e tra 1.780 e 2.850 euro nei trasferimenti secondari di partecipazioni. Il vantaggio sarebbe più significativo nelle fasi seed e di primo sviluppo, quando i costi legali e amministrativi rappresentano una quota relativamente elevata dell’operazione e possono frenare l’ingresso di investitori transfrontalieri.

Stock option e capitali, la partita della competitività

Un altro tassello riguarda le stock option dei dipendenti: il regime proposto introduce un modello europeo opzionale che consentirebbe di rinviare la tassazione al momento della cessione delle azioni, anziché anticiparla quando il valore resta ancora illiquido. Per la Bce, tuttavia, EU Inc. da sola non basta a colmare il divario europeo nella crescita delle imprese: tassazione, mercato del lavoro, insolvenza e altre discipline restano in larga misura nazionali. Il risultato economico dipenderà quindi anche dall’avanzamento dell’Unione dei risparmi e degli investimenti e dalla capacità di costruire mercati dei capitali realmente più integrati.

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