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Invesco Global factor investing study: crescono le policy Esg

Per lo studio globale condotto nei mesi di aprile e maggio, l’84% degli investitori istituzionali e il 71% degli investitori wholesale disponeva di una policy Esg, mentre più di metà incorporava già, o stava valutando di incorporare, l’Esg nel portafoglio fattoriale. Il 97% degli investitori in fattori intendeva inoltre mantenere o incrementare le allocazioni fattoriali nei prossimi 12 mesi

Invesco Global factor investing study: crescono le policy Esg

Georg Elsaesser, senior portfolio manager, quantitative strategies di Invesco

Il quinto Global factor investing study di Invesco conferma la crescita dell’Esg, da tempo oggetto di particolare attenzione tra gli investitori istituzionali e wholesale; lo studio Invesco dello scorso anno aveva rilevato che l’adozione dei fattori è spesso andata di pari passo con l’adozione dell’Esg. Quest’anno l’84% degli investitori istituzionali e il 71% degli investitori wholesale (tutti investitori fattoriali) disponeva di una policy Esg mentre più di metà stava già incorporando, o stava valutando di incorporare, l’Esg nel suo portafoglio fattoriale.

Lo studio, il più completo nel suo genere, ha intervistato direttamente 138 investitori fattoriali istituzionali e 100 investitori fattoriali wholesale che gestiscono in totale un patrimonio di oltre 25.000 miliardi di dollari USA. Le interviste sono state condotte tramite video e audio nei mesi di aprile e maggio 2020, durante la pandemia di Covid-19 e nel maggior picco di volatilità dei mercati.

La maggior parte degli investitori ha citato l’Esg come un elemento di supporto alle strategie fattoriali. Il 64% degli investitori istituzionali e il 47% degli investitori wholesale ha percepito una simbiosi interessante, ritenendo che l’integrazione dell’Esg nei modelli fattoriali dovrebbe consentire di gestire i ribassi a breve termine con un potenziale di rialzo più elevato nel lungo periodo.

Per gli investitori istituzionali, questi benefici sono stati generalmente ampi, in termini di migliore gestione del rischio (90%) e potenziale incentivo ai rendimenti correlato all’Esg. Da parte loro gli investitori wholesale, pur focalizzati a loro volta sulla gestione del rendimento e del rischio, hanno individuato tra i benefici dell’ESG la possibilità di gestire i rischi legati ai singoli fattori, ad esempio quello associato alle trappole di valore.

Georg Elsaesser, senior portfolio manager, quantitative strategies di Invesco, ha affermato: “Se da un lato Esg e investimento fattoriale sono due fenomeni di norma distinti e implementati separatamente, l’adozione contestuale di entrambi può generare difficoltà per gli investitori. Questo soprattutto perché molti prodotti fattoriali non integrano l’Esg e i prodotti Esg, per la maggior parte, non sono fattoriali. Nonostante le difficoltà, la performance recente ha sostenuto l’evoluzione del mercato; gli investitori che hanno incorporato l’Esg hanno più probabilità di citare una performance positiva dalle loro allocazioni fattoriali”.

“Guardando al futuro, è molto probabile che gli Etf svolgeranno un ruolo sempre più ampio nel segmento Esg. Gli investitori che hanno abbracciato l’Esg più di recente sono a volte meno esperti, possono incontrare difficoltà a livello di implementazione e ricercano soluzioni semplici ed economiche. Gli Etf sono in molti casi un trampolino di lancio per una piena integrazione Esg, soprattutto ora che sul mercato sono presenti numerosi prodotti e i fornitori hanno sviluppato una reportistica migliore” ha concluso Elsaesser.

 

Il Global factor investing study di Invesco ha rilevato inoltre che il 97% degli investitori in fattori intendeva mantenere o incrementare le allocazioni fattoriali nei successivi 12 mesi, con gli investitori della regione EMEA più propensi a incrementare le allocazioni alle strategie fattoriali (47%). rispetto alle controparti del Nord America (31% e dell’Asia (44%).

L’incremento delle allocazioni rispetto allo studio dello scorso anno è stato trainato in parte da un’adozione più ampia dei fattori - che sono stati incorporati in altre asset class come il reddito fisso - e dalla graduale intensificazione delle esposizioni nel corso del tempo. Quest’anno ad esempio un numero record di investitori istituzionali e wholesale sta utilizzando strategie fattoriali nell’ambito della propria allocazione a reddito fisso.

Nei mercati azionari globali i fattori momentum, quality e low volatility hanno in linea generale sovraperformato il mercato nel periodo del sondaggio. Per contro, i fattori value e small-cap hanno realizzato una sottoperformance. L’indebitamento e le preoccupazioni a livello di liquidità hanno pesato particolarmente sui fattori small-cap e value, soprattutto nel primo periodo del sondaggio quando molte aziende sono corse ai ripari sull’emotiva del Covid-19.

