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Private Banking

Fine di un capitolo: Cordusio esce dall'albo delle sim dopo 10 anni

A essere accantonata però è l’idea di un polo di wealth management e private banking che ora verrà inglobato nella struttura retail delle “region”

Unicredit, la notizia dell'accordo sulla sanzione fa bene al titolo

La torre di Unicredit a piazza Gaile Aulenti, Milano

Si chiude ufficialmente la storia di Cordusio Sim e si entra nella nuova organizzazione Unicredit che riconduce il private banking all’interno della struttura retail delle “region”.

La scorsa settimana la Consob, con delibera n. 22420, ha formalizzato la decadenza, per rinuncia espressa di Cordusio Sim, dall’autorizzazione all’esercizio dei servizi di investimento, con conseguente cancellazione dall’albo.

Andando a ritroso, il provvedimento di Consob fa seguito alla fusione per incorporazione di Cordusio Sim in UniCredit stipulato il 18 maggio. La decisione era stata presa il 14 dicembre dello scorso dal cda. Una volta ottenuta il 4 marzo scorso, l’autorizzazione della Banca centrale europea, la scelta era stata annunciata pubblicamente con la motivazione di voler rafforzare la divisione Wealth management e private banking (Wm & pb).

I clienti di Cordusio Sim, così come i prodotti e i servizi posseduti, erano intanto già confluiti nella divisione Wm&pb Italy di Unicredit nel segmento wealth management.

Come si legge in un comunicato stampa del 25 marzo  “La fusione si inquadra nel più ampio processo di riorganizzazione del gruppo, volto a semplificarne la struttura e a meglio valorizzarne le sinergie operative, amministrative e societarie. L’operazione permetterà infatti di completare la concentrazione in capo a Unicredit delle attività in precedenza svolte da Cordusio Sim”.

La fusione inoltre avrebbe contribuito a consolidare il polo del Wealth Management e Private Banking.

"La realizzazione di questa operazione è funzionale al nostro posizionamento come punto di riferimento sul mercato italiano per i clienti - aveva dichiarato Stefano Vecchi, responsabile Wealth Management & Private Banking Italia -. Aggiungiamo un ulteriore tassello al nostro piano di crescita, caratterizzato da un approccio che punta ad aumentare la focalizzazione sulla nostra offerta di eccellenza e sui servizi di consulenza, attraverso una piattaforma integrata erogata dai nostri bankers. La nostra divisione, ulteriormente rafforzata, sarà così in grado di unire i punti di forza di entrambi i segmenti. E' un'ulteriore conferma dell'attenzione del Gruppo nei confronti dei clienti che richiedono servizi altamente personalizzati incorporati nell'offerta unica di una banca commerciale paneuropea".

Ma, nonostante queste dichiarazioni, solo pochi giorni fa è arrivato l’addio di Stefano Vecchi, il cui ruolo era stato messo in discussione dalle ultime scelte del gruppo.

Andrea Orcel ha infatti ridisegnato la struttura italiana del gruppo UniCredit, superando l’idea di un polo di wealth management e private banking e rimettendo al centro la struttura retail delle “region”.  Il private banking, quindi, scossoni a parte, rimarrà all’interno della struttura territoriale generale e avrà come perno  la collaborazione con i Regional Head.

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