Il 29 ottobre non sarà soltanto il giorno delle due offerte su Banco Bpm e Banca Generali. L’assemblea di Monte dei Paschi di Siena si prepara a diventare uno snodo decisivo nel riassetto del gruppo: il consiglio di amministrazione ha ampliato l’ordine del giorno portando al voto dei soci anche la fusione con Mediobanca e alcuni passaggi della riorganizzazione societaria. Una riunione cruciale per il progetto costruito dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, mentre sullo sfondo resta l’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps.
La fusione arriva al voto
Il passaggio più importante riguarda la fusione con Mediobanca, già inserita nel percorso di riorganizzazione del gruppo. Mps aveva ottenuto a inizio settembre le autorizzazioni della Bce per l’incorporazione e per le conseguenti modifiche statutarie. Ora la parola passa agli azionisti, con l’obiettivo indicato dal gruppo di portare avanti il riassetto entro la fine dell’anno. All’assemblea arriveranno anche le operazioni societarie collegate alla nuova struttura del gruppo.
Il nodo Generali
Tra i dossier c’è anche la partecipazione in Assicurazioni Generali oggi nel perimetro Mediobanca. Il progetto di riorganizzazione prevede il trasferimento delle attività di corporate & investment banking e private banking a una società interamente controllata da Mps, destinata ad assumere il nome Mediobanca, insieme alla partecipazione nel Leone. Il tema si intreccia con la distribuzione straordinaria annunciata da Mps nell’ambito delle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali.
Sul tavolo anche le due Ops
L’assemblea dovrà pronunciarsi anche sulle offerte pubbliche di scambio lanciate da Siena su Banco Bpm e Banca Generali. Le due operazioni, interamente in azioni, erano state annunciate in agosto per un controvalore complessivo allora stimato in circa 34 miliardi: 25,3 miliardi per Banco Bpm e 8,7 miliardi per Banca Generali. Il progetto punta ad ampliare ulteriormente dimensioni e attività del gruppo guidato da Lovaglio, ma richiede prima il passaggio degli azionisti Mps.
Le divisioni nel consiglio
La decisione di ampliare l’ordine del giorno non è però arrivata all’unanimità. Secondo Repubblica, dopo una riunione durata circa nove ore, sei consiglieri su quindici si sono astenuti sui punti messi ai voti per modificare e integrare la convocazione. Il comunicato ufficiale di Mps si limita a precisare che la decisione è stata presa «a maggioranza dei consiglieri presenti». Un segnale della dialettica interna al board proprio alla vigilia di uno dei passaggi più delicati per il futuro del gruppo.

