Sicily by Car archivia il primo semestre del 2026 con una crescita a doppia cifra dei ricavi e, soprattutto, con un deciso recupero della redditività. Il gruppo dell’autonoleggio guidato dalla famiglia Dragotto porta il valore della produzione a 78,9 milioni di euro, il 14,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’EBITDA sale del 61,6% a 14,5 milioni. Un miglioramento che si accompagna al ritorno dell’EBIT sopra lo zero e che trova un’ulteriore conferma nell’accelerazione registrata durante i mesi estivi.
Ricavi a 72,4 milioni, migliorano prezzi e utilizzo della flotta
A sostenere i conti sono innanzitutto i ricavi da noleggio, saliti del 19,9% a 72,4 milioni di euro, grazie alla combinazione tra l’aumento dell’8,6% dei ricavi medi giornalieri e una crescita dell’11,3% delle giornate di noleggio. La flotta media supera le 13.800 vetture (+5,1%), mentre il tasso di utilizzo passa dal 67,2% al 71,1%. La tendenza si rafforza nel bimestre luglio-agosto, periodo cruciale per il business, quando i ricavi da noleggio del gruppo segnano un incremento del 23,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In Italia sale la quota di mercato, l’estero vale sempre di più
Il mercato domestico resta il cuore dell’attività e rappresenta l’88% dei ricavi da noleggio: in Italia il fatturato del comparto raggiunge 63,1 milioni, con una crescita del 14,3%, sostenuta da una tariffa media giornaliera in aumento dell’11% e da volumi cresciuti del 3%. Secondo i dati ANIASA richiamati dalla società, la quota di mercato di Sicily by Car sale dall’8% all’8,6%. Ancora più marcato lo sviluppo internazionale: i ricavi da noleggio esteri balzano da 3,9 a 8,3 milioni (+111,4%), arrivando a rappresentare circa il 12% del totale e circa il 20% nel solo bimestre luglio-agosto.
L’EBITDA balza del 61,6% e l’EBIT ritorna sopra lo zero
Il miglioramento più evidente emerge sul fronte della redditività operativa. L’EBITDA raggiunge 14,5 milioni, contro i 9 milioni del primo semestre 2025, mentre il margine passa dal 13% al 18,3%, con un incremento di 5,3 punti percentuali. L’EBIT torna positivo a 2,8 milioni, con un margine del 3,5%, dopo il rosso di 9,4 milioni registrato un anno prima. Sul confronto pesa anche l’assenza degli 8 milioni di oneri non ricorrenti contabilizzati nel primo semestre 2025. Gli ammortamenti, intanto, diminuiscono del 7,2% a 11,4 milioni.
Il rosso netto si riduce, ma l’espansione assorbe cassa
A valle del conto economico il risultato ante imposte torna positivo per 0,3 milioni, nonostante un saldo della gestione finanziaria negativo per 2,5 milioni. La perdita netta si riduce così a 0,8 milioni dagli 11 milioni del primo semestre dello scorso anno. Più evidente il movimento della posizione finanziaria netta, che passa da una disponibilità netta di 12,8 milioni a fine 2025 a un indebitamento netto di 13,9 milioni al 30 giugno. La società collega la variazione soprattutto ai 33 milioni di investimenti destinati all’espansione della flotta internazionale e a 10 milioni di esborsi non ricorrenti, tra sanzione AGCM e contenziosi pregressi con alcuni comuni.

