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Crowdinvesting, superato il miliardo di euro di raccolta totale

La raccolta annuale per l’equity crowdfunding è stata pari a 97,79 milioni di euro per i progetti non immobiliari cui vanno aggiunti i 44,10 milioni per quelli immobiliari. In aumento i minibond collocati sui portali

Numeri e protagonisti (in crescita) del crowdinvesting

Giancarlo Giudici, direttore dell’Osservatorio sul crowdinvesting del Politecnico di Milano

L’industria italiana del crowdinvesting gode di  buona salute e gli ultimi 12 mesi hanno visto un’ulteriore crescita del mercato rispetto all’anno precedente, con 430,60 milioni di euro raccolti (+27%),

Per la prima volta però compare un segno negativo, confrontando il primo semestre 2022 con la seconda parte del 2021 (-2,2%) e il ritmo di crescita sembra rallentare.

La raccolta delle 90 piattaforme attive ha superato complessivamente che per la prima volta dal 2014 il miliardo di euro (1.129,80 milioni),

I 129 progetti di equity crowdfunding focalizzati sulla sostenibilità in chiave Esg hanno raccolto 58,26 milioni di euro.

A fornire la fotografica del settore è il settimo report italiano sul Crowdinvesting realizzato dall’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano.

Quest’anno l’analisi si è focalizzata su due diverse classi di portali:quelli per la raccolta online autorizzati da Consob – abilitati a collocare quote del capitale di rischio di Pmi, minibond e quote di Oicr che investono in Pmi – e quelli di social lending, che veicolano prestiti dai privati a persone fisiche o giuridiche, distinti in portali ‘crowd’ e ‘non crowd’ (se non raccolgono risorse online da investitori retail).

“La novità rilevante è il rinvio della scadenza, prevista inizialmente per novembre 2022, entro la quale le piattaforme europee già operative devono adeguarsi alle procedure previste dal nuovo Regolamento ECSP (European Crowdfunding Service Providers) – commenta Giancarlo Giudici, responsabile dell’Osservatorio Crowdinvesting -, così da rendere più uniformi le norme fra portali equity e lending e favorire l’operatività cross-border. La nuova scadenza fissata pochi giorni fa dalla Commissione Europea è novembre 2023. In Italia abbiamo assistito a un vivace dibattito sul ritardo accumulato nella definizione di alcuni punti importanti, fra cui le competenze fra Consob e Banca d’Italia. Noi auspichiamo che, ormai scongiurato il pericolo di uno stop nell’operatività, a novembre si proceda senza indugio a definire tutto quello che occorre per dare certezze agli operatori italiani e metterli in condizione di competere con i peer europei, così come è nello spirito del Regolamento ECSP. Non vorremmo ritrovarci a luglio 2023 esattamente nella stessa situazione”.

Più in dettaglio, la raccolta annuale per l’equity crowdfunding è stata pari a 97,79 milioni di euro per i progetti non immobiliari (con un certo calo nel primo semestre 2022) cui vanno aggiunti i 44,10 milioni per quelli immobiliari. In aumento i minibond collocati sui portali, saliti a 37,63 milioni di euro: questo segmento non esisteva fino al primo semestre 2020 ed è cresciuto del 68,7%. I portali di lending contribuiscono nell’ultimo anno con 65,49 milioni di euro prestati a persone fisiche (+51,7% nonostante le poche piattaforme attive) e 102,44 milioni a imprese tramite portali generalisti (in calo nel primo semestre 2022), più 83,15 milioni da portali specializzati nell’immobiliare, al contrario in buon aumento negli ultimi 6 mesi (+56,7%) grazie soprattutto alla proliferazione dei portali.

Quanto al real estate crowdfunding, come previsto dai ricercatori, continua la sua corsa: le piattaforme dedicate sono  27 e hanno raccolto in 12 mesi ben 127,25 milioni di euro, con un aumento del 38,1% rispetto al periodo precedente.

