Il ministero dell’Economia prepara un intervento sul debito già in circolazione. Lunedì 5 ottobre il Tesoro sarà compratore sul mercato con un buyback fino a 5 miliardi di euro, rivolto a tre BTP che arriveranno a scadenza nei primi mesi del 2029. L’operazione sarà gestita attraverso la Banca d’Italia e utilizzerà risorse di cassa già disponibili, senza rappresentare quindi una nuova raccolta di capitale.
Il Tesoro usa la liquidità per ritirare Btp dal mercato
Le risorse arriveranno dalle eccedenze presenti sul Conto disponibilità del Tesoro presso la Banca d’Italia. Il tetto dell’operazione è stato fissato a 5 miliardi, ma questo non significa che l’intera cifra verrà necessariamente impiegata: il risultato dipenderà dalle proposte presentate e dai prezzi ritenuti convenienti dal MEF. La differenza rispetto alle consuete aste è sostanziale. Quando emette BTP, lo Stato colloca nuovo debito e raccoglie denaro dagli investitori; con il riacquisto avviene il contrario, perché il Tesoro utilizza la propria liquidità per rilevare una parte dei titoli precedentemente collocati.
Tre emissioni del 2029 al centro del buyback
Nel perimetro dell’operazione entrano tre BTP con scadenze ravvicinate. Il primo, Isin IT0005660052, sarà rimborsato il 15 gennaio 2029 e riconosce una cedola del 2,35%. Il secondo, IT0005467482, scade il 15 febbraio dello stesso anno e presenta una cedola dello 0,45%. Il terzo titolo interessato è il BTP IT0005689960, con scadenza fissata al 15 marzo 2029 e cedola del 2,40%. Il Tesoro concentra così il riacquisto su emissioni che raggiungeranno la maturità nell’arco di appena tre mesi, intervenendo in anticipo su una parte dei rimborsi programmati per il 2029.
Offerte entro le 11, il Mef potrà dire di no
L’asta del 5 ottobre sarà accessibile esclusivamente agli Specialisti in titoli di Stato. Ogni operatore potrà trasmettere alla Banca d’Italia, entro le ore 11, non più di cinque proposte di vendita per ciascuno dei tre BTP selezionati. Il MEF non sarà obbligato ad acquistare i titoli proposti. Le offerte potranno essere escluse quando il prezzo richiestonon sarà giudicato coerente con le condizioni presenti sul mercato. Una volta conclusa la selezione, il regolamento del buyback avverrà mercoledì 7 ottobre.
Un intervento sulla gestione delle scadenze del debito
Il riacquisto anticipato permette al Tesoro di intervenire sulla gestione delle passività senza attendere il rimborso naturale dei titoli. Ritirare dal mercato una parte dei BTP significa infatti ridurre, per l’ammontare effettivamente acquistato, lo stock di quelle specifiche emissioni ancora in circolazione. L’operazione del 5 ottobre si inserisce dunque nella gestione attiva del debito pubblico e delle disponibilità liquide dello Stato. L’importo effettivo sarà determinato soltanto dopo l’asta e potrà essere inferiore al limite massimo di 5 miliardi di euro annunciato dal Tesoro.

