Francia, l’allarme di Lagarde sul debito: “Situazione seria”, servono riforme e un piano di rientro

La Francia entra in una fase sempre più delicata sul fronte dei conti pubblici. La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha definito “seria” la situazione del debito francese, sottolineando la necessità di riportarlo su un percorso credibile di rientro e di accompagnare il risanamento con riforme strutturali capaci di recuperare fiducia. L’avvertimento arriva mentre la crescita resta debole e il costo del finanziamento pubblico è tornato a salire.

Debito vicino al 120% del Pil

Il nodo principale resta la dinamica del debito. Secondo le previsioni della Commissione europea, il rapporto debito/Pil francese dovrebbe passare dal 115,6% del 2025 al 118,1% nel 2026, per superare il 120% nel 2027 in assenza di ulteriori interventi. Anche il deficit resta elevato, con una stima del 5,1% del Pil quest’anno. È su questa traiettoria che si concentra l’allarme di Lagarde, secondo cui senza un percorso di correzione credibile aumentano i rischi per la sostenibilità dei conti.

Crescita debole e interessi più pesanti

Il quadro è reso più complesso da una crescita ancora modesta. La Commissione europea prevede per la Francia un aumento del Pil dello 0,8% nel 2026, inferiore ai ritmi necessari per ridurre rapidamente il peso del debito. Allo stesso tempo, la spesa per interessi è attesa in aumento al 2,6% del Pil quest’anno e al 2,8% nel 2027, anche per effetto dei rendimenti più elevati sulle nuove emissioni. Lagarde ha richiamato inoltre la crescente concorrenza tra debito pubblico e grandi investimenti privati, soprattutto quelli legati all’intelligenza artificiale.

Lavoro e pensioni al centro delle riforme

Per la presidente della Bce, il risanamento non può poggiare soltanto sui tagli o sull’aumento delle entrate. Nell’intervista a La Croix, Lagarde ha indicato la necessità di proseguire le riforme del mercato del lavoro e di affrontare nuovamente il nodo delle pensioni, sostenendo che l’attuale modello richiede aggiustamenti alla luce dell’allungamento della vita media. La Commissione europea, dal canto suo, chiede alla Francia una strategia fiscale più coerente, con interventi sia sulle entrate sia sull’efficienza della spesa pubblica.

Più tasse? Lagarde invita alla cautela

La presidente della Bce ha mostrato prudenza anche sull’ipotesi di aumentare ulteriormente la pressione fiscale sui redditi e sui patrimoni più elevati, osservando che oltre determinate soglie il gettito aggiuntivo può diventare meno efficace. Ancora più netta la posizione sulla cancellazione di una parte del debito pubblico francese, ipotesi avanzata nel dibattito politico: Lagarde l’ha definita finanziariamente pericolosa e incompatibile con il quadro giuridico europeo.

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