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Investire Today | Ripresa immobiliare

Cdp scende in campo nel real estate

La società Cdp Immobiliare è diventata un soggetto attivo nel rilancio economico italiano

Cdp scende in campo nel real estate

La sede di Cdp a Roma

«Cdp Immobiliare srl è diventata un soggetto attivo nel rilancio economico italiano utilizzando al meglio il volano immobiliare, mettendo a frutto la nostra expertise e svolgendo un ruolo attivo di sviluppatori di qualità e di promotori di iniziative di sistema». Oggi si respira un’aria imprenditoriale ai piani alti della Cassa Depositi e Prestiti e della sua divisione immobiliare - amministrata dal responsabile dell’area Real estate del gruppo Marco Doglio – Qui opera appunto la Cdp Immobiliare srl, guidata dall’ad Emanuele Boni, che in quest’intervista a Investire Today illustra strategie, programmi e realizzazioni in corso: «Abbiamo recentemente approvato un piano industriale quinquennale della società, in cui cerchiamo di utilizzare tutti i punti di forza dell’appartenenza al gruppo, unendo le energie, partendo da quanto fatto in passato per meglio proiettarci nell’interesse del Paese, immediato e futuro».

Come si sviluppa, dunque, la vostra attività?

Occorre specificare che Cdp opera su asset di sua proprietà nella logica che definiamo “di primo miglio”. Con “primo miglio” si intende creare valore prima di cedere al mercato. Cdp interviene per cui su opere importanti e sistemiche su tutto il territorio nazionale gestendo una serie di rischi urbanistici, ambientali e archeologici attraverso una stretta collaborazione con demanio, gli enti territoriali e le sovrintendenze per valorizzarle e metterle a reddito in tempi coerenti con le dinamiche ed esigenze di mercato. Siamo partiti da un’accurata analisi del portafoglio, a livello geografico, e abbiamo rivisto gli asset sul piano funzionale. Abbiamo insomma cercato di trasformare il portafoglio delle proprietà da statico – il cosidetto “as is” - a dinamico, per poi valorizzarlo al meglio realizzando se del caso cessioni efficienti che creino valore per gli azionisti. Il tutto sarà anche meglio illustrato al mercato dal nuovo sito web che darà più visibilità a tutte le operazioni. Stiamo inoltre digitalizzando tutta la struttura informativa di Cdp Immobiliare, introducendo moderni sistemi di gestione e nuovi manager altamente qualificati venuti dal mercato come Michele Candeo, il responsabile dell’area Project ,e Simone di Gennaro, responsabile delle valorizzazioni.

Lungo quali linee guida vi muovete?

Ne abbiamo identificate tre. Innanzitutto la valorizzazione dei cosiddetti “Trophy asset”, gli immobili iconici del nostro patrimonio. A Roma il Palazzo della Zecca in Piazza Verdi e le Torri dell’Eur, a Genova l’Ospedale di Quarto. L’obiettivo è trasformare questi oggetti iconici in uffici moderni con una forte attenzione alla sostenibilità e alla qualità dei servizi e poi valorizzarli attraverso l’individuazione di soggetti istituzionali interessati ad affittare questi immobili, facendone crescere l’appetibilità e quindi il valore nel tempo. Abbiamo ereditato alcuni autentici gioielli e creeremo un fondo che li raccolga, per valorizzare l’equity che ci viene data da Cdp e creare il massimo valore per il nostro azionista.

La strategia è di operare come sviluppatore di qualità su asset di proprietà nella logica di creare valore prima di cedere al mercato. Il tutto partendo dagli immobili iconici, dalla valorizzazione cioè dei “Trophy asset”, come il Palazzo della Zecca e le Torri dell’Eur a Roma


Non si tratta certo di regali ai privati, insomma…E poi?

Puntiamo a valorizzare ulteriori asset. Per esempio l’area 100 mila metri quadrati che abbiamo a Segrate, la ex Manifattura Tabacchi di Firenze, quelle di Modena e di Napoli, che saranno al centro di progetti di riedificazione e rigenerazione urbana, come la ex Manifattura Tabacchi di Palermo, che sorge sulla stessa baia del celebre Hotel Villa Igiea, anch’esso nel patrimonio del Fondo Nazionale del Turismo gestito da Cdp Immobiliare Sgr e affittato alla catena Rocco Forte.


Ci dia qualche dettaglio!

Be’, il palazzo della Zecca è un’opportunità unica. Stiamo creando la più grande superficie per uffici di standard contemporaneo a Roma (70.000 metri, ndr). Per questo abbiamo scelto di abbandonare l’ipotesi di farne un hotel e di riportarlo alla originaria destinazione direzionale: l’Enel ha scelto l’edificio come proprio headquarter e così la città e il quartiere potranno beneficiare di un  nuovo luogo di lavoro e innovazione, ispirandosi ai più moderni principi del settore. Le Torri dell’Eur saranno al centro di una straordinaria riqualificazione che garantirà un risparmio energetico del 79% rispetto a un edificio tradizionale grazie al rivestimento in travertino con pannelli foto orientati con un utilizzo ideale dell’irraggiamento solare e sistemi di schermatura con infissi motorizzati a gestione centralizzata, oltre a coperture fotovoltaiche, doppi vetri, sistemi di raccolta dell’acqua piovana per la gestione del verde, ascensori a risparmio di energia. Insomma il meglio della tecnologia disponibile al servizio dei futuri inquilini.


E le Manifatture?

Incarnano la seconda linea-guida del nostro piano industriale: operazioni di rigenerazione urbana che riportano area dismesse al servizio dei cittadini che definiamo ‘operazioni sistemiche’. A Firenze la Manifattura sarà trasformata nel nuovo polo della produzione culturale per il Made in Italy - moda, arte, artigianato 2.0 - e diverrà un vivace quartiere residenziale di taglio internazionale con importanti ricadute economiche  - investimenti complessivi diretti per circa 300 milioni, con un effetto moltiplicatore sul territorio stimato in 1 miliardo e la creazione di oltre 16 mila posti di lavoro -. La rete delle Manifatture si amplia con il progetto della ex Manifattura Tabacchi di Napoli, 140.000 metri quadri destinati a centri di ricerca scientifica e tecnologica, residenze universitarie, servizi, attività commerciali, con investimenti complessivi per circa 240 milioni, e la ex Manifattura Tabacchi di Palermo che verrà rilanciata in chiave turistica.


Ci parlava prima di Segrate, vicino Milano: lì cosa farete?

Sarà un progetto chiave per la nostra terza linea-guida: lo smart-living. Nella cintura urbana di Milano e Roma - Segrate e Torre Spaccata - realizzeremo nuovi insediamenti abitativi di alta qualità offerti a costi sostenibili per tutti. Edilizia sostenibile, spazi verdi, servizi alla persona, senior living, formule innovative - residenze in affitto per il co-living, rent to buy - per vivere la città e sviluppare il contesto urbano in modo armonico, con positivi effetti socioeconomici.   

In basso, il Palazzo della Zecca in Piazza Verdi

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