Diesel, l’ipotesi di un maxi rilascio delle scorte scuote i mercati: futures giù di oltre il 5%, Brent sotto 100 dollari

La prospettiva che l’Europa possa mettere sul mercato una parte consistente delle proprie riserve strategiche cambia rapidamente il clima sui mercati energetici. I contratti sul gasolio europeo accusano una flessione superiore al 5%, mentre arretrano contemporaneamente petrolio e gas. A innescare le vendite è l’ipotesi di un intervento coordinato sulle scorte, tornata al centro del confronto internazionale dopo le pressioni degli Stati Uniti sull’Europa per aumentare la disponibilità di carburante e frenare la fiammata dei prezzi.

Sul tavolo europeo l’ipotesi di 50 milioni di barili

Al centro delle discussioni ci sarebbe un piano avanzato dalla Francia. I Paesi dell’Unione europea avrebbero esaminato la possibilità di liberare 50 milioni di barili di diesel dalle riserve. A questa quantità potrebbe affiancarsi un intervento dei membri dell’Agenzia internazionale dell’energia per ulteriori 50 milioni di barili di greggio. Si tratta, allo stato, di una proposta in discussione e non di una decisione già adottata.

Washington aumenta la pressione sull’Europa

Gli Stati Uniti chiedono un’accelerazione. Il presidente Donald Trump ha indicato la disponibilità di scorte europee come una possibile leva per attenuare le tensioni che stanno attraversando approvvigionamenti e prezzi. La sollecitazione segue quella del segretario al Tesoro Scott Bessent, che attraverso X aveva invitato l’Europa a utilizzare rapidamente le proprie riserve. L’obiettivo americano è aumentare l’offerta disponibile in una fase caratterizzata da forti tensioni energetiche.

Il diesel perde oltre il 5%, arretra anche il greggio

La reazione dei mercati è stata immediata. Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore Radiocor, i futures europei sul diesel cedono più del 5%, attestandosi a 1.377 dollari per tonnellata. Le vendite coinvolgono anche il petrolio: il Brent scivola sotto la soglia dei 100 dollari, a 99,42 dollari al barile, con una perdita del 2,8%, mentre il Wti arretra del 3,5% a 89,59 dollari.

In discesa anche il gas ad Amsterdam

Il movimento ribassista attraversa anche il mercato europeo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni si portano a 71,93 euro per megawattora, in diminuzione del 2,7%. L’ipotesi di nuove immissioni di scorte introduce così un elemento capace di incidere sulle aspettative degli operatori: l’eventuale aumento dell’offerta potrebbe contribuire ad allentare le pressioni sul mercato energetico, ma tempi, dimensioni e modalità dell’intervento europeo restano legati all’esito delle discussioni in corso.

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