Il Tesoro torna sul mercato con un nuovo collocamento di titoli di Stato che conferma la capacità dell’Italia di attrarre capitali anche in una fase caratterizzata da rendimenti più elevati. L’asta ha portato all’assegnazione di 8 miliardi di euro tra Btp e Ccteu, con una domanda che ha superato l’offerta per tutte le emissioni. A fotografare l’operazione sono i dati diffusi dalla Banca d’Italia, che evidenziano un aumento dei rendimenti rispetto alle aste precedenti.
Domanda sostenuta per i Btp a cinque e dieci anni
La quota più consistente dell’operazione ha riguardato il Btp con cedola del 3,15% e scadenza al 1° giugno 2031, collocato per 3 miliardi di euro. Il rapporto di copertura si è attestato a 1,59, segnale di una richiesta superiore all’importo offerto, mentre il rendimento lordo è salito al 3,39%, con un incremento di 36 punti base rispetto all’asta precedente. Anche il Btp decennale con cedola del 3,8% e scadenza al 1° luglio 2036 ha registrato un interesse significativo, con 1,75 miliardi assegnati, un rapporto di copertura di 1,71 e un rendimento lordo arrivato al 4%, in aumento di 37 punti base.
Buona risposta anche sulle scadenze più lunghe
Tra i titoli collocati figura anche il Btp con cedola dell’1,45%, scadenza 1° marzo 2036, per un importo pari a 1,25 miliardi di euro. L’emissione ha ottenuto il rapporto di copertura più elevato dell’intera asta, pari a 1,84, confermando l’interesse degli investitori anche sulle durate più lunghe. Il rendimento lordo si è attestato al 3,95%, riflettendo il nuovo equilibrio dei mercati obbligazionari in un contesto di tassi ancora elevati.
Ccteu, rialzo più contenuto dei rendimenti
Completa il collocamento il Ccteu con scadenza 15 aprile 2036, assegnato per 2 miliardi di euro. In questo caso il rapporto di copertura è stato pari a 1,58, mentre il rendimento lordo si è portato all’1,58%, con un incremento di appena 5 punti base. Una dinamica più contenuta rispetto ai Btp che riflette le caratteristiche di questi titoli a tasso variabile, generalmente meno esposti alle oscillazioni dei rendimenti di mercato.
Il segnale che arriva dal mercato
L’esito dell’asta conferma come il debito pubblico italiano continui a trovare una domanda robusta nonostante il rialzo dei rendimenti richiesti dagli investitori. Rapporti di copertura superiori all’unità in tutte le emissioni indicano un interesse diffuso verso i titoli del Tesoro, mentre l’aumento dei tassi testimonia un mercato che continua a prezzare condizioni finanziarie più restrittive rispetto al recente passato. Un equilibrio che il Tesoro dovrà continuare a gestire nei prossimi mesi, in un contesto in cui il costo del finanziamento resta uno degli elementi chiave per la finanza pubblica.

