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Gli auguri dell'Ifo e di Anasf al nuovo ministro delle Finanze

La scelta di Roberto Gaualtieri alla guida del ministero delle Economia e delle Finanze piace al presidente di Anasf, Maurizio Bufi, e a Clemens Fuest, direttore dell'Ifo, centro di ricerche economiche tedesco

Il nuovo ministro delle Finanze piace all'Anasf

Roberto Gualtieri, nuovo ministro dell'Economia e delle Fianze

La scelta di Roberto Gaualtieri alla guida del ministero delle Economia e delle Finanze piace al presidente di Anasf, Maurizio Bufi che sceglie Twitter (in foto) per fare gli auguri al componente del nuovo governo nato dall'intesa tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.

Ma il numero uno dell'associazione dei professionisti che svolgono l'attività di offerta fuori sede e di consulenza finanziaria, non rinuncia a ricordare uno dei principali scogli che Gualtieri dovrà affrontare: la crescita e i vincoli di bilancio. 

Professore di storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Gualtieri è l'esponente del Pd scelto per sostituire Giovanni Tria al dicastero dell’Economia. 

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In queste prime ore dall'incarico ufficiale da parte del presidente della Repubblica, Sergio Matterella (stamattina i 21 componenti dell'esecutivo hanno giurato sulla Costituzione), Gualtieri riceve un altro endorsement, quello di Clemens Fuest (in foto) direttore del centro di ricerca tedesco Ifo di Monaco, e consigliere dei dossier economici della cancelliera Angela Merkel. 

Mi aspetto che la nomina di Gualtieri sia un segnale ai mercati finanziari dell'impegno dell'Italia per una solida politica di bilancio (Clemens Fuest, direttore centro studi Ifo)

"Il neo ministro dell'Economia Roberto Gualtieri dovrà affrontare una difficile sfida alla guida del Mef ma l'Italia può uscire dalla morsa alto debito-bassa crescita con un mix adeguato di riforme e investimenti", dice Fuest all'Adnkronos.

"Non tocca a me dispensare consigli al governo italiano", premette, "mi aspetto un cambio nella politica di bilancio italiana in favore di una maggiore cooperazione europea, adempimento alle regole fiscali Ue e dialogo con i partner europei".

"Mi aspetto anche che la scelta di Roberto Gualtieri sia un segnale ai mercati finanziari dell'impegno dell'Italia per una solida politica di bilancio, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di finanziamento del suo debito e ridurre i rischi legati allo spread per il settore pubblico e privato in Italia".

Il nuovo titolare di via XX Settembre "si trova davanti un lavoro impegnativo, il mix alto debito e bassa crescita è un problema", osserva l'economista tedesco, "ma allo stesso tempo le condizioni di finanziamento sono estremamente favorevoli, con tassi di interesse vicini allo zero per la zona euro". L'Italia dunque oggi "può risolvere i suoi problemi economici con una combinazione di riforme strutturali e un consolidamento dei conti orientato alla crescita, passando da una spesa verso i consumi a una spesa per gli investimenti", sottolinea Fuest.

Da qui l'aspettativa che "l'attuale situazione di alto debito e bassa crescita sia affrontata al meglio presentando una credibile strategia di politica economica e di bilancio di medio termine che comprenda le riforme strutturali per un consolidamento dei conti in chiave pro-crescita, il che non vuol dire austerità ma un cambio graduale nella struttura della spesa verso maggiori investimenti pubblici", conclude il direttore del centro studi.

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Di tutt'altro avviso il senatore del M5S Gianluigi Paragone, ex direttore de La Padania, vicino a Matteo Salvini e contrario all'accordo tra il suo partito e il Pd.  "Il ministro che mi piace di meno di questo governo? Sicuramente Roberto Gualtieri, che è uno dei custodi della liturgia europeista. E siccome io non sono uno stretto osservante di questa liturgia, dirò no alla fiducia al Conte bis".

Paragone, intervistato da Adnkronos, continua commentando un video in cui Gualtieri suona la canzone simbolo della lotta di Liberazione italiana al nazifascismo, "Bella ciao", con la chitarra: "Il Bella ciao che più mi piace è quello cantato dalla banda della serie tv La casa di carta: quello è un canto ribelle".

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