La Bce difende la scelta di intervenire sui tassi di fronte a uno shock inflazionistico considerato troppo ampio per essere ignorato. Christine Lagarde ha spiegato che la risposta della banca centrale deve restare misurata, ma abbastanza incisiva da evitare che il rincaro dell’energia si trasmetta in modo più persistente ai prezzi di beni e servizi. La linea resta quella di riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2% nel medio termine.
Perché Francoforte non può restare ferma
Il punto centrale è l’intensità dello shock energetico, che negli ultimi mesi ha spinto verso l’alto le prospettive sui prezzi nell’area euro. Già a giugno la Bce aveva alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento, spiegando che il conflitto in Medio Oriente stava alimentando nuove pressioni inflazionistiche. Le stime dell’Eurosistema indicavano allora un’inflazione media al 3% nel 2026, sopra il target della banca centrale.
Una stretta definita “misurata”
La strategia non implica però una sequenza automatica di rialzi. La Bce continua a ribadire che ogni decisione sarà presa riunione per riunione, sulla base dei nuovi dati, dell’andamento dell’inflazione di fondo e della trasmissione della politica monetaria. Francoforte vuole quindi mantenere un equilibrio tra il rischio di fare troppo poco contro i prezzi e quello di irrigidire eccessivamente le condizioni finanziarie, con effetti negativi sulla crescita.
Energia ancora al centro delle preoccupazioni
Il nodo resta soprattutto il costo dell’energia. La Bce ha più volte sottolineato che un periodo prolungato di quotazioni elevate potrebbe produrre effetti indiretti e di secondo impatto su alimentari, beni e servizi. A luglio il Consiglio direttivo aveva mantenuto invariati i tassi, ma aveva avvertito che l’impatto inflazionistico dello shock energetico non si era ancora manifestato completamente.
Il target resta il 2%
La priorità di Francoforte continua a essere la stabilità dei prezzi. L’obiettivo ufficiale rimane un’inflazione del 2% nel medio periodo e la Bce sostiene di voler utilizzare i tassi e gli altri strumenti disponibili per evitare che le aspettative sui prezzi si disancorino. Il messaggio di Lagarde, quindi, è quello di una banca centrale pronta ad agire, ma senza predefinire il percorso delle prossime mosse.

