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lo studio dell'aifi

2018, un anno da record per il private equity italiano

I numeri dell'Associazione parlano di quasi 10 miliardi di euro investiti (il doppio del 2017) e 359 operazioni effettuate (numero cresciuto del 15% rispetto all'anno precedente)

2018, un anno da recort per il private equity italiano

Il 2018 è stato un anno da guinnes per il private equity italiano. Lo dicono i dati forniti dall'Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt (Aifi) durante il proprio convegno annuale.

I numeri parlano di quasi 10 miliardi di euro investiti (il doppio del 2017) e 359 operazioni effettuate (numero cresciuto del 15% rispetto all'anno precedente). L'associazione parla di una raccolta sul mercato nel private equity e venture capital di 3.415 milioni di euro, in calo rispetto ai 6.230 milioni dell'anno precedente, quando furono siglati accordi importanti da alcuni soggetti istituzionali. Prendendo solo in considerazione la raccolta indipendente di soggetti privati, l'ammontare è in crescita a 2.738 milioni, rispetto ai 920 milioni nel 2017.

Sempre considerando solo i soggetti privati, per il 2018 la distribuzione della provenienza della raccolta privata è italiana per il 64% e al 36% straniera. Gli operatori che nel 2018 hanno svolto attività di fundraising sul mercato sono stati 32, di cui 28 privati. A livello di fonti il 24% della raccolta deriva da fondi pensione e casse di previdenza, il 15% da investitori individuali e family office e il 14% da banche.

"La raccolta realizzata nel 2018 ha visto il closing di oltre 25 operatori. La prima fonte sono state casse e fondi pensione", ha 
commentato afferma Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi. "Questo è un segnale che aspettavamo da tempo e che può essere un primo passo verso un allineamento europeo con gli investitori internazionali. Il sistema previdenziale è in tutti i Paesi il principale investitore neifondi di private capital perché danno rendimenti maggiori per chi può investire in tempi relativamente più lunghi. Così facendo il sistema previdenziale investe anche in se stesso poiché promuove l'attività economica del Paese e il lavoro, che è la sola fonte di finanziamento della previdenza".

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