Una possibile voragine nei conti da circa 6,3 miliardi di dollari mette sotto pressione Nidec e scuote la Borsa di Tokyo. Le azioni del colosso giapponese dei motori elettrici e dei componenti per l’auto sono arrivate a perdere fino al 18% dopo le indiscrezioni secondo cui il gruppo potrebbe contabilizzare una svalutazione nell’ordine di un trilione di yen. Una cifra enorme anche per un gruppo delle dimensioni di Nidec e che riporta al centro dell’attenzione una crisi contabile iniziata ormai da mesi.
Un trilione di yen che spaventa il mercato
Nidec starebbe valutando una rettifica da circa 1.000 miliardi di yen, equivalenti a circa 6,3 miliardi di dollari ai cambi attuali. L’impatto sarebbe legato alle revisioni dei bilanci e alle svalutazioni di attività emerse nell’ambito delle verifiche sulle pratiche contabili del gruppo. La prospettiva di una correzione di tale dimensione ha provocato una forte ondata di vendite sul titolo, che durante la seduta ha perso fino al 18%. La società non ha però ancora certificato pubblicamente un onere definitivo di queste dimensioni. Nidec ha riconosciuto che la revisione dei risultati degli esercizi precedenti potrebbe produrre ulteriori impairment loss, in particolare nell’attività automotive, ma ha precisato che gli importi restano soggetti alle verifiche in corso. Nei documenti ufficiali la società aveva indicato circa 250 miliardi di yen di attività potenzialmente interessate da ulteriori svalutazioni.
Dalle irregolarità contabili alla crisi di fiducia
Dietro il crollo in Borsa c’è una vicenda che va ben oltre una singola svalutazione. Una commissione indipendente ha individuato all’interno del gruppo diverse pratiche contabili inappropriate, dalla mancata registrazione tempestiva di perdite di valore su scorte e immobilizzazioni alla capitalizzazione di costi che avrebbero dovuto essere contabilizzati direttamente a conto economico. Sono emersi inoltre problemi nelle riserve su crediti e nella contabilizzazione di alcuni profitti. Le correzioni già individuate dovrebbero ridurre il patrimonio netto consolidato di circa 160,7 miliardi di yen, secondo le informazioni diffuse dalla stessa Nidec. Il gruppo ha avviato un piano di revisione dei controlli interni e della governance, ma per gli investitori il nodo resta capire quale sarà il costo finale della pulizia dei bilanci e quanto potrà pesare sulla capacità del gruppo di generare utili e investire nel settore automobilistico.
Auto elettrica, il business finisce sotto la lente
Il settore automotive è particolarmente importante perché Nidec ha investito ingenti capitali nella transizione verso la mobilità elettrica, puntando sui motori e sui sistemi di propulsione per veicoli a batteria. Proprio alcune attività collegate ai veicoli elettrici erano già finite sotto osservazione nell’ambito delle verifiche contabili, con svalutazioni e accantonamenti registrati nei precedenti bilanci. Una maxi-svalutazione non comporterebbe necessariamente un’uscita di cassa equivalente, perché gran parte dell’effetto potrebbe essere di natura contabile. Ma avrebbe comunque conseguenze importanti sul patrimonio, sulla redditività dichiarata e soprattutto sulla credibilità finanziaria del gruppo. Il mercato teme inoltre che le verifiche possano portare alla luce ulteriori rettifiche o costringere Nidec a ridimensionare alcune delle proprie attività meno redditizie.
Il nodo governance pesa quanto i numeri
Alle preoccupazioni sui conti si sommano quelle sul management. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa giapponese, il consiglio avrebbe deciso anche la rimozione del presidente Mitsuya Kishida, collegando il cambio al vertice alla responsabilità nella gestione della crisi. Anche questa ricostruzione ha contribuito ad accrescere l’incertezza sulla governance e a spingere gli investitori verso le vendite. Il gruppo si trova così davanti a una doppia sfida: quantificare definitivamente l’impatto delle correzioni contabili e convincere il mercato che i problemi nei controlli interni sono stati affrontati. Fino a quando questi due elementi non saranno chiariti, la valutazione di Nidec resterà fortemente condizionata non soltanto dalle prospettive industriali, ma dal premio per il rischio richiesto dagli investitori.

