Il Tesoro torna sul mercato e chiude un’asta da 4,5 miliardi di euro, distribuita su tre diverse emissioni di titoli di Stato. La domanda complessiva degli investitori ha raggiunto circa 7,4 miliardi, confermando un interesse sostenuto per il debito italiano, pur in un contesto segnato dall’aumento dei rendimenti. I risultati dell’operazione emergono dai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, riportati da Teleborsa.
Il Btp 2028 fa il pieno
La quota più consistente dell’asta ha riguardato il Btp con cedola al 3% e scadenza il 30 ottobre 2028. Il Tesoro ha collocato 2,5 miliardi di euro, l’intero ammontare massimo previsto, a fronte di richieste per 4,106 miliardi. Il rapporto di copertura si è attestato a 1,64, mentre il prezzo di aggiudicazione è stato fissato a 98,8. Più elevato il rendimento, salito al 3,64%, 62 punti base sopra il livello registrato nella precedente asta.
Un miliardo sul Btp indicizzato al 2031
La seconda tranche ha interessato il BtpEi all’1,1%, indicizzato all’inflazione europea e con scadenza il 15 agosto 2031. Sono stati assegnati titoli per un miliardo di euro, mentre le richieste hanno raggiunto 1,634 miliardi. Il rendimento lordo si è portato all’1,57%, con un rapporto di copertura pari a 1,63. Il prezzo di aggiudicazione si è attestato a 97,81, confermando una domanda superiore all’offerta disponibile.
Domanda solida anche sulla scadenza 2037
Un altro miliardo di euro è stato collocato attraverso il BtpEi con cedola al 2% e scadenza il 15 febbraio 2037. Le richieste sono ammontate a 1,645 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,65 e un prezzo di aggiudicazione pari a 96,29. Anche su questa scadenza il costo per il Tesoro è aumentato: il rendimento lordo ha raggiunto il 2,42%, in rialzo di 38 punti base rispetto all’asta precedente.
Il segnale dal mercato
Nel complesso, l’asta restituisce l’immagine di un mercato ancora disposto ad assorbire con continuità le nuove emissioni italiane: a fronte dei 4,5 miliardi collocati, le richieste hanno superato l’offerta di quasi 3 miliardi. Il dato sulla domanda resta quindi robusto, mentre il rialzo dei rendimenti segnala condizioni di finanziamento meno favorevoli rispetto alle precedenti operazioni. Una dinamica che mantiene alta l’attenzione sul costo del debito e sulle prossime mosse del Tesoro.

