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Osservatorio mensile sulle Cripto di 21Shares

Sostegno all’Ucraina e progresso tecnologico guidano la risalita delle criptovalute

A partire da questo numero di maggio 2022 Investire avvia un rapporto di collaborazione con 21Shares, società leader mondiale negli ETP sulle criptovalute, con l’obiettivo ambizioso di fare sia informazione che educazione finanziaria di qualità per il grande pubblico degli operatori e degli investitori italiani su un tema - quello delle monete digitali - che rappresenta una grande rivoluzione finanziaria per i nostri tempi. Ecco di seguito la prima puntata dell’Osservatorio Cripto di 21Share

Sostegno all’Ucraina e progresso tecnologico guidano la risalita delle criptovalute

Nel mese di marzo, l’andamento dei prezzi delle criptovalute ha fatto registrare una performance complessiva migliore di quella vista a febbraio; inoltre, la capitalizzazione di mercato dell’intero comparto delle valute digitali ha superato i 2 trilioni di dollari. Le principali ragioni di questa crescita sono da ricercare nei fattori macroeconomici che influenzano l’andamento del settore, in primis la guerra tra Russia e Ucraina, e negli sviluppi tecnologici che hanno interessato Ethereum e che vedono la realizzazione del tanto atteso passaggio di questo al sistema Proof-of-Stake. Questo annuncio ha avuto conseguenze ben visibili sui prezzi di questa valuta digitale, che hanno fatto registrare un +15,5% rispetto al mese precedente. Da segnalare anche come la correlazione tra cripto e azioni del comparto tech ha toccato i livelli più alti di sempre, come si evince dal grafico sottostante.


Criptovalute, il ruolo nel conflitto russo-ucraino

Il 30 marzo è stato registrato il primo acquisto riguardante il “Museum of War”, un progetto nato dalla partnership tra Ucraina e Fair.xyz, che ha portato alla creazione di una sorta di punto vendita one-stop di Nft, nel quale vengono caricati collage o singole immagini che documentano tutte le fasi dell’invasione in Ucraina da parte della Russia; immagini che possono essere acquistate sotto forma di token sulla blockchain di Ethereum. Il governo locale prevede di raccogliere almeno 2 milioni di dollari dal Museum of War, che ad oggi comprende tra i 5mila e i 7mila NFT, ognuno dei quali ha un prezzo che si attesta attorno ai 450 dollari.

Va segnalato anche che il ministro ucraino incaricato della trasformazione digitale del paese ha affermato che le criptovalute stanno avendo un ruolo molto importante nella difesa del paese. Sebbene l’importo delle donazioni effettuate in criptovalute (71,8 milioni di dollari circa) sia estremamente inferiore a quello in valute correnti, la velocità e la facilità d’uso nelle transazioni sono ciò che ha davvero aiutato la nazione in guerra. Possiamo quindi affermare che gli asset digitali stanno avendo un duplice ruolo in questa guerra: da un lato forniscono informazioni pienamente attendibili e in tempo reale per l’intera comunità digitale sugli eventi che stanno avendo luogo nell’Europa dell’Est, dall’altro sono un tramite per le donazioni.

Tuttavia, Museum of War non è l’unico caso di criptovalute usate a scopi filantropici. Altri esempi sono Arweave, ovvero un protocollo decentralizzato, sviluppato per fornire un servizio di archiviazione di dati su blockchain in modo scalabile e sostenibile che ad oggi ha già raccolto oltre 41 milioni di file che documentano la crisi in corso, e Uniswap, che ha creato la nuova funzione “Donate to Ukraine” per incoraggiare le donazioni in ETH al paese in guerra. La funzione scambia automaticamente tutti i token elencati di Uniswap con ETH per l’Ucraina.

Le valute digitali non svolgono un ruolo solo di sostegno all’Ucraina, ma anche nell’applicazione di sanzioni contro la Russia. Lo dimostra Coinbase, che il 7 marzo scorso, ha annunciato di aver congelato oltre 25mila portafogli collegati a enti o a singoli individui russi poiché sospettati di aver preso parte ad attività illecite. Anche OpenSea ha applicato provvedimenti simili, con la differenza che le sue azioni sono andate a colpire gli account con sede in Iran. Inoltre, due strutture fondamentali per l’ecosistema Ethereum, ovvero Infura e MetaMask, stanno limitando l’accesso da particolari aree geografiche.

Sull’onda delle notizie secondo le quali i russi più abbienti stavano cercando di liquidare miliardi di dollari in Bitcoin, attorno alla metà di marzo si è diffusa l’idea che questo e altri asset digitali potessero rappresentare una scappatoia per Mosca, che avrebbe potuto evitare di subire le conseguenze delle sanzioni e dell’esclusione dal sistema Swift. Tuttavia, durante un’audizione con i senatori statunitensi sul ruolo svolto dalle criptovalute nella ricerca di finanziamenti illeciti, il fondatore di Kuna Exchange, Michael Chobanian, ha affermato che è impossibile ricorrere alle criptovalute per eludere le sanzioni, in quanto è impossibile trasformare quantità di valute legali tanto imponenti in valute digitali. Ha anche sottolineato che molti dei russi che fanno grande affidamento sulle criptovalute sono oppositori di Putin, che sfruttano queste ultime in quanto non sono soggette al controllo di un’autorità centrale.

