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Osservatorio mensile sulle Cripto di 21Shares

Ecco perché la contrazione del Bitcoin e il crollo di Terra (LUNA) non segnano la fine delle criptovalute

La burrasca abbattutasi sulle cripto passerà. Vi spieghiamo perché non ci sono i presupposti per il collasso

Ecco perché la contrazione del Bitcoin e il crollo di Terra (LUNA) non segnano la fine delle criptovalute

Nell’ultimo mese, il mercato delle criptovalute si è ritrovato a navigare in acque burrascose, con il Bitcoin che è arrivato a scambiare tra i 29mila e i 33mila dollari, cedendo il 13% del suo valore e portando la sua dominanza nella capitalizzazione del mercato al 42,4%. Anche la seconda maggiore criptovaluta al mondo, Ethereum, ha vissuto una riduzione del suo mercato, cedendo il 20% del suo valore e arrivando a essere scambiato in un range compreso tra 2.013 e 2.423 dollari. Questa contrazione così imponente ha generato grande incertezza e preoccupazione nel mercato, tanto che gli investitori più pessimisti sono arrivate ad ipotizzare il crollo del Bitcoin se non, addirittura, dell’intero comparto delle criptovalute.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: “Ci sono davvero i presupposti per arrivare al collasso?” Noi di 21Shares, sulla base delle nostre ricerche, riteniamo che la risposta sia “no”.

Il primo elemento che ci porta ad affermare quanto detto proviene dall’analisi dei fattori macroeconomici che hanno portato alla forte correzione al ribasso del mercato. Questi si sono generati dal conflitto in Ucraina, dalla politica di tolleranza zero della Cina nei confronti dei nuovi contagi, dall’aumento del 37% dei prezzi dei generi alimentari e, soprattutto, dall’aumento dei tassi d’interesse messo in atto dalla Federal Reserve. Come si può notare, sono tutti fattori esogeni al mercato delle criptovalute, che prima o poi scompariranno o i cui effetti saranno scontanti dal mercato stesso.

Tuttavia, è innegabile che ciò che negli ultimi giorni ha messo maggiormente le criptovalute sotto i riflettori è stato il crollo di Terra (LUNA). Da tempo noi di 21Shares mettevamo in guardia sulla possibilità che accadesse qualcosa di simile, soprattutto in caso di una flessione di mercato generale come quella che stiamo vivendo in questo momento, in quanto criptovaluta non collateralizzata. Questo crack ha spinto molte piattaforme di scambio, tra cui i leader Binance e OKZ, a sospendere sia LUNA che UST e a seguito di ciò, il ceo di Terraform Labs, Do Kwon, si è affrettato ad annunciare tramite il suo account Twitter che una volta terminato questo collasso, il meccanismo di repegging riuscirà a ridurre gli spread nel tempo e riportare UST al valore di 1$. Inoltre, questa stablecoin passerà a un modello di criptovaluta collateralizzata. Purtroppo, riteniamo che il successo di questa seconda fase dipenderà moltissimo dalla narrativa che vi si svilupperà attorno e quindi è impossibile stabilire gli esiti a prescindere. Tuttavia, anche se Terra (LUNA) non dovesse più riprendersi, è opportuno segnalare che anche altre criptovalute come Empty Set Dollar, Dynamic Set Dollar, and Basis Cash hanno vissuto esperienze senza mai riprendersi, mentre altre, come USDT e Circle, ne sono venute fuori e sono diventate leader nel loro segmento.

Pertanto, il fallimento di un progetto non è una motivazione sufficiente per dire che tutto il mercato collasserà; ma rende opportuno ricordare ancora una volta che il mercato delle criptovalute si trova ancora in uno stato embrionale, in cui è estremamente difficile individuare i vincitori di domani. Per questo un investitore che decide di crearsi una posizione verso gli asset digitali dovrebbe sempre differenziare non solo con le criptovalute, ma anche tra le criptovalute. Infine, questo episodio dimostra ancora una volta quanto sia importante una regolamentazione del segmento delle stablecoin (che noi di 21Shares supportiamo da anni), soprattutto per quanto riguarda le garanzie che queste dovrebbero offrire e i parametri che dovrebbero offrire le riserve su cui si fondano. Una posizione, la nostra, condivisa anche da importanti figure finanziarie, come il segretario del Tesoro Usa, Janet Yellen.

