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Investire Today | Ripresa immobiliare

«Con gli immobili si crea crescita»

Intervista con Diego De Felice, direttore del patrimonio Inps: «Dismissioni sì, ma per giovare all’ecosistema»

«Con gli immobili si crea crescita»

Diego De Felice, direttore del patrimonio immobiliare Inps

«Una forte e convinta ripartenza nel solco delle attività tradizionali»: così Diego De Felice, da gennaio 2020 direttore del patrimonio Inps, sintetizza la strategia dell’istituto che garantisce le pensioni (e non solo) degli italiani in un settore rilevante del suo attivo patrimoniale, quello degli immobili. «Una ripartenza nel senso che, rispetto alla gestione di impostazione tradizionale, oltre a continuare nella consolidata politica di dismissioni – che quest’anno si potrebbero attestare intorno a 60 milioni di euro di immobili messi sul mercato in Italia – stiamo puntando ad effettuare operazioni dalla marcata ricaduta economica positiva sul territorio. Dismettere sì, ma in modo da far crescere l’ecosistema circostante».

Le cessioni hanno ripreso a ritmo serrato, siamo tra gli enti pubblici ad aver venduto di più: mai a scopi speculativi e sempre per valorizzare i beni e il contesto in cui si trovano

Dunque una scelta impegnativa perchè entra nel merito qualitativo delle varie operazioni!

Esatto, dal 2017 – da quando cioè è stata superata la precedente normativa che autorizzava soltanto conferimenti immobiliari a fondi chiusi, c’è stata una ripresa d’iniziativa. Oggi, a differenza del passato, possiamo vendere anche ai conduttori degli immobili, o, se si tratta di immobili liberi, in asta pubblica. E quando si tratta di immobili di pregio, li possiamo far periziare dall’Agenzia delle Entrate. Con questi nuovi criteri, le cessioni hanno ripreso a ritmo serrato, siamo oggi tra gli enti della pubblica amministrazione ad aver venduto di più, ma chiaramente mai a scopi speculativi bensì sempre per valorizzare i beni e il contesto in cui trovano.

E come fate a valorizzare i vostri beni ma anche il loro contesto territoriale?

Facendo leva sull’ottimo rapporto istituzionale con gli enti locali. È questa la modalità attraverso la quale si possono effettuare operazioni redditualmente convenienti ma preziose anche per il territorio.

Qualche esempio?

Ce ne sono due di particolare valore e interesse, tra gli avvenimenti di quest’anno. A Seregno, in provincia di Monza e Brianza, l’Inps aveva un immobile dal ’91, che per mille ragioni si era notevolmente degradato: l’ex casa di cura Santa Maria Maggiore. Ebbene, abbiamo recentemente concluso gli accordi preliminari per la vendita al Comune di Seregno. Che potrà riutilizzare a fini sociali la struttura ormai andata in disuso. L’ immobile ha una superfice di circa 4.800 metri quadrati e un valore di vendita, secondo la perizia dell’Agenzia delle Entrate, di 332mila euro.

Interessante. E l’altro esempio?

Riguarda la città di Verona, dove avevamo e stiamo vendendo 180 appartamenti e 200 garage per 8,580 milioni. E’ il complesso immobiliare “Case Azzolini”, nella zona di Borgo Roma, tra via San Giacomo e via Capodistria, ed è disposto su 9 fabbricati. Abbiamo venduto al Comune praticando gli stessi prezzi agevolati che avremmo praticato vendendo i singoli appartamenti ai singoli conduttori. Ma così sarà il Comune a utilizzare la proprietà per fronteggiare al meglio l’emergenza abitativa. E non ci fermeremo certo qui! Stiamo perseguendo numerose altre operazioni su questo schema. 

Grazie alla nuova normativa che ci permette di vendere direttamente agli enti locali. E nell’insieme quali altre iniziative state assumendo per il patrimonio immobiliare?

Abbiamo numerosi dossier aperti. Stiamo ultimando un nuovo piano strategico. E intanto negli ultimi anni abbiamo anche conferito immobili ai fondi del Ministero dell’Economia: il fondo I3 Inps, cui sono stati intestati immobili per 449,6 milioni; e il fondo I3Silver, cui sono stati conferite, nel corso degli anni, immobili a spiccata funzione sociale: sono attività importanti. L’Istituto aveva cercato di ricollocarle sul mercato ma non è una missione facile, quindi il fondo Silver ha in programma di utilizzarle come senior house, residenze per anziani avanzate con servizi di primo livello. Per esempio a Lido di Venezia, Giulianova, Chievo Verona, Fano, Spoleto, Lerici. Anche in questo caso: valorizzazione sì, ma sempre con uno spiccato valore sociale. Ricordo che dei fondi siamo quotisti e non gestori. Esistono poi, in portafoglio, numerose altre strutture un tempo utilizzate per fini similari che non possono più svolgerle. Colonie montane o marine, per esempio, che vogliamo valorizzare. Altre strutture dell’Inps con finalità sociali sono invece ancora attive e ben funzionanti,come le case convitto a Spoleto, Caltagirone, Arezzo e Anagni, ad esempio, strutture degli Anni Trenta, destinati a uso giovanile. E abbiano iniziative analoghe per varie case di riposo: ad  Pescara e Monteporzio Catone (Rm) e a Camogli. 

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