L’Italia guadagna terreno nella competizione europea per attirare capitali internazionali. Secondo il Global Sentiment Survey on Europe 2026 realizzato da Deutsche Bank, il Paese si colloca al quarto posto in Europa tra le destinazioni indicate dalle imprese straniere, con il 33% degli intervistati intenzionato a investire sul mercato italiano. Un dato che fotografa una maggiore attenzione verso l’Italia e, più in generale, un ritorno di interesse per il Vecchio Continente nelle strategie delle aziende globali.
L’Europa recupera centralità nelle strategie delle imprese
Il sondaggio evidenzia un miglioramento della percezione dell’Europa tra i gruppi internazionali. Più di un terzo degli intervistati considera infatti il continente la regione più interessante per lo sviluppo del proprio business, davanti ad altre grandi aree economiche mondiali. Inoltre, per l’81% del campione, il mercato europeo ha assunto un peso maggiore nelle decisioni di investimento rispetto a tre anni fa, segnalando un cambio di prospettiva rispetto alle valutazioni più critiche sulla competitività europea.
Italia quarta, dietro Germania, Regno Unito e Francia
A guidare le preferenze resta la Germania, indicata dal 56% delle imprese tra i tre mercati europei di maggiore interesse. Seguono il Regno Unito con il 47% e la Francia con il 35%, mentre l’Italia raggiunge il 33% e conquista la quarta posizione. L’interesse verso il nostro Paese appare particolarmente elevato tra le aziende degli Emirati Arabi Uniti, dove arriva al 54%, dell’Arabia Saudita, al 46%, e degli Stati Uniti, al 41%.
Stabilità, crescita e innovazione spingono il continente
A rendere l’Europa più interessante agli occhi degli investitori contribuiscono soprattutto stabilità economica e capacità di innovazione. Il 74% degli intervistati ritiene che le opportunità di crescita rappresentino un vantaggio rispetto ad altre regioni, mentre il 71% individua nella forza innovativa europea un elemento competitivo, anche grazie alle prospettive aperte dall’intelligenza artificiale. Un altro fattore rilevante è la resilienza: il 71% giudica il continente molto o abbastanza solido di fronte alle attuali incertezze internazionali.
Restano i problemi di costi, fisco e burocrazia
Il quadro favorevole non elimina però alcune debolezze che continuano a frenare gli investimenti. Il 43% delle impresesegnala le difficoltà nei rapporti transfrontalieri come un ostacolo significativo, mentre meno della metà degli intervistati considera l’Europa competitiva sul costo del lavoro, sulla fiscalità, sull’energia e sulla rapidità delle autorizzazioni. In particolare, il costo del lavoro raccoglie valutazioni positive dal 42% del campione, il sistema fiscale dal 44%, mentre costi energetici e velocità delle procedure si fermano entrambi al 47%.
Capitali pronti a crescere nei prossimi cinque anni
Le intenzioni delle imprese indicano comunque un potenziale significativo. Il 61% delle aziende già presenti nel continente prevede di ampliare le proprie attività nei prossimi cinque anni, mentre un ulteriore 33% delle società ancora assenti sta programmando o valutando un ingresso. Il sondaggio è stato condotto da Deutsche Bank tra luglio e agosto 2026 su 1.200 dirigenti e responsabili aziendali di imprese con almeno 100 dipendenti e sede al di fuori dell’Unione europea.