La seconda categoria di elementi che ci spingono a scartare l’ipotesi del crollo dell’intero comparto delle criptovalute è quella proveniente dal mercato e da alcuni dei più importanti player che vi operano, i quali, nelle ultime settimane, hanno fatto investimenti importanti a favore degli asset digitali. Il caso più importante riguarda sicuramente Binance. Infatti, recentemente la Sec ha diffuso la notizia che questa piattaforma di scambio, tra le più importanti al mondo, intende sostenere l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk per la cifra di 44 miliardi di dollari, impegnandosi a prestare 500 milioni per il completamento dell’operazione. Changpeng Zhao, ceo di Binance, ha così commentato: “Ci auguriamo di poter svolgere un ruolo nel riunire social media e web3 e ampliare l’uso e l’adozione della tecnologia cripto e blockchain”. Questo evento acquista particolare rilevanza se si pensa al fatto che Musk ha dichiarato che il suo ingresso avrebbe arricchito la piattaforma con nuove funzionalità, che avrebbero reso l’algoritmo open source al fine di accrescere la fiducia, che avrebbe sconfitto gli spam bot e che avrebbe autenticato tutti gli iscritti, aumentandone il numero.  Avere a bordo un colosso del settore come Binance potrebbe incoraggiare altri stakeholder nativi digitali a essere coinvolti nel rinnovamento del social network per diventare una piattaforma più sicura e innovativa per l’industria delle criptovalute.

Nuovi sviluppi sono arrivati anche dal segmento della finanza decentralizzata (DeFi) e degli Nft. Un esempio su tutti è rappresentato dalla stablecoin algoritmica Usdd, lanciata da Tron, che è diventata pienamente operativa solo pochi giorni fa e che è supportata dalla stessa Tron, attraverso riserve di Bitcoin e di altre criptovalute, per un valore complessivo di 10 miliardi di dollari. A breve, questa nuova stablecoin sarà disponibile anche su Ethereum e BNB Smart Chain.

Anche Polkadot ha fatto parlare di sé questa settimana, grazie al lancio di XCM, un nuovo protocollo per la comunicazione tra blockchain differenti, che andrebbe ad eliminare le complesse procedure di bridging, ideali per lanciare attacchi informatici che hanno già causato costi per miliardi di dollari. XCM godrà degli stessi sistemi di sicurezza di cui è dotata la Relay Chain, l’hub principale di Polkadot, e renderà possibile l’interazione tra paracatene e smart contract.

Per quanto riguarda i Non-Fungible, Token sono in arrivo novità importanti, in quanto il social network Instagram sta testando dei suoi Nft negli Stati Uniti, che saranno messi a disposizione di alcuni content creator preselezionati, con Ethereum e Polygon che fungeranno da blockchain di supporto per poter accedere a questi contenuti. Inoltre, la Vara di Dubai (ovvero l’autorità nazionale per la regolamentazione degli asset digitali) ha rivelato al mondo il suo headquarter all’interno del metaverso, rendendola il primo ente governativo presente sulla blockchain The sandbox.

Per ultimo, ma non per importanza, abbiamo registrato che ci sono comunque dei segnali che indicano come il mercato stia imboccando la strada della ripresa, come l’inizio di un rally da cui hanno tratto beneficio soprattutto criptovalute come Cosmos, Solana e Cardano.

ANATOMIA DI UN TRACOLLO, OLTRE L'EMOTIVITA'

Per capire cosa ne abbia innescato il crollo, è necessario premettere che Terra (Luna) è una stablecoin “non collateralizzata”; ciò significa che il suo valore di mercato non è garantito da riserve fisiche, ma si fonda sulle possibilità di arbitraggio che si vengono a creare tra Ust e Luna, da cui gli utenti possono ricavare un profitto. Ust è una stablecoin ancorata al dollaro, mentre Luna mantiene costantemente un valore unitario pari a 1$; ogni qualvolta la prima si discosta dal Usd, la sua domanda cresce e questo spinge il suo valore verso il target di 1$; al tempo stesso, gli utenti sono spinti a vendere Luna, facendone così scendere il valore. In normali condizioni di mercato la pressione di vendita non è sufficiente per influenzare il prezzo di Luna, ma in uno scenario di mercato ribassista il valore crollerebbe in modo catastrofico; esattamente come è successo, con Ust non è più stata in grado di recuperare il suo ancoraggio al dollaro a seguito di uno di questi scostamenti.

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