Generali disponibile a trattare con Nagel. Mediobanca convoca l’assemblea

La sfida per la leadership nel risparmio gestito italiano entra nel vivo. Con un passaggio strategico atteso per oggi, Generali si prepara ad aprire formalmente al negoziato con Mediobanca per un’eventuale adesione all’Offerta pubblica di scambio (Ops) su Banca Generali. Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri nel settore del wealth management, rafforzando le posizioni di entrambi i gruppi ma non senza tensioni interne.

Secondo i termini dell’offerta guidata dall’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, l’istituto milanese punta ad acquisire il controllo pieno di Banca Generali – realtà da tempo ai vertici nel private banking italiano – in cambio del 13% delle azioni Generali detenute in portafoglio. Il piano prevede che metà di questa quota venga collocata sul mercato, mentre l’altra metà venga ceduta direttamente alla compagnia triestina, in cambio del suo 50,01% in Banca Generali.

La posta in gioco è la costruzione di un polo del risparmio gestito che possa competere su scala europea, unendo la solidità assicurativa di Generali alla rete capillare di private banker e consulenti di Banca Generali, oggi considerata un asset di primaria importanza. L’operazione includerebbe anche l’estensione dell’accordo di distribuzione tra Generali e Banca Generali dagli attuali 5 a 10 anni, con l’aggiunta della rete dei 1.500 consulenti di Mediobanca.

Il progetto ha però suscitato divisioni nel consiglio di amministrazione di Generali, dove i consiglieri di minoranza vicini all’azionista Francesco Gaetano Caltagirone restano contrari alla cessione della banca del risparmio. Nonostante ciò, il via libera al negoziato – anche se non unanime – dovrebbe bastare a Mediobanca per convocare ufficialmente l’assemblea straordinaria degli azionisti per il 21 agosto. Sarà quella la data decisiva in cui i soci decideranno se procedere con il piano Nagel oppure accogliere la controffensiva promossa da Mps, che attraverso un’altra Ops punta a prendersi il controllo proprio di Mediobanca.

Ma l’operazione non si gioca solo tra Trieste e Milano. Sullo sfondo resta attiva la contestazione di Bluebell Capital, fondo attivista guidato da Giuseppe Bivona e azionista sia di Mediobanca che di Mps, che ha chiesto alla Consob di sospendere temporaneamente l’offerta senese. Il motivo? La presunta inadeguatezza del documento informativo semplificato presentato da Mps, che – secondo Bluebell – non chiarirebbe abbastanza i rischi legati alla restituzione di 5,4 miliardi di aiuti di Stato e alla governance post-fusione.

Il Tar del Lazio si pronuncerà l’8 settembre, proprio alla vigilia della chiusura dell’Ops. Fino ad allora, resta in sospeso anche la richiesta di sospensione cautelare avanzata da Bluebell per garantire – a suo dire – “la piena consapevolezza degli azionisti di Mediobanca” al momento del voto.

Nel frattempo, Generali si appresta ad approvare una semestrale molto positiva, con un utile netto stimato sopra i 2 miliardi. Un segnale di forza che potrebbe rafforzare la posizione del Leone anche al tavolo del negoziato.

Valentina Menassi
Valentina Menassi
Professionista con una solida formazione in economia nazionale e internazionale, esperta nel settore. Ha ricoperto il ruolo di consulente in ambito comunicativo per il Parlamento Europeo e collabora con diverse testate giornalistiche nazionali in ambito economico.

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