La dimensione del mercato cresce poi sensibilmente se si considera anche il contributo dei portali fintech che erogano prestiti a persone fisiche e a imprese senza però raccolta dai piccoli risparmiatori di Internet: le 3 piattaforme Younited Credit, Credimi e Opyn negli ultimi anni hanno erogato quasi 4 miliardi di euro.

 

L’equity crowdfunding

Al 30 giugno 2022 risultavano autorizzati da Consob 51 portali per la raccolta di capitali online, esattamente come l’anno scorso, anche se un buon numero non si è ancora attivato. Negli ultimi 12 mesi sono state concluse 36 campagne di collocamento di minibond sugli 8 portali al momento autorizzati, per un totale di 37,63 milioni di euro.

Le campagne di raccolta di capitale di rischio sono state nello stesso periodo 219, organizzate da 215 diverse imprese, alcune con più round. Il tasso di successo continua a mantenersi elevato: nei primi 6 mesi del 2022 è dell’88,9%, ben più della media generale dell’intero campione dal 2014, pari al 79,3%. La raccolta di capitale di rischio cumulata nel tempo è pari a 429,04 milionidi euro e negli ultimi 12 mesi il flusso è stato pari a 141,9 milioni, di cui 58,99 milioni nel primo semestre 2022.

Il valore medio del target di raccolta per i progetti non immobiliari è 204.762 euro, per quelli immobiliari è 1.078.633 euro. Mediamente per i progetti non immobiliari viene offerto in cambio l’8,65% del capitale (valore in riduzione al 5,83% nel primo semestre 2022) e si rafforza la prassi di offrire titoli senza diritto di voto sotto una certa soglia di investimento (e votanti sopra la soglia). Fra le emittenti, le PMI continuano a guadagnare spazio, ma il mercato è ancora dominato dalle startup innovative (56% dei casi nell’ultimo anno, cui si aggiunge il 16% delle Pmi innovative). La grande maggioranza, come da anni a questa parte, opera in Lombardia, poi Emilia Romagna e Lazio, ed è attiva nel settore dei servizi di informazione e comunicazione. La valutazione pre-money mediana si aggira intorno a 2 milioni di euro.

Il lending crowdfunding

Per quanto riguarda il lending, al 30 giugno 2022 risultavano attive in Italia 7 piattaforme destinate a finanziare persone fisiche (consumer, una in più rispetto allo scorso anno), 12 dedicate alle imprese (business, 4 in più) e ben 20 specializzate nel real estate (6 in più), cioè 39 in totale. La raccolta negli ultimi 12 mesi è stata pari a 65,49 milioni di euro per le piattaforme consumer, con un totale cumulato nel tempo di 188,82 milioni: in testa troviamo Soisy, con 43,26 milioni di euro nell’ultimo anno. Le piattaforme generaliste nel comparto business aggiungono all’attivo 102,44 milioni di euro, raggiungendo un cumulato di 272,97 milioni: nel segmento primeggia October con 83,20 milioni di euro raccolti, di cui però una buona fetta arriva da investitori professionali non crowd. Le piattaforme immobiliari registrano un flusso annuale di 83,15 milioni di euro raccolti e totalizzano 176,49 milioni.

Il real estate crowdfunding

Come previsto dall’Osservatorio, l’industria del real estate crowdfunding ha continuato ad essere particolarmente vivace in Italia: se un anno fa si contavano solo 18 piattaforme dedicate attive, oggi sono 27. Tipicamente si tratta di progetti di breve-medio termine che mirano alla riqualificazione, o alla realizzazione ex novo, di proprietà immobiliari, con successiva cessione. Il crowdfunding ha un importante ruolo di boost nel finanziamento iniziale grazie alla rapidità di raccolta e all’assenza di garanzie reali. I progetti finanziati nell’ultimo anno in questo comparto hanno raccolto ben 127,25 milioni di euro, +38,1% rispetto al periodo precedente.

 

 

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