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2018, crescono prestiti personali per consolidamento debiti

Osservatorio di Facile.it e Prestiti.it: "analizzando i redditi dichiarati in fase di domanda di finanziamento emerge una netta differenza tra lo stipendio medio degli uomini (1.829 euro) e quello delle donne (1.694 euro), distanza che, naturalmente, incide sull'importo rchiesto"

2018, crescono prestiti personali per consolidamento debiti

Il 2018 è stato un anno positivo per il settore dei prestiti personali, caratterizzato da un aumento del peso percentuale delle richieste di prestito per il consolidamento debiti e da un calo di quelle per la ristrutturazione casa e per l'acquisto dell'auto. A tracciare un bilancio sull'andamento del settore ha pensato l'osservatorio di Facile.it e Prestiti.it che, esaminando un 
campione di oltre 190mila domande di finanziamento raccolte

12.890 euro, da restituire in 67 mesi. È il profilo del prestito personale medio di cui gli italiani hanno fatto domanda alle società di credito nel 2018. Il dato lo fornisce oggi l'osservatorio di Facile.it e Prestiti.it sottolineando da una parte l'aumento del peso percentuale delle richieste di prestito per il consolidamento di debiti, dall'altra il calo dei prestiti per ristrutturazioni e acquisti di automobili. Un bilancio sull'andamento del settore realizzato con l'analisi di un campione di oltre 190mila domande di finanziamento pervenute nell'arco dell'anno scorso. 

Cambiano quindi le motivazioni per cui si chiede un prestito personale. I due siti di comparazione hanno analizzato le domande di finanziamento e hanno scoperto che la tipologia di prestito maggiormente cresciuta è stata quella per il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di ben 4,7 punti percentuali, passando dal 10,9% del 2017 al 15,6% dello scorso anno.

''L'aumento di questa tipologia di prestito è un segnale di come gli italiani siano sempre più attenti al risparmio, anche nell'ambito dei prestiti personali", commenta Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. "Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti''.

Giù ristrutturazioni e auto. I prestiti per ristrutturazioni domestiche calano a un peso percentuale sul totale delle domande del 20,8%. Stesso discorso per gli acquisti di auto (19,7% del totale). Rispettivamente i due ambiti, pur restando in cima alla classifica, l'anno scorso hanno perso rispettivamente il 3,4 e il 1,2%.  

Crescono le domande per liquidità (+1,7% rispetto al 2017), per l'acquisto di un immobile (+0,9%) e quelle per le spese mediche (+0,8%).

Chi fa fa domanda di un prestito? L'età media dei richiedenti di un prestito nel 2018 è stata pari a 42 anni. Ma il dato scorporato rivela che un terzo delle domande di finanziamento proviene da under 35 (29,2%). Interessante notare inoltre come l'età cambi sensibilmente a seconda della finalità indicata: formazione e università sono appannaggio dei 39enni, mentre chi si è rivolto ad una società di credito per pagare spese mediche ha, sempre in media, 47 anni.

Donne o uomini? Nel 72% dei casi a presentare domanda è stato un uomo, nel 28% una donna. Anche in questo caso però le percentuali cambiano a seconda della tipologia di prestito; se si guardano, ad esempio, le richieste di prestito per spese mediche o per lo studio, il campione femminile supera il 40%. Le differenze di genere si ritrovano anche esaminando l'importo richiesto: il campione maschile ha chiesto lo scorso anno, in media, 13.332 euro, vale a dire l'11% in più rispetto a quello femminile. Il dato non deve sorprendere; analizzando i redditi dichiarati in fase di domanda di finanziamento emerge una netta
differenza tra lo stipendio medio degli uomini (1.829 euro) e quello delle donne (1.694 euro), distanza che, naturalmente, incide sull'importo richiesto.

Analizzando infine la professione dei richiedenti emerge che, nel 2018, a presentare domanda di prestito è stato nel 70% dei casi un dipendente privato a tempo indeterminato mentre liberi professionisti e lavoratori autonomi rappresentano poco meno del 10% del campione totale di richiedenti.

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