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Investire Today | Ripresa immobiliare

«Fastweb attraverso Nexxt ha rifondato il lavoro su basi di responsabilità e fiducia»

Matteo Melchiorri, direttore Hr del gruppo leader nelle tlc, spiega la visione aziendale espressa nella scelta della nuova sede

«Fastweb attraverso Nexxt ha rifondato il lavoro su basi di responsabilità e fiducia»

«Mettere in pratica la nostra filosofia gestionale anche attraverso scelte immobiliari forti: è quello che abbiamo deciso di fare quando abbiamo cominciato a pensare a Nexxt», dice Matteo Melchiorri, direttore Hr di Fastweb, l’azienda leader nella banda larga che due anni fa ha inaugurato nella “Smart City” milanese di Porta Romana, in Piazza Olivetti, il suo nuovo quartier generale. «Un edificio che amiamo molto, e che a pieno carico – dunque non in questa fase di smart-working – accoglie fino a 1400 persone, ma in modalità profondamente rinnovate rispetto a quelle tradizionali. Rinnovate come abbiamo voluto che fosse il nostro modo di lavorare». Qualche dato, innanzitutto: in fase di costruzione, il cantiere di Nexxt – ispirato alle migliori pratiche di sostenibilità energetica e ambientale in genere, sul piano costruttivo, climatico e idrico - ha riciclato il 99% dei materiali di scarto per ridurre al massimo l’impatto sul territorio: «E all’interno abbiamo adottato dal primo giorno modalità di lavoro paperless e plastic free», sottolinea Melchiorri, «alimentando una cultura interna della sostenibilità in senso lato».

A poco meno di due anni dal trasloco, ma dopo mesi e mesi di smartworking, che bilancio trae da questa scelta?

Attorno a Nexxt, dentro e fuori Fastweb, si è innescato un circolo virtuoso. Le nostre persone si sono naturalmente sintonizzate con la logica della sostenibilità che abbiamo scelto insieme e il territorio l’ha percepito. 

Perché Nexxt?

Vuol dire futuro, le due X che sostengono il palazzo e giocano col suo nome, segnano il numero venti, cioè nel ventennale dell’azienda ci proiettano verso altri vent’anni di evoluzione, di innovazione e di impegno nei confronti del Paese… Il contesto della smart-city di Milano è propizio, siamo in una zona in metamorfosi profonda, con attorno realtà sia di business che culturali che stanno nascendo, che si sono già insediate e altre si aggiungeranno nel prossimo futuro. Nomi come la Fondazione Prada il Campus Bocconi, molti altri. Ci piace poter contribuire come azienda all’evoluzione della nostra città, in particolare di quest’area. Del resto, abbiamo sempre investito molto in innovazione: questa location, in questa zona, è coerente con la nostra mission.

Veniamo all’uso innovativo degli spazi che fate a Nexxt… Ce lo descriva

Innanzitutto questi spazi nascono da un ripensamento della demarcazione tra momenti di lavoro negli uffici e da remoto. Il discrimine tra lavorare all’interno o all’esterno della sede aziendale è sempre meno marcato. D’altronde gli spazi di Nexxt sono aperti anche al territorio e non solo alle risorse interne aziendali. Già prima del Covid avevano organizzato eventi esterni di qualità, come il ciclo di incontri “Connessioni”, aperti al pubblico, sull’arte, il digitale, e sulla trasformazione dell’area  con l’assessore Maran…

Bello, ma l’organizzazione degli spazi del lavoro?

Il lavorare dentro l’ufficio o al di fuori di esso si mescola in una relazione osmotica, e questo fa fare un salto in avanti rispetto a un futuro che evolve. Si consideri che in Fastweb abbiamo lanciato lo smart-working, inteso come possibilità di lavorare al di fuori degli spazi fisici aziendali, dal 2015, come esperienza pilota e successivamente come progetto corporate, con la modalità dei 4 giorni al mese di lavoro da remoto. Intanto la nostra filosofia del lavoro, la nostra way of working, è cambiata nel tempo attorno alla nostra visione della cultura della libertà e della responsabilità, imperniata sul concetto di scelta responsabile. Per cui io persona, dipendente di Fastweb, decido e scelgo sulla base degli obiettivi che devo conseguire l’agenda per ciascun giorno e su questa base scelgo dove lavorare, non necessariamente in ufficio o a casa ma anche altrove. Se scelgo l’ufficio, decido poi attraverso l’app di desk-booking in quale postazione sedermi. Colleghi impegnati in lavori comuni scelgono ad esempio di sedere vicini, chi deve concentrarsi in modo particolare prenota una focus room, dove non si è raggiunto dal brusio, per le telefonate personali ci sono le phone boot, naturalmente c’è l’area break davanti al caffè… 

Tutto un altro approccio…

Sì: la scelta non è tra casa e ufficio ma riguarda lo spazio più giusto rispetto al da farsi di ciascuno. La scelta responsabile affidata alla discrezionalità di ciascuno si riconnette al desiderio di porre le persone al centro dell’azienda. Che con questa filosofia di utilizzo degli spazi è diventato reale. Naturalmente, l’altra parola chiave di questa nostra filosofia del way of working è fiducia. Un elemento centrale rispetto ad una nuova filosofia del lavoro…

Il Covid quindi non ha scombussolato la vostra organizzazione…

Be’, abbiamo avuto pochissimo tempo per remotizzare tutto il customer care, che prima non poteva accedere al lavoro agile per ragioni di carattere organizzativo. Quindi la pandemia ha indotto un’accelerazione di pensiero sulla quale stavamo già lavorando per estendere la formula all’intera popolazione aziendale, contando sul fatto che il valore della fiducia quasi sempre supera di molto l’esercizio del controllo.

Ma non teme che la psicosi da contagio in futuro freni il desk-sharing?

è una modalità di contatto che può destare qualche apprensione, ma nel breve termine. Poi l’ansia di placherà. Peraltro siamo orgogliosi di essere riusciti a non smettere mai di crescere, ma sappiamo anche che la dimensione sociale del lavoro manca a tutti noi. Quindi nel post-Covid penso che rivalorizzeremo gli aspetti positivi di entrambe le modalità di lavoro, quello da remoto e quello in presenza, in un mix anche variabile rispetto a ciascuno. Libertà e responsabilità continueranno ad essere driver concettuali, filosofici e valoriali, e questo ci consentirà di esprimere nel migliore dei modi la nostra prestazione lavorativa e la nostra relazione con l’azienda, ma sicuramente avremo bisogno di tornare in ufficio e rivederci fisicamente. 

Quindi conviene che lo smart-working non basta?

Assolutamente sì. Fastweb è un’azienda che ha un dna e un’identità culturale molto forti, però è chiaro che l’estrma virtualizzazione dei rapporti alla lunga può impattare negativamente. Alla fine, con lavoro da remoto vedi sempre il tuo tinello o la tua cucina, e non i colleghi al caffè, alla riunione spontanea o al tavolo da lavoro… Troveremo sicuramente il nuovo giusto mix.

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