Il nuovo Btp Green conquista il mercato. Il Tesoro ha collocato 8 miliardi di euro del titolo di Stato con scadenza 2038, raccogliendo richieste per ben 110 miliardi di euro. Un volume di ordini che conferma l’elevato interesse degli investitori per il debito italiano legato a progetti ambientali e sostenibili. Il titolo, con scadenza 30 ottobre 2038 e cedola annua del 4,40%, è stato emesso a un prezzo di 99,591, corrispondente a un rendimento lordo annuo del 4,492%.
L’operazione è stata realizzata attraverso un sindacato composto da sei banche internazionali: Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e Société Générale Investment Banking. Il collocamento ha attirato 330 investitori provenienti da oltre 35 Paesi, con una presenza particolarmente significativa della componente internazionale.
Btp Green, domanda oltre 13 volte superiore all’offerta
Il dato più significativo dell’operazione è rappresentato dalla distanza tra l’ammontare collocato e le richieste ricevute. A fronte degli 8 miliardi di euro offerti dal Tesoro, gli ordini hanno raggiunto quota 110 miliardi.
La domanda è stata quindi quasi 14 volte superiore all’importo effettivamente assegnato, evidenziando la forte capacità di attrazione del nuovo Btp Green. Un ruolo rilevante è stato giocato dagli investitori con una strategia ESG: circa l’80% dell’ammontare collocato è stato sottoscritto da questa categoria di operatori.
Chi ha acquistato il nuovo Btp Green
A guidare la distribuzione per tipologia di investitore sono stati i gestori di fondi, ai quali è stato assegnato il 37,3% dell’emissione. Seguono le banche, con il 29,7%, mentre banche centrali e istituzioni governative hanno rappresentato il 20,8%. Fondi pensione e compagnie assicurative hanno sottoscritto il 10% del titolo, mentre agli hedge fund è andato il 2,2%.
La composizione conferma quindi un interesse diversificato, che coinvolge sia gli investitori istituzionali tradizionalmente presenti sul mercato dei titoli di Stato sia gli operatori particolarmente attenti agli investimenti con caratteristiche ambientali.
Investitori esteri in prima fila
La componente internazionale ha avuto un peso preponderante nell’operazione. Gli investitori esteri hanno rappresentato il 74,7% della domanda, mentre quelli italiani si sono fermati al 25,3%.
Tra i Paesi più attivi spicca il Regno Unito, che ha rappresentato il 29,7%. Seguono i Paesi scandinavi con l’8,5%, la Penisola Iberica con l’8,3% e il Medio Oriente con l’8,1%. Germania, Austria e Svizzera hanno rappresentato complessivamente il 4%, la Francia il 3,9% e il Benelux il 3,1%. Agli altri Paesi europei è riconducibile l’8,6% della domanda, mentre gli investitori degli altri Paesi non europei hanno rappresentato lo 0,5%.
Dove finiranno gli 8 miliardi del Btp Green
Il nuovo titolo si inserisce nel programma dei Btp Green, lanciato dal Tesoro nel 2021. Si tratta di titoli di Stato i cui proventi sono destinati a finanziare spese e interventi con un impatto positivo sul piano ambientale.
Le risorse possono essere indirizzate a sei principali categorie: energia rinnovabile, efficienza energetica, trasporto sostenibile, resilienza climatica e ambientale, protezione dell’ambiente, dell’acqua e della biodiversità e ricerca ambientale. Nel caso della nuova emissione, una quota significativa delle risorse sarà destinata all’efficienza energetica degli edifici e al trasporto sostenibile.
Focus su ferrovie e mobilità sostenibile
Tra gli interventi finanziabili assumono particolare rilievo quelli legati alla rete ferroviaria. Le risorse potranno infatti sostenere la realizzazione di nuove infrastrutture, l’elettrificazione delle linee ferroviarie esistenti e gli interventi di manutenzione necessari a garantire standard elevati di sicurezza e qualità della circolazione. Il programma comprende inoltre iniziative finalizzate a favorire modalità di trasporto più sostenibili, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale della mobilità.
Come funziona il programma Btp Green
Il meccanismo prevede che le spese considerate eleggibili siano individuate all’interno del bilancio dello Stato italiano. La finestra temporale comprende i tre esercizi precedenti all’emissione e l’anno successivo, privilegiando, quando possibile, gli interventi sostenuti nell’anno di emissione e nei due esercizi precedenti.
Il nuovo collocamento porta quindi sul mercato un titolo con una scadenza di 12 anni e un rendimento del 4,492%, ma allo stesso tempo rafforza il canale attraverso cui il Tesoro finanzia investimenti legati alla transizione energetica, alla mobilità sostenibile e alla tutela ambientale.
La risposta degli investitori, con 110 miliardi di euro di ordini a fronte di 8 miliardi collocati, fotografa infine la forte domanda internazionale per questa tipologia di emissioni e il peso crescente dei criteri ESG nelle scelte degli operatori finanziari.

