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Il superbonus del 110% e la moltiplicazione per 3 offerta da Intesa San Paolo

L’istituto può anticipare il credito, fornire un finanziamento ponte e un servizio di consulenza speciale ai beneficiari

Il superbonus del 110% e la moltiplicazione per 3 offerta da Intesa San Paolo

Anna Roscio, responsabile sales & marketing imprese di Intesa

L’acquisto del credito, un finanziamento ponte e un servizio di consulenza speciale. L’offerta di Intesa Sanpaolo per coloro che vogliono accedere al superbouns si fa in tre e manda in soffitta dubbi, timori complicazioni. 

Oltre al decreto legge varato dal Governo,  infatti, l’Agenzia delle Entrate sull’argomento ha stilato finora “solo” due provvedimenti, una circolare, una risoluzione, decine di risposte alle istanze d’interpello, le immancabili faq (frequent asked question che sono delle vere lenzuolate di burocratese) e una guida, semplice semplice, di 32 pagine che, appunto perché troppo semplice, non entra nei dettagli (dove si nasconde il diavolo) e riesce a chiarire poco o nulla. 

Il finanziamento permette di avere la liquidità necessaria ad avviare i lavori sul cantiere in attesa dei benefici fiscali

Perdersi in questo labirinto di parole non è difficile e affidarsi al primo gruppo bancario italiano per dormire sonni tranquilli può essere una garanzia. «Interveniamo nell’acquisizione dei crediti d’imposta legati all’esecuzione dei lavori agevolati con il superbonus, ma anche per quelli del sismabonus e degli altri bonus legati all’edilizia» ha spiegato Anna Roscio, responsabile sales & marketing imprese di Intesa Sanpaolo. «Inoltre, abbiamo previsto un finanziamento per avere la liquidità necessaria ad avviare i lavori sul cantiere in attesa di beneficiare delle prime cessioni ad avanzamento lavori o alla chiusura del progetto.  La formula, in questo caso, è quella dell’anticipo su contratto con costi che  dipendono dalla valutazione della singola impresa, oltre che dalla durata e dagli altri elementi connessi. Però, si tratta di un finanziamento legato alla cessione del credito d’imposta e viene visto in maniera unitaria. Infine, abbiamo stretto un accordo con un partner specializzato, Deloitte, per un servizio, gratuito e facoltativo, di verifica documentale dell’operazione di ristrutturazione».

Le società del network Deloitte, senza alcuna spesa aggiuntiva, daranno la propria assistenza e consulenza per individuare la documentazione da produrre in ciascuna fase dei lavori, faranno un controllo progressivo dal punto di vista fiscale della documentazione per garantire il costante rispetto della regolamentazione vigente, rilasceranno – quando previsto - il “visto di conformità” che certifica il rispetto di tutte le attività amministrative richieste dalla normativa ed effettueranno il trasferimento del credito d’imposta maturato dal cassetto fiscale del cliente a quello di Intesa Sanpaolo. «Visto che il rischio di cadere in errori esiste» ha spiegato ancora Roscio «chi vuole avvalersi del servizio di consulenza dovrà registrarsi sulla piattaforma Deloitte e caricare tutta la documentazione richiesta: elaborati progettuali, asseverazioni, visti. 

Gli esperti di Deloitte la esamineranno e daranno il responso, chiedendo eventualmente integrazioni o correzioni. A quel punto siamo tutti più sicuri del risultato». Insomma, le cose non saranno più semplici, ma possono stare più tranquilli. Sia le imprese sia i committenti. Perché il credito di imposta introdotto dal Decreto Rilancio riguarda entrambi. Il privato che beneficia dell’ecobonus avrà la possibilità di richiedere uno sconto in fattura pari al credito d’imposta, o in alternativa potrà cederlo direttamente alla banca. L’impresa che esegue i lavori e ha concesso al committente lo sconto in fattura compensando il credito, avrà, anch’essa, la possibilità di cederlo alla banca. Tutti e due potranno avere la consulenza gratuita di Deloitte. 

Intesa ha, poi, stretto una serie di accordi con Ance, l’associazione dei costruttori edili, con Confartigianato, Assindustria Veneto, Confindustria Venezia e Anima per dare ulteriore impulso agli investimenti e per agevolare quelli in beni strumentali funzionali agli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica degli edifici. In questo caso sono previsti, tra le altre cose, un finanziamento a medio-lungo termine fino a 72 mesi e preammortamento sino a 36 mesi e prodotti di leasing e di reverse factoring o confirming per il sostegno ai fornitori. 

Inoltre, Intesa Sanpaolo sta lavorando per la sottoscrizione di accordi di collaborazione con utilities e operatori industriali nazionali ed esteri per supportare finanziariamente l’offerta commerciale di questi operatori che svolgeranno un ruolo fondamentale nella realizzazione di questa misura di rilancio. Il prezzo per l’acquisto dei crediti d’imposta è stabilito da Intesa Sanpaolo fin dal momento della stipula del contratto di cessione e mantenuto inalterato per tutta la durata effettiva dei lavori. Di conseguenza sarà valido per tutto il 2020 e anche per il 2021. 

La banca si impegna ad acquistare il credito d’imposta eleggibile ai sensi di legge, mentre il cliente, conoscendo il prezzo, si impegna a cederlo con la formula della cessione pro-soluto. Ovvero, se il debitore (in  questo caso lo Stato) non dovesse liquidare il credito, chi lo cede alla banca non deve, comunque, onorarlo. Per i crediti d’imposta con compensazione in cinque quote annuali, l’acquisto avviene a  102 euro per ogni 110 euro di credito di imposta se il cedente è una persona fisica o un condominio (92.7% del valore nominale del credito). Se, invece, il cedente è un’impresa per i crediti d’imposta con compensazione in cinque quote annuali, l’acquisto avviene a 100 euro per ogni 110 euro di credito d’imposta (90.91% del valore nominale del credito). Infine, per i crediti d’imposta con compensazione in dieci quote annuali, l’acquisto avverrà a 80 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta (80% del valore nominale del credito). Insomma, le imprese, grandi e piccole, possono liberare i propri bilanci dai crediti e sostituirli con denaro liquido. 

Mentre i privati evitano complicazioni di compilazione della dichiarazione fiscale e incassano qualcosa in più di quanto hanno speso. «Dal momento in cui il credito è nel nostro cassetto fiscale» ha concluso Roscio. «Intesa Sanpaolo si impegna a liquidare il credito d’imposta in cinque giorni lavorativi, senza ulteriori oneri. L’iter è chiaro: quando un privato o un’impresa stipulano un contratto d’appalto con i loro committenti, vengono in banca e dopo le opportune verifiche, procediamo con l’acquisizione del credito a un prezzo prefissato valido per tutta la durata dei lavori ed, eventualmente concediamo la liquidità di cui il cliente ha bisogno. 

Questo dà una certezza importante a chi deve affrontare il percorso di cessione. Nel caso in cui, poi, il cliente abbia beneficiato di un finanziamento “ponte”, il corrispettivo della cessione sarà utilizzato in tutto o in parte per il rimborso del finanziamento. 

Questa offerta è disponibile in tutte le filiali della banca che sono a disposizione dei clienti per illustrare le caratteristiche e le modalità di accesso. Le richieste sono molte e in costante aumento, settimana dopo settimana, segno di un interesse crescente da parte dei contribuenti che sta dando una scossa al settore dell’edilizia. I progetti in corso di sviluppo sono molti ed è perciò auspicabile che il provvedimento venga prorogato oltre la scadenza del 31 dicembre 2021».  

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