Banca Mediolanum, una convention per affermare la “differenza”

“Facciamo buone auto, anzi ottime, ma soprattutto vi insegniamo a guidarle bene. E vi assistiamo nei vostri viaggi. In questo siamo differenti”: se Banca Mediolanum producesse automobili, potrebbe probabilmente adottare questa filosofia. E’ il “Be different”, il claim della convention 2026 in corso a Torino oggi e domani, un claim che pochi possono permettersi come quest’azienda, in un mercato del risparmio gestito che è ormai globale e omologato dalle prestazioni assai comparabili dei principali player. Un claim che può permettersi Banca Mediolanum per la fisionomia più unica che rara che la connota: una famiglia che detiene la maggioranza relativa, un fedelissimo socio storico, un capo-azienda figlio – cogenere! – del fondatore, affiancato da una sorella in piena sintonia, e un management team di lunga fedeltà, impregnato dell’”Ennio-pensiero”, la visione del fondatore che ancora evolve nella pratica di quella che è ormai la settima banca italiana per capitalizzazione.
Oggi questa banca rappresenta, tra i protagonisti del risparmio gestito, una quota di mercato tra il 15 e il 18%, in crescita, che va però affiancata alla leadership nel comparto nei mutui e nei prestiti alle famiglie, oltre che nei prodotti previdenziali, un “mix” che pochi possono vantare altrettanto completo, tra i competitor.
Ma il punto è un altro: va bene avere prodotti competitivi nei rendimenti; va bene discutere dei costi, e contenerli perché – riconosce Massimo Doris, nella sua autorevolezza oggi completata dalla presidenza di Assoreti – “ogni centesimo sottratto ai costi va ad aumentare l’investimento”, ma quel che conta è anche e soprattutto il “come” si investe. E per spiegarsi bene Massimo, a chi glielo chiede, cita un caso “esterno”, quello di AcomeA, una sgr privata, relativamente piccola ma qualificatissima, il cui fondatore Alberto Foa, dopo aver vinto una “gara” tra fondi con un prodotto assai ben gestito, sottolineò che la metà degli investitori che avevano messo in quel fondo i loro soldi, nel periodo considerato… avevano perso denaro, e non l’avevano guadagnato. Perché? Per essere usciti troppo presto. Un timing sbagliato, sbagliato per emotività o incompenza.
E dunque, davanti a una rappresentanza nutrita dei 7000 banker che, tra Italia (5100 a fine anno) e Spagna – lavorano per il gruppo, è di lucidità e stabilità nell’investimento che, in fondo, si parla. Questa “due-giorni” di convention all’Inalpi Stadium torinese può mettere nella cassaforte di Banca Mediolanum una crescita costante di tutte le metriche aziendali e una strategia chiarissima da attuare e sviluppare: consulenza attiva per i clienti, “apostolato” sull’investimento azionario di lungo periodo, prodotti per la longevity – la vera incognita dell’economia futura del Vecchio Mondo – e poi, sì, innovazioni a raffica, sui
servizi, sull’offerta e sugli strumenti, ma ancorata comunque alla storica, inossidabile “centralità del cliente”, quello della poltrona rossa con il cerchio disegnato attorno che inventò e lancio a suo tempo Ennio Doris. E quando dal palco Massimo ricorda quello spot, quel claim, quella filosofia, e chi l’aveva ideata – accendendone la stella sotto la volta dell’arena, be’… la commozione diventa subito palpabile, non solo in prima fila, a dispetto della folla e del rumore.
Quest’anno, poi, c’è un’altra novità: la squadra di Mediolanum è la prima ad affrontare a testa alta la sfida dell’AI, l’intelligenza artificiale, che sta già pervadendo prodotti e piattaforme di distribuzione ma qui trova il bravo domatore: “L’Ai non ci mette la faccia”, è la formula ideata da Stefano Volpato, direttore commerciale del Gruppo e catalizzatore della Rete, e fatto proprio alla grande dal capo, Massimo. E’ davvero il modo per cavalcare la tigre, domandola. Se si guarda al risparmio diffuso per quello che è, ossia ormai un prodotto per tutti e non per pochi specialisti, si comprende come il rapporto interpersonale tra il cliente e il suo consulente, quello che “ci mette la faccia”, non sarà mai sostituibile con un robottino, e neanche con un super-robot, che comunque mai potrà fare altro se non restituire, rimasticate finché si vuole, concetti e idee già vecchi; senza mai poter sapere che proprio in quel momento, proprio quel mattino, proprio quella persona ha avuto un problema, o magari ha avuto una gioia. E quindi, per questo problema o questa gioia, sente cambiare, proprio in quel momento, le proprie esigenze. Di fronte a lui ha
bisogno di un essere umano per parlarne e decidere come reagire. Sarà poi questa persona, all’occorrenza, che utilizzerà l’Ai per trovare la risposta migliore, come cent’anni fa la calcolatrice, 60 anni fa il computer, 30 anni fa Internet, da due anni l’Ai. Strumenti, non sostituti.
Stefano Volpato declina al meglio la visione prospettica, fortemente positiva, della banca sul futuro del risparmio. Con uno sguardo al passato e una carrellata sul futuro. Dall’83 – quando vennero introdotti in Italia i fondi d’investimento – ad oggi, poco è cambiato nel costume finanziario degli italiani, visto che “solo 11 risparmiatori su 100 in Italia sono esposti all’azionario globale”. Forse anche per questo negli stessi decenni il potere d’acquisto delle famiglie in Italia è cresciuto solo del 5% contro il 30%-35% di Francia e Germania.
Un guaio, un grosso danno. Al quale Banca Mediolanum dà una risposta davvero ”apostolica” – perché la sua è ormai una linea di educazione finanziaria permanente, non solo di comunicazione commerciale; e questa risposta che l’azienda ha dato, piaccia o meno, con successo si chiama – da dieci anni – IIS (Intelligent investment strategy). E’ un vaso comunicante tra un fondo monetario o obbligazionario in cui l’investitore insicuro versa i suoi soldi per essere… sicuro che non li perderà; ma che però automaticamente travaserà dosi piccole di quei soldi in un fondo azionario o multi-asset, per importi variabili in base alle condizioni di mercato.
E’ meglio investire di più quando i prezzi scendono, si sa, e non vendere; e invece, semmai, vendere quando i prezzi sono ai massimi: ma quanti si comportano così? Solo pochissimi “risparmiatori a sangue” freddo e quelli, tra gli altri risparmiatori “comunI”, che hanno la fortuna di essere guidati da un bravo consulente finanziario.
Ecco, è questo solo un esempio della “filosofia Banca Mediolanum”, che prosegue e si rinnova anche a quasi 5 anni dalla scomparsa del fondatore.

La convention 2026 prosegue, la differenza anche.

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