Quest’anno il 65% degli investitori istituzionali e il 67% degli investitori wholesale ha dichiarato che le loro allocazioni fattoriali avevano soddisfatto o superato le aspettative generali di performance nei 12 mesi precedenti lo studio.

Georg Elsaesser ha affermato: “Le strategie fattoriali hanno realizzato la performance attesa, e anche considerando la situazione particolare e i rendimenti inferiori di alcuni fattori negli ultimi due anni, il sentiment nei confronti dell’investimento fattoriale è rimasto molto positivo. L’investimento fattoriale non è destinato a perdere attrattiva e viene adottato in misura crescente da investitori sofisticati di ogni entità. È importante sottolineare che gli investitori fattoriali sono orientati al lungo periodo, e la loro convinzione che i premi fattoriali determinino un extra-rendimento nel lungo termine sta alla base di una sorta di pragmatismo dinanzi alla volatilità a breve termine. Ad esempio, se il decennio scorso è stato difficile per chi investiva nel fattore value, questa edizione dello studio ha rilevato che la maggior parte degli investitori è rimasta fedele a tale fattore, ritenendo la sua sottoperformance un fenomeno temporaneo”.

 

Lo studio di Invesco ha rilevato inoltre che un numero record di investitori istituzionali e wholesale sta oggi impiegando le strategie fattoriali nell’ambito dell’allocazione obbligazionaria. Due quinti (40%) affermano di utilizzare già i fattori nel reddito fisso e più di un terzo sta attivamente valutando la possibilità di farlo. Solo il 17% degli investitori istituzionali ha affermato di non considerare questa opzione.

Lo studio del 2020 ha rilevato che la convinzione di poter applicare l’investimento fattoriale al reddito fisso è oggi quasi universale, essendo passata dal 59% nel 2018 al 95% quest’anno. Secondo la ricerca, gli investitori ritengono che il reddito fisso sia una buona opzione per un approccio fattoriale: un numero record di intervistati (63%) è concorde nel ritenere che i fattori nel reddito fisso siano importanti tanto quanto nell’azionario.

Georg Elsaesser ha affermato: “Secondo gli investitori il reddito fisso offre chiare opportunità grazie alla natura delle regole o delle restrizioni del mercato. Taluni segmenti del mercato, come le obbligazioni high yield, non sono accessibili ad alcune tipologie di investitori, e questo crea una segmentazione e origina opportunità sfruttabili.

La quota relativamente elevata di intervistati che ha affermato di investire nel reddito fisso tramite i fattori o che sta valutando di farlo, ha menzionato l’attrattiva di un approccio più sistematico all’asset class. Gli investitori hanno altresì citato la possibilità che un approccio fattoriale possa focalizzare l’attenzione sulla generazione di alfa ad opera dei gestori obbligazionari attivi e conferire maggiore trasparenza al mercato nel suo complesso, come è avvenuto per l’azionario.”

Negli ultimi 12 mesi, l’uso degli Etf fattoriali è aumentato ulteriormente sia tra gli investitori istituzionali che tra gli investitori wholesale: la maggior parte degli investitori istituzionali fa oggi uso di Etf, che rappresentano in media il 14% dei loro portafogli fattoriali. Nel segmento wholesale, oltre due terzi degli investitori usa Etf, che rappresentano nel complesso la metà dei portafogli fattoriali. Per i gestori patrimoniali, gli Etf sono di norma il veicolo primario per ottenere un’esposizione fattoriale, perché rappresentano tre quarti dell’allocazione fattoriale media.

Per gli intervistati che investono in strategie fattoriali basate su strategie di indicizzazione passiva, gli Etf sono particolarmente apprezzati per la facilità d’uso e il prezzo. Per queste tipologie di applicazioni “migliorate” o “smart beta”, gli investitori hanno dichiarato di essere interessati ai prodotti trasparenti e basati su regole, che possono meglio soddisfare i loro obiettivi di rischio/rendimento rispetto alle allocazioni ponderate in base al mercato.

Lo studio Invesco ha altresì rilevato che gli Etf vengono usati in misura crescente per implementare strategie fattoriali attive. Alcuni investitori hanno dichiarato di essersi orientati verso gli Etf dopo aver implementato in precedenza i fattori tramite swap o altri strumenti derivati con esecuzione tramite una banca di investimento. In confronto a questi veicoli, criticati per la scarsa chiarezza, gli Etf sono stati ritenuti preferibili per la loro maggiore trasparenza. Per alcuni, il passaggio è stato appunto trainato dalla necessità di maggiore trasparenza ai fini del rispetto di soglie nuove o più rigide in materia di Esg.

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