Un ultimo tema che deve essere affrontato è quello relativo alle valute digitali emesse da istituti di credito centrali (o CBDC), ovvero all’emissione di valute legali, ma in formato digitale. Lo scorso 15 marzo si è diffusa la notizia che l’Arabia Saudita avrebbe acconsentito ai pagamenti in yuan per il petrolio venduto alla Cina, dopo che il prezzo del greggio è aumentato a seguito dell’esplosione del conflitto tra Russia e Ucraina. Questo evento sembra anticipare uno scenario che noi di 21Shares abbiamo a lungo paventato, ovvero una sfida all’egemonia del dollaro attraverso l’aumento delle CBDC. Questa nostra tesi ha ricevuto il sostegno anche dell’ex direttore della Banca del Giappone, Hiromi Yamaoka, che lo scorso 16 marzo ha affermato che le sanzioni imposte alla Russia potrebbero spingere molte nazioni ad adottare le CBDC. Non è un caso che una settimana prima dell’invasione, la Russia avesse iniziato a sviluppare il suo rublo digitale sulle orme della Cina, che ha iniziato a lavorare su uno yuan digitale già da gennaio. Tuttavia, si stanno compiendo passi in questa direzione anche in Europa: la Banca d’Inghilterra ha siglato una partnership con il Massachusetts Institute of Technology Media Lab Digital Currency Initiative per un progetto sulle CBDC della durata di 12 mesi – anche se l’istituto inglese afferma che avrà solo scopi di ricerca; infine, anche gli Stati Uniti stanno compiendo passi importanti verso il dollaro digitale, in quanto previsto all’interno di un ordine esecutivo dello stesso presidente Joe Biden.


Il passaggio di Ethereum al Proof-of-Stake? Ecco come sta per avverarsi

Il 24 marzo scorso, sulla testnet di Ethereum è stata apportata l’ultima modifica prima dell’implementazione del Proof-of-Stake (PoS), indicando che il passaggio del network di smart-contract più grande al mondo a un sistema PoS dovrebbe diventare realtà già nel secondo trimestre di quest’anno. L’entusiasmo per questa novità è stato molto diffuso, come dimostrano i volumi di trading registrati sulla piattaforma Binance, riportati nel grafico sottostante. Nonostante non sia ancora effettivo, questo passaggio ha già avuto conseguenze di breve periodo evidenti, come l’aumento del 15,5% del prezzo di Ether, ma risulterà attrattivo anche nel lungo termine, visto che la crescita prevista dei rendimenti si attesta tra il 10% e il 15%, soprattutto perché le commissioni che prima erano percepite dai miner (note come “base-fee”), saranno ridistribuite tra tutti coloro che hanno effettuatò attività di staking sulla blockchain.

Un esempio dell’ondata di euforia generata può essere riscontrato nel fatto che Stripe, gigante dei pagamenti digitali, ha annunciato la sua intenzione di rientrare nel mercato delle criptovalute, presentando un pacchetto di soluzioni che offrirebbero ai suoi clienti la possibilità di accedere a strumenti e Api che facilitano l’acquisto, l’archiviazione e anche il trading di Nft. Inoltre, la società fornirà ai business attivi nel settore strumenti simili a Know your customer (Kyc), usati a prevenire frodi e altre attività illegali. Al fine di applicare queste soluzioni, Stripe ha stretto una partnership con Ftx, che permetterà agli utenti di quest’ultima di acquistare criptovalute utilizzando semplicemente le loro carte di debito e i trasferimenti bancari. Inoltre, il pacchetto include anche un’integrazione degli Api per elaborare pagamenti da criptovaluta a valuta legale. Tutti questi nuovissimi strumenti crittografici saranno disponibili per gli utenti 180 Paesi, fornendo loro la possibilità di interfacciarsi con più di 135 criptovalute.

Chi è e cosa fa 21Shares AG

21Shares AG è la società leader mondiale negli ETP (Exchange Traded Products) sulle criptovalute, con 30 prodotti dedicati tra cui i primi indici a replica fisica su Bitcoin, Ethereum e Crypto. 21Shares gestisce quasi 3 miliardi di dollari di asset, suddivisi in 30 ETP dedicati e oltre 130 quotazioni, tra i quali figurano il primo ETP al mondo che riproduce le performance di Binance, 4 basket ETP e due ETP– su Tezos e Solana – che offrono una remunerazione allo staking degli investitori. I suoi prodotti sono quotati su piattaforme regolamentate europee e svizzere.

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