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Assoreti, patrimonio in calo negli ultimi tre mesi

Nel gestito si attesta a 502,5 miliardi di euro, con una riduzione congiunturale del 5,8%

Paolo Molesini, presidente di Assoreti e chief executive officer di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking

Paolo Molesini, presidente di Assoreti

A fine giugno la valorizzazione dei prodotti finanziari e dei  servizi di investimento distribuiti dagli intermediari associati, tramite l’attività dei propri  consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, è pari a 731,9 miliardi di euro.  L’instabilità dei mercati finanziari ha determinato la flessione del dato di patrimonio negli  ultimi tre mesi (-4,7% t/t) e, conseguentemente, anche nel confronto con il mese di giugno  2021 (-1,7% a/a). 

Il patrimonio complessivo dei prodotti del risparmio gestito si attesta a 502,5 miliardi  di euro, con una riduzione congiunturale del 5,8%; in contrazione anche la componente  finanziaria del risparmio amministrato (-4,6% t/t), pari a 102 miliardi di euro, e di  liquidità (-0,4% t/t) che si attesta a 127,4 miliardi. 

Paolo Molesini, presidente dell’associazione, ha così commentato i risultati: “E’ stato un trimestre di  grande tensione per i mercati finanziari, sotto la spinta di un contesto geopolitico ed  economico che continua ad essere particolarmente critico. Nonostante le difficoltà del  periodo le reti hanno continuato a gestire attivamente le risorse affidate con fiducia dai  propri clienti: tra aprile e giugno gli investimenti netti in soluzioni gestite ammontano a  3,9 miliardi e quelli in titoli azionari a 1,7 miliardi mentre sono 2,7 i miliardi destinati ai  titoli di Stato e 2,2 quelli investiti in obbligazioni, il tutto con un saldo negativo per la  liquidità. Un comportamento attivo nell’ottica della migliore diversificazione”.

Il patrimonio degli Oicr, sottoscritti direttamente, è pari a 222,8 miliardi di euro; la  flessione congiunturale è del 7,5% e l’incidenza complessiva sul portafoglio totale scende  al 30,4%. La valorizzazione complessiva delle gestioni collettive aperte domiciliate  all’estero si attesta a 195,9 miliardi di euro (-7,8% t/t), quella dei fondi aperti di diritto  italiano a 21,5 miliardi di euro (-7,8% t/t), mentre i fondi chiusi mobiliari realizzano un  ulteriore passo avanti con una crescita dell’8,8% t/t, raggiungendo una valorizzazione  complessiva pari a 5 miliardi. Il patrimonio dei prodotti assicurativi e previdenziali scende a 201,6 miliardi di euro (-3,8% t/t), con un’incidenza del 27,5% sul portafoglio  complessivo; la flessione coinvolge le unit linked (-6,3% t/t) ed in misura più contenuta i  prodotti multiramo (-1% t/t) mentre si mantiene stabile la valorizzazione delle polizze vita  tradizionali. La dinamica di contrazione coinvolge anche le gestioni individuali con un  patrimonio pari a 78 miliardi (-5,6% t/t) ed un peso in portafoglio pari al 10,7%. 

A fine mese, il contributo complessivo delle reti di consulenza al patrimonio investito in  Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si attesta a 407,6  miliardi di euro, con un’incidenza sul patrimonio totale investito in fondi (1.114,7 miliardi  di euro – dato provvisorio) che sale di 0,8p.p. e raggiunge il 36,6%.

Nell’ambito del risparmio amministrato il peso della componente titoli in portafoglio si  conferma stabile al 13,9%. Cala la valorizzazione dei titoli azionari (-13,4% t/t) come  conseguenza della flessione dei mercati azionari mentre aumenta quella dei titoli di Stato  (+8,9% t/t) e dei titoli obbligazioni (+10,4% t/t). L’incidenza della liquidità sale  temporaneamente al 17,4%